giovedì 2 aprile 2026

#stranieri / BLY Robert (1926 - 2021)


Robert Elwood Bly
 (23 dicembre 1926 – 21 novembre 2021) è stato un poeta , scrittore , attivista e leader del Mythopoetic Men's Movement statunitense . Nacque nella contea di Lac Qui Parle, Minnesota .
La prima raccolta di poesie di Bly, Silence in the Snowy Fields, fu pubblicata nel 1962 e il suo stile semplice ebbe una notevole influenza sulle poesie americane dei successivi due decenni. L'anno seguente pubblicò " A Wrong Turning in American Poetry ", un saggio.
Nel 1966, Bly fu uno dei fondatori dell'American Writers Against the Vietnam War . Nel 1968, firmò l'impegno "Writers and Editors War Tax Protest", promettendo di rifiutare il pagamento delle tasse in segno di protesta contro la guerra. Quando vinse il National Book Award per The Light Around the Body, donò il premio in denaro alla Resistenza. Durante gli anni '70, pubblicò undici libri di poesie, saggi e traduzioni. Durante gli anni '80 pubblicò Loving a Woman in Two Worlds, The Wingéd Life: Selected Poems and Prose of Thoreau, The Man in the Black Coat Turns e A Little Book on the Human Shadow .
Tra le sue opere più famose c'è Iron John: A Book About Men , un bestseller internazionale tradotto in numerose lingue.
Bly è morto nella sua casa di Minneapolis , Minnesota, il 21 novembre 2021, all'età di 94 anni.

Raccolte poetiche
Talking into the Ear of a Donkey: Poems (W. W. Norton & Company, 2011)
Turkish Pears in August: Twenty-Four Ramages (Eastern Washington University, 2007)
The Urge to Travel Long Distances (Eastern Washington University Press, 2005)
My Sentence Was a Thousand Years of Joy (HarperCollins, 2005)
Surprised by Evening (RealNewMusic, 2005)
The Night Abraham Called to the Stars (HarperCollins, 2001)
Eating the Honey of Words: New and Selected Poems (1999)
Snowbanks North of the House (1999)
Morning Poems (1997)
Meditations on the Insatiable Soul (1994)
What Have I Ever Lost by Dying?: Collected Prose Poems (1992)
Loving a Woman in Two Worlds (1985)
Selected Poems (1986)
Mirabai Versions (1984)
The Man in the Black Coat Turns (1981)
This Tree Will Be Here for a Thousand Years (1979)
This Body is Made of Camphor and Gopherwood (1977)
Old Man Rubbing His Eyes (1974)
Jumping Out of Bed (1973)
Sleepers Joining Hands (1973)
The Light Around the Body (1967), col quale vinse il National Book Award
The Lion's Tail and Eyes (1962)
Silence in the Snowy Fields (1962)


NEVICATA NEL POMERIGGIO

I
L’erba è per metà coperta di neve.
È stata una di quelle nevicate che incominciano all’imbrunire,
e ora nelle casette dell’erba si va facendo buio.
II
Se tendessi le mani in giù, vicino alla terra,
potrei raccogliere manciate di oscurità!
Un’oscurità c’è sempre stata, e non l’abbiamo mai notata.
III
Sotto il peso della neve, gli steli del granturco si perdono in lontananza,
mentre il fienile si avvicina alla casa.
Il fienile si muove da sé nella burrasca che cresce.


IV

Il fienile è pieno di granoturco, e viene verso di noi ora,
come uno scafo sospinto dal vento sul mare in burrasca;
tutti i marinai sul ponte sono ciechi da molti anni.

.

POESIA IN TRE PARTI

I

Oh, una mattina presto mi sembra che vivrò per sempre!
Sono avvolto nella mia carne gioiosa
come l’erba nelle sue nuvole di verde.

II

Sorgendo dal letto dove ho sognato
lunghe cavalcate attraverso castelli e carboni ardenti,
il sole si posa felicemente sulle mie ginocchia:
ho sofferto e sono sopravvissuto alla notte,
bagnandomi nell’acqua scura, come ogni stelo d’erba.

III

Le forti foglie del sambuco,
tuffandosi nel vento, ci invitano a sparire
nelle regioni selvagge dell’universo,
dove sedendo ai piedi di una pianta
vivremo per sempre, come la polvere.

(da Silenzio nei campi di neve, 1962)


CHIAMATA E RISPOSTA

Ditemi perché in questi tempi non leviamo le voci
E diamo l’allarme per quanto sta accadendo. Avete notato
Il programma per l’Iraq lo stanno attuando
E la calotta glaciale se ne sta calando?
 
