Lisel Mueller, all'anagrafe Elisabeth Neumann (Amburgo, 8 febbraio 1924 – Chicago, 21 febbraio 2020) è stata una poetessa e traduttrice tedesca naturalizzata statunitense.
Nata in Germania, emigrò con la famiglia negli Stati Uniti nel 1939 per sfuggire al nazismo. Fu un'accademica e critica letteraria e nel corso della sua vita insegnò all'Università di Chicago, all'Elmhurst College e al Goddard College. Cominciò a scrivere poesie dopo la morte della madre dai primi anni cinquanta e pubblicò la sua prima raccolta, Dependencies, nel 1965.
Nei trent'anni successivi pubblicò altre otto raccolte di poesie, vincendo il National Book Award nel 1980 per The Need to Hold Still e il Premio Pulitzer per la poesia nel 1996 per Alive Together: New & Selected Poems. Tradusse i racconti e le lettere di Marie Luise Kaschnitz dal tedesco all'inglese.
Fu sposata con Paul E. Mueller dal 1943 alla morte dell'uomo nel 2001 e la coppia ebbe due figlie, Lucy e Jenny. Dopo la morte del marito la Mueller smise di scrivere, anche a causa del peggioramento della vista che la affliggeva già dagli anni novanta. Morì a Chicago nel 2020 all'età di novantasei anni.
A volte, quando la luce
A volte, quando la luce colpisce con
angoli strani
e ti riporta all'infanzia
e stai passando
davanti a una villa in rovina
completamente nascosta dietro vecchi
salici
o a un convento vuoto custodito da cicute
e abeti
giganti che si ergono fianco a fianco,
sai di nuovo che dietro
quel muro,
sotto i peli incolti dei salici,
sta succedendo
qualcosa di segreto,
così meraviglioso e pericoloso
che se
strisciassi attraverso e vedessi,
moriresti o saresti felice per
sempre.
Un'altra versione
I nostri alberi sono pioppi tremuli, ma
la gente
li scambia per betulle;
ci immagina come personaggi
di
un romanzo russo, Kitty e Levin
che vivono felici in campagna.
I
nostri amici di città osservano gli uccelli
e i conigli che
pascolano insieme
sulla neve alta e bianca.
(Abbiamo inverni
russi in Illinois,
ma niente campanellini da slitta, opossum al
posto dei lupi,
nessun servitore fidato che faccia il nostro
lavoro.)
Come in un'opera teatrale russa, un vecchio
vive in
casa nostra, è mio padre;
lascia andare la vita a un tale
rallentatore,
anno dopo anno, che il dolore
mi è rimasto
dentro, una mela avvelenata
che non sale né scende.
Ma come le
tre sorelle, parliamo raramente
di ciò che ci tiene sveglie la
notte;
come loro, ci lamentiamo di cose
che non contano davvero
e parliamo
dei nostri piaceri e del futuro:
ci diciamo che i
salici
sono precoci quest'anno, velati di verde.
Cose
Ciò che è successo è che siamo
diventati soli
vivendo tra le cose,
così abbiamo dato
all'orologio un quadrante,
alla sedia uno schienale,
al tavolo
quattro gambe robuste
che non soffriranno mai la fatica.
Abbiamo
dotato le nostre scarpe di linguette
lisce come le nostre
e le
abbiamo infilate dentro campanelli
per poter ascoltare
il loro
linguaggio emotivo,
e poiché amavamo i profili aggraziati
la
brocca ha ricevuto un labbro,
la bottiglia un collo lungo e
sottile.
Persino ciò che era al di là di noi
è stato
rimodellato a nostra immagine;
abbiamo dato alla campagna un
cuore,
alla tempesta un occhio,
alla grotta una bocca
per
poter entrare in salvo.
(traduzioni a cura di Sergio Albertini)


