James Tate (Kansas City, 8 dicembre 1943 – Amherst, 8 luglio 2015) è stato un poeta statunitense.
James Tate nacque a Kansas City, dove crebbe con la madre e i nonni dopo l'uccisione del padre, pilota durante la seconda guerra mondiale.
Studiò alla Pittsburg State University, laureandosi nel 1965; successivamente ottenne la laurea magistrale all'Università dell'Iowa. Insegnò scrittura creativa a Berkeley, all'Università Columbia e all'University of Massachusetts Amherst, dove lavorò dal 1971 al 2015.
Tra il 1967 e il 2015 pubblicò oltre una dozzina di raccolte poetiche, vincendo il premio Pulitzer per la poesia nel 1991 per Selected Poems e il National Book Award nel 1994 per Worshipful Company of Fletchers: Poems.
La sula azzurra
La sula azzurra
vive
sugli scogli nudi
delle Galàpagos
e non teme nulla.
È
una vita semplice:
vive di pesce
e ci sono pochi
predatori.
Inoltre, i maschi non
si rendono
ridicoli
rimorchiando le giovinette.
Piuttosto, raccolgono le
cose
azzurre del mondo
e con queste costruiscono
un nido – un
pacchetto
di Gauloises all’occasione,
un filo di perle,
un
pezzo di stoffa dall’abito
di un marinaio. Questo
trascende
il bisogno
di un piumaggio splendente;
infatti, negli
ultimi
cinquanta milioni di anni
il maschio è
divenuto
sensibilmente più scialbo,
né sa cantare bene.
La
femmina, comunque
gli chiede poco
–
l’azzurro la soddisfa
interamente, ha un effetto
magico
su di lei. Quando torna
dalla sua giornata
di gossip e di
shopping
vede che lui le ha trovato
una nuova striscia di
stagnola azzurra:
per questo lo ricompensa
con il suo corpo
scuro,
ruotano lente le stelle
nella stagnola azzurra accanto a
loro
come gli occhi di un mite salvatore.
Scendendo per Cleveland Avenue
Fumi di ogni tipo
di
macchina hanno sporcato
la neve. Tu proponi
di lucidarla, i
chilometri
fra casa e dovunque
tu e il tuo giglio di
donna
vorrete andare. Tu
vai, secchio, spazzola e
schiuma,
strofinando giù
per Cleveland Avenue
verso la Hartford
Life
Insurance Company. Nessuno
apprezza il tuo sforzo
e un
personaggio importante
ti chiama babbuino. Ma molto
presto la
tua cara spunta
da un ascensore
e ti bacia e tu
le canti e
le dici
di attraversare fieramente
la pianura bianca. A un
certo punto
addirittura stendi a terra
il cappotto, e lei,
a
sua volta, stende il suo per
te. E tu sfili la tua
camicia,
e lei
la camicetta, e i tuoi pantaloni,
e la sua gonna, le
scarpe –
toglie i suoi slip
lavanda e tu scivoli
dentro la
sua pelle bianca e fiera.
Le due poesie sono tratte da J. Tate, Selected poems, Wesleyan University Press 1991 (si ringrazia l’editore per la concessione). Traduzioni di Todd Portnowitz e Pietro Cardelli

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