Anna Maria Carpi (Milano, 22 marzo 1939) è una germanista, traduttrice e scrittrice italiana.
Anna Maria Carpi è nata nel 1939 a Milano, da madre emiliana e padre di origine irlandese. Ha studiato lingue e letterature straniere alla Statale di Milano. Ha vissuto a più riprese a Bonn, a Berlino e a Mosca. Ha insegnato letteratura tedesca all' Università di Macerata (1968-80) e alla Ca' Foscari di Venezia (1980-2009) e dal 2001 insegna traduzione letteraria dal tedesco alla Statale di Milano. Vive a Milano. È autrice di un diario inedito di 15.000 pagine e di studi su Kleist, Mann, Handke e sulla poesia tedesca del '900. Nel 1993 ha vinto il Premio Nazionale Letterario Pisa per la Poesia. La traduzione di A metà partita di D. Grubein le ha meritato il Premio Monselice nel 2000. Per le sue traduzioni dalla poesia tedesca (Friedrich Nietzsche lirico, Benn, Paul Celan, Enzensberger, H.Mueller, Gruenbein, Krueger) ha avuto nel 2012 il Premio nazionale per la traduzione. Nel settembre 2015 ha ricevuto il Premio Città di Sant'Elpidio a mare, per la miglior traduzione italiana della poesia straniera, È membro delle giurie del Premio Monselice e del Premio internazionale Wuerth di Stoccarda e dal 2013 dell'Akademie der Sprache und der Dichtung di Darmstadt. Nel 2014 ha ricevuto il Premio Carducci alla carriera.
Poesia
A morte Talleyrand, Udine, Campanotto, 1993
Compagni corpi. Tutte le poesie 1992-2002, Milano, Scheiwiller, 2004
E tu fra i due chi sei, Milano, Scheiwiller, 2007
L'asso nella neve. Poesie 1990-2010, Massa, Transeuropa, 2011, (prima e seconda edizione)
Quando avrò tempo. Poesie 2010-12, Massa, Transeuropa, 2013
Entweder bin ich unsterblich, Monaco, Edition Lyrik Kabinett bei Hanser, 2015, traduzione di Piero Salabé, Postfazione di Durs Grünbein
L'animato porto, Milano, La Vita Felice, 2015
E io che intanto parlo. Poesie 1990-2015, Milano, Marcos y Marcos, 2016
Né io né tu né voi, Milano, La Vita Felice, 2018
Doroghie drughie, Pietroburgo, edizione Aleteija, 2018, traduzione di T.Stamova
E non si sa a chi chiedere, Milano, Marcos y Marcos, 2020
L'aria è una, Torino, Einaudi, 2022
Cosí si chiama,
poesia, e mai
le
daranno altro nome.
Pochi sanno che viene
da un verbo greco che
diceva «fare».
Ma perché ci esalta
perché ci dà
speranza
questo modo d’esprimerci traslato
questo parlar
diverso dal parlato?
Poi anche i bravi vanno nell’oblio
ma
bravi che vuol dire?
Quel che fa un pesce: un attimo la
testa
fuori del mare,
schiuma rimbombo d’onde
ansar di
branchie,
un guizzo e risprofonda.
*
Accanto a me nel letto
un fruscio
una spalla. Tre di notte.
Dormi, non dormi?
Non glielo chiedo.
Forse torna il sonno.
Se non fosse
quest’ansia senza
meta,
l’inferno delle cose,
diverso il suo dal mio che non
vale la pena
di parlarne.
Tutto sappiamo tranne cosa fare.
*
Là vorrei abitare, sotto gli
alberi
all’imbocco del parco: ailanti, ippocastani
le foglie
orlate d’oro, ma l’autunno non dura,
eccole rasoterra in fuga
per le strade.
Una notte d’inverno senza fine,
in mezzo a
loro, senza di me: è il mio sogno.
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da Anna Maria Carpi, L’aria è una, Einaudi.





