Erika Burkart (8 febbraio 1922 – 14 aprile 2010) è stata una scrittrice, insegnante e poetessa svizzera . Scrisse poesie e poemi epici e ricevette riconoscimenti internazionali. Burkart ricevette numerosi premi, tra cui il Conrad-Ferdinand-Meyer-Preis , il Gottfried-Keller-Preis , il Joseph-Breitbach-Preis e il Wolfgang-Amadeus-Mozart-Preis . Le fu inoltre conferito il Gran Premio della Fondazione Schiller svizzera, unica donna ad aver ricevuto il premio.
Erika Burkart nacque l'8 febbraio 1922 ad Aarau e trascorse gran parte della sua vita ad Aristau. Si formò come maestra di scuola elementare e insegnò in diverse scuole prima di diventare scrittrice a tempo pieno nel 1955. Burkart scrisse ventiquattro raccolte di poesie nel corso della sua vita. La sua prima raccolta di poesie, Der dunkle Vogel (L'uccello scuro), fu pubblicata nel 1953. Alcune delle poesie di Burkart furono musicate da Rudolf Kelterborn e Gottfried von Einem. Burkart scrisse anche otto opere in prosa, che ottennero riconoscimenti internazionali. Il suo primo romanzo Moräne , pubblicato nel 1970, fu citato nel libro Poisonous Pedagogy di Alice Miller.
Il lascito letterario di Erika Burkart è conservato presso l' Archivio letterario svizzero di Berna.
Burkart morì a Muri il 14 aprile 2010. E' stata sposata con lo scrittore Ernst Halter.
Burkart ha ricevuto numerosi premi. Nel 1958 le è stato conferito il Premio Droste, nel 1961 il Conrad-Ferdinand-Meyer-Preis, nel 1978 il Premio JP Hebel e nel 1990 sia il Premio Mozart che il Premio Gottfried Keller. Nel 2002 ha vinto il Premio Joseph Breitbach. Nel 2005 le è stato conferito il Gran Premio Schiller dalla Fondazione svizzera Schiller, in occasione del centenario della fondazione. Alla sua morte, nel 2010, era l'unica donna ad aver mai ricevuto il premio e, poiché il premio non è stato assegnato dal 2012, questo rimane il caso.
Libri di poesia
Der dunkle Vogel , Tschudy Verlag, San Gallo 1953
Sterngefährten , Tschudy Verlag, San Gallo 1955
Bann und Flug , Tschudy Verlag, San Gallo 1956
Geist der Fluren , Tschudy Verlag, San Gallo 1958
Die gerettete Erde , Tschudy Verlag, San Gallo 1960
Mit den Augen der Kore , Tschudy Verlag, San Gallo 1962
Ich lebe , Artemis Verlag, Zurigo 1964
Die weichenden Ufer , Artemis Verlag, Zurigo 1967
Fernkristall. Ausgewählte Gedichte , Verlag an der Hartnau, Tobel (TG) 1972
Die Transparenz der Scherben , Benziger Verlag, Zurigo 1973
Das Licht im Kahlschlag , Artemis Verlag, Zurigo 1977
Augenzeuge. Ausgewählte Gedichte , Artemis Verlag, Zurigo 1978
Die Freiheit der Nacht , Artemis Verlag, Zurigo 1981
Sternbild des Kindes , Artemis Verlag, Zurigo 1984
Schweigeminute , Artemis Verlag, Zurigo 1988
Ich suche den blauen Mohn , Pflanzengedichte (Blumenbilder Max Löw), GS-Verlag, Basilea 1989
Die Zärtlichkeit der Schatten , Ammann Verlag, Zurigo 1991
Stille fernster Rückruf , Ammann Verlag, Zurigo 1997
Langsamer Satz , Ammann Verlag, Zurigo 2002
Ortlose Nähe , Ammann Verlag, Zurigo 2005
Geheimbrief , Ammann Verlag, Zurigo 2009
Das späte Erkennen der Zeichen , Weissbooks.w Verlag, Francoforte sul Meno 2010
Nachtschicht / Schattenzone , Weissbooks.w Verlag, Francoforte sul Meno 2011, insieme a Ernst Halter
I tragitti della sete
sempre più lunghi,
la gioia un punto,
l’amore una scintilla
che si spegne in volo.
Dove scomparve,
una nera stella,
ricordo di stella fissa,
propria del cuore e
lontana dalla sfera.
Gioie di vecchiaia, frustrazioni di vecchiaia
Quando ogni parola
è diventata una storia,
scrivere a degli indirizzi
che non esistono più,
essere soli con quasi tutto
quello che ancora si ama,
riflettere su domande oziose:
chi sei, da dove vieni?
Regalar perle, abiti e libri,
anche, incompiuta, la scrittura
del gran dolore e del notturno mare.
Riconoscersi su vecchie foto,
in quella bambina ombrosa.
Accennare ad un commiato,
masticare pastiglie, bere tè insapore
come fosse filtro d’amore. Addolcire
con menzogne a chi resterà
il dolore e la pena
della inevitabile
dipartita.
Vento
Nomade venuto da lontano, ignaro di noi,
il vento, l’elemento a me più estraneo,
finché il flutto si placa nell’onda.
Un tempo, al momento dell’alta marea,
quale abbaglio sulla soglia;
pareva invalicabile; all’interno
lo spazio il mondo.
Tu m’hai amata,
io ti ho amato –
amore: polvere che volteggia su di noi
nel chiarore del giugno, quando verdi colline e cielo alto ci offrono
quello che noi non cogliamo.
Non mancata l’ora,
in cui riposa la mia memoria,
si congela, si acceca, si risveglia,
sa vedere la quotidianità del dì e della notte,
elementare
sotto il tuo respiro, o nomade.
Anche quando ti scateni
in folate di grandine
ti volano incontro gli uccelli del mattino.
(traduzioni di NinoMuzzi)


