Jorie Graham (New York, 9 maggio 1951) è una poetessa statunitense. Figlia del giornalista Curtis Bill Pepper e della scultrice e pittrice Beverly Pepper, è nata a New York nel 1951.
Cresciuta in Italia e in Francia, ha studiato filosofia all'Università di Parigi (partecipando alle proteste durante il Maggio francese assieme a Daniel Cohn-Bendit e finendo arrestata) e cinematografia all'Università di New York prima di conseguire un Master of Fine Arts presso l'Iowa Writers' Workshop dell'Università dell'Iowa.
Ha iniziato a scrivere poesie negli anni '70 e ha pubblicato la sua prima raccolta, Hybrids of Plants and of Ghosts, nel 1980 e in seguito ha dato alle stampe altre quindici raccolte di liriche.
Tra le più importanti poetesse nordamericane contemporanee, nel 1996 ha ottenuto il Premio Pulitzer per la poesia con The Dream of the Unified Field e nel 2013 il Premio Nonino Internazionale.
Prima poetessa statunitense insignita del Forward Poetry Prize, ha insegnato all'Università dell'Iowa ed è professoressa di retorica e oratoria ad Harvard, incarico precedentemente occupato da Seamus Heaney
Opere
Hybrids of Plants and of Ghosts (1980)
Erosion (1983)
The End of Beauty (1987)
Region of Unlikeness (1991)
Materialism (1993)
The Dream of the Unified Field: Selected Poems 1974-1994 (1995)
The Errancy (1997)
Photographs and Poems (1998)
Swarm (2000)
Never (2002)
Overlord (2005)
L'angelo custode della piccola utopia: poesie scelte 1983-2005, Roma, Luca Sossella, 2008 a cura di Antonella Francini
Sea Change (2008)
Il posto (Place, 2012), Milano, Mondadori, 2014 traduzione di Antonella Francini
From The New World: Poems 1976-2014 (2015)
Fast (2017), Milano, Garzanti, 2019 traduzione di Antonella Francini
L’ULTIMO GIORNO
lasciai la protezione
del mio piano
& del mio
pensiero. Mi lasciai
andare. È speranza questa?
La luce fuggì.
Abbiamo un mondo
da
perdere, pensai.
Fuggì l’estate.
S’alzarono le acque.
Come
organizzarmi
ora. Dove trovo
l’ignoranza
necessaria. Come
non riassumere
ogni
cosa? È mistero questo?
Questa complessa
assenza di disegno.
Nessuna somma per cui lottare.
Nessuna
verità generale. Nessuna.
Come procedo senza
certezze. Come
procedo
senza attività.
Nessun nord o
sud.
Cosa dovrò
sovvertire. Dove
trovare il limite. Il
raro
ineffabile
limite. Sotto
i numeri. Tramite e dietro
alfabeti e il loro brulicante alveare –
qui,
in queste lettere.
Mi sporgo avanti
in cerca
dell’aneddoto
che mi avvicini al
nulla. Non mi
mancano idee.
Riesco a vedere
come
si ricompongono
i frammenti.
Riesco a essere
compagna
umana
dell’umano. Non
sono scettica.
Cerco di entrare nell’in-
visibile.
Dove i rami
dei salici
si piegano al mio
passo. Hanno un
sogno,
penso. Hanno
desiderio. Così in alto
da terra vedo
troppo. Devo
scendere, devo
uscire
dal raggio
dell’orizzonte. Sono
tracce di questa
estate o di quanti
anni
fa? Queste erbe
rispuntate ora,
sono nuove? Questo
viene ricordato.
Anche
mentre si cancella non
cancella la cosa
che era. E che ci diede.
Nessuno può dire intera la storia.
*
SIAMO
già estinti? Chi ha
la mappa.
Posso
guardare? Dov’è il mio
titolo. È verificabile
la mia storia? Ho
incluso la
memoria
degli animali? Le memorie
degli animali. Sono
ancora qui loro? Siamo
soli? Guarda
spuntano
i
filamenti. Di memorie. Di chi? Com’era
la terra?
Si muoveva
tramite noi? Qualcosa
dice non-stop,
sei qui tu?
sono reali i tuoi
antenati hai un
corpo hai
te
stessa in
mente puoi vedere le tue
mani? ̶ lo hai rotto
il filo? ̶
cerca di sentire lo
strappo dall’altro
capo ̶ accertati dice
che
i due capi siano
vivi quando tiri
per
tentare di ri-entrare
qui. Un corvo
è arrivato mentre
trascrivo
tutto
questo. In-
corporami
gracchia. Saltella
più vicino
sul
muretto. Ti ricordi
il dolore il suo
avvicinarsi dice. Lo
guardo. Non avere
fretta dico ma
lui
picchietta sul
muretto con il
becco. Il suo manto è
di sole. Mi
guarda
lentamente perché
sono immobile &
impaziente. Fissa la mia
solitudine. Iniziano
le cicale. È
un vero incontro
questo chiedo. Del vecchio
tipo? Quando
c’erano
corvi. No
dice la luce. Tu
qui
quasi non ci
sei. Il corvo è partito
tempo fa. Ora
segue il suo filo,
il
suo percorso,
per sempre. Conosce
la corrente. Attraversa
le cicale,
che tu non senti
ma che ti avvolgono ora. Ma
non è qui chiedo
cercandolo
nelle mie strofe.
Non mi ha
raggiunta
entrando qui?
Non è entrato qui
alla strofa otto? ̶ & dove
va ora
quando se ne va,
quando ti
dico il corvo è dorato,
quando ti dico ha preso il volo &
è partito, & è partito.
da 2040 a cura di Antonella Francini (Crocetti, 2025)

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