Mi dico: “E va bene, urla. A che serve
Essere adulto e non avere voce? Grida!
Vediamo chi risponde!   Facciamo chiamata e risposta!
 
Dovremo chiamare a voce forte per farci sentire
Dai nostri angeli duri d’orecchi e che si nascondono
Negli orci del silenzio colmati durante le nostre guerre.
 
Il consenso lo abbiamo dato a tante guerre e ora non sappiamo
Sfuggire al silenzio? Se non leviamo le nostre voci, lasciamo che
Gli Altri (che poi siamo noi) ci svaligino la casa.
 
Come mai i grandi banditori – Neruda,
Akhmatova, Thoreau, Frederick Douglass – li abbiamo ascoltati e
Ora invece siamo silenziosi come passeri tra i cespugli?
 
Tra i maestri c’è chi sostiene che la vita duri solo sette giorni.
A che giorno siamo? Siamo già a giovedì?
Affrettatevi, è il momento di urlare! Presto sarà domenica sera.
 
Traduzione di Pina Piccolo

martedì 31 marzo 2026

PELLICCIOLI Marco (1982 - viv.)

 

Marco Pelliccioli
 (Seriate, 25 novembre 1982) è un poeta e scrittore italiano.
Nato a Seriate, nella provincia di Bergamo, ha conseguito la laurea triennale in Lettere presso l'Università degli Studi di Bergamo e la laurea specialistica in Cinema e letteratura presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".
Il suo esordio letterario è avvenuto nel 2014 con la raccolta C’è Nunzia in cortile, edita da LietoColle e premiata con il Premio Albero Andronico. Ad esse sono seguiti il romanzo A due passi dal treno (Ed. Eclissi), segnalato dal Premio Calvino, e le raccolte poetiche L’orfano (LietoColle-Pordenonelegge 2016, Premio Colline di Torino), L’inganno della superficie (Stampa2009, 2019, Cinquina finalista Premio Città di Acqui Terme), la plaquette Il sogno del pesce gatto (Stampa2009, 2023) e Nel concerto del tempo (Mondadori, Lo Specchio, 2024; secondo classificato Premio internazionale Gradiva, terzo classificato Concorso nazionale di Poesia e Narrativa “Guido Gozzano”, menzione speciale Premio letterario Camaiore - Francesco Belluomini, finalista Premio internazionale "Europa in versi" ). Le sue poesie sono state tradotte in diverse lingue, tra cui lo spagnolo, il greco moderno, il romeno, il tedesco, il francese e l'inglese.
Inoltre ha scritto racconti per ragazzi (editi da Gallucci, Einaudi, Sanoma) ed è presente in Giovane poesia italiana (Pordenonelegge 2020), tradotta in inglese, francese, spagnolo e tedesco. Collabora con quotidiani e riviste, per i quali scrive recensioni e articoli dedicati alle principali figure poetiche del Novecento italiano. A Milano, ha curato diverse iniziative culturali, come i corsi annuali di “Poesia italiana e straniera dal Novecento a oggi” per il Teatro Fontana e la rassegna “Nuove questioni di poesia” per la Casa della Cultura. Dall’autunno 2024 è direttore organizzativo della Casa della Poesia di Milano.

Poesia
C'è Nunzia in cortile, Como, Faloppio, LietoColle, 2014
L'orfano, Pordenone, LietoColle-Pordenonelegge, Collana Gialla, 2016
L'inganno della superficie, Azzate, Varese, Stampa2009, 2019
Il sogno del pesce gatto, Azzate, Varese, Stampa2009, 2023
Nel concerto del tempo, Milano, Mondadori, Collana Lo Specchio, 2024

L’orfano

Anche se ti nascondi, luna,
dietro la polvere, il manto
di cupole e binari, tu la conosci
la scomparsa via Perosa
la rauca solitudine delle orfane operaie
all’alba in filanda, di notte ai magazzini:
le cerate appiccicate come coperte
i secchi, d’orina e pioggia colmi.
E scovi orfano me, luna d’estate in ombra,
disperso tra detriti, cocci di memoria…
…nel casolare abbandonato
l’Angiolina, i figli: Wolly tredici anni,
Cristina una bambina, Nino al campo santo…

da L’orfano (LietoColle-Pordenonelegge 2016)


Nico

Nico sistema la frutta, le casse,
da poco hanno steso lenzuola
qualcuno brandelli strizzati nel gelo.
Per strada hanno aperto i cancelli
il vigile urbano evapora grappa
due nomadi slavi all’uscita del bar.
Corrono tutti a quest’ora