domenica 11 gennaio 2026

#stranieri / MEKAS Jonas (1922 - 2019)


Jonas Mekas
(Biržai, 24 dicembre 1922 – New York, 23 gennaio 2019) è stato un regista, poeta e artista lituano naturalizzato statunitense. È il fondatore, assieme al fratello Adolfas Mekas, della rivista Film Culture, e cofondatore dell'Anthology Film Archives. Trasferitosi a New York alla fine del 1949, è noto per i suoi film sperimentali riconducibili al movimento del New American Cinema. A lui è intitolato il Jonas Mekas Visual Arts Center di Vilnius, in Lituania.
Il periodo giovanile: L'europa e l'emigrazione negli USA
Nel 1944 Mekas lasciò la Lituana a causa della II guerra mondiale. Durante il viaggio, il suo treno fu fermato in Germania e Jonas assieme al fratello Adolfas Mekas (1925–2011) furono imprigionati per otto mesi nel campo di lavoro di Elmshorn, un sottoborgo di Amburgo. I due fratelli riuscirono a scappare e nascondersi vicino al confine danese, ospiti di una fattoria per due mesi, fino alla fine della guerra. Nell'immediato dopoguerra Mekas visse nei campi per migranti tra Wiesbaden e Kassel. Tra il 1946 ed il 1948 studiò filosofia all'Università Johannes Gutenberg di Magonza, per poi emigrare assieme al fratello negli Stati Uniti sul finire del 1949, stabilendosi a Williamsburg, Brooklyn, New York. Dopo due settimane dal suo arrivo, grazie ad un prestito, comprò la sua prima macchina da presa Bolex 16 millimetri ed iniziò a filmare alcuni tempi della sua vita. Fu in questo periodo che scopre i film d'avanguardia frequentando luoghi pionieristici come il Cinema 16 di Amos Vogel, per divenire presto il curatore delle proiezioni di cinema d'avanguardia al Gallery East di Avenue A e Houston Street, e a una serie di proiezioni del Film Forum al Carl Fisher Auditorium sulla 57ª Strada.
Film Culture ed il New American Cinema
Nel 1954 Jonas e Adolfas fondarono Film Culture, una rivista cinematografica specializzata sul cinema sperimentale. Fu questo poi il periodo in cui Jonas iniziò a scrivere per il The Village Voice. Nel 1962 fu cofondatore della The Film-Makers' Cooperative e la Filmmakers' Cinematheque nel 1964, che poi evolse nella Anthology Film Archives, una delle più grandi ed importanti depositi al mondo di film d'avanguardia. Fu poi egli stesso uno dei registi del New American Cinema Group, assieme soprattutto al film-maker Lionel Rogosin. Ma fu anche un collaboratore stretto di artisti come Andy Warhol, Nico, Allen Ginsberg, Yōko Ono, John Lennon, Salvador Dalí, e il connazionale lituano George Maciunas.
Libri
Nel 2024 in Francia la pubblicazione in contemporanea del libro di poesie che vanno dal 1948 al 2007, Debout parmi les choses, e del volume dedicato alla sua opera di cineasta, Mekas et le cinema di Cécile Tourneur, sono recensiti in una pagina di Cahiers du cinéma. Nella rivista parigina Pierre Eugène evidenzia la centralità della poesia in colui che, definito il guardiano dell'underground, pubblicò i suoi primi versi nel 1936 all'età di 14 anni, e il legame tra la poesia e il cinema in Mekas.

GIORNO DI MERCATO

Il lunedì, ben prima dell'alba,
prima ancora del primo accenno di azzurro alle finestre,
lo sentivamo partire, dalla strada davanti a casa nostra,
sull'autostrada lì vicino,
nel frastuono del traffico diretto al mercato.

A bordo dei carri carichi di frutta e pollame vivo in casse,
o a piedi, con il bestiame attaccato ai portelloni posteriori che rallentava il passo,
o seduti in alto, su sedili rialzati
(tutte le donne indossavano i loro fazzoletti sgargianti,
con il nodo sotto ogni mento annodato con cura)

così sobbalzando, barcollando sui sedili,
dentro e fuori da boschi, campi, brughiere,
con i cani che abbaiavano da ogni cortile lungo la strada,
in una nuvola di polvere.

E avanti, per stretti vicoli,
sferragliando sul selciato,
fino al pozzo nella piazza del mercato.
Con la folla già presente,
i carri si fermano accanto a un muro di pietra
e la gente si saluta a vicenda,
uno sciame luminoso e rumoroso.

E da lì, dopo aver lanciato al cavallo un ciuffo di trifoglio,
papà andava a dare un'occhiata al bestiame.
Passeggiando tra i carri della frutta carichi di mele e pere,
tra le donne del villaggio sedute sui telai
e i commercianti sdraiati lungo la base del pozzo,
si dirigeva verso un grande cortile recintato
pieno di pecore belanti, cavalli e mucche,
l'aria piena di puzza di letame e nitriti,
strilli di galline, lamenti incessanti,
contadini che litigavano...

E la mamma, consapevole del sale che doveva procurarsi,
così come dei ferri da maglia, si precipitava via;
e noi guardavamo mentre aiutavamo nostra sorella a raccogliere il suo filo,
storditi da questa infinita distesa di colori vivaci e ardenti davanti a noi,
finché la mamma non ci tirava indietro dalle bancarelle,

ci faceva passare davanti ai carri carichi di frutta e grano
per costeggiare la piazza affollata,

poi dirigerci verso quella stretta e polverosa strada laterale
per vedere nostra zia Kastūnė;
Più tardi, stavamo ancora chiacchierando, quando lei ci riportava di corsa
oltre le piccole case ammassate l'una accanto all'altra, lungo il fiume
e giù fino al mulino, dove, con gli ultimi
sacchi di farina di segale accatastati nel carro
, le scarpe bianche come la farina e tutto il suo abbigliamento pallido come la polvere di farina,
papà ci aspettava.

E al calar della notte, i carri agricoli continuavano a sferragliare
oltre le fattorie sparse,
poi attraverso i boschi; mentre più avanti
i mandriani se ne stavano impazienti in cima ai pilastri del cancello,
con i berretti calati sugli occhi,
aspettando ancora il nostro ritorno. 

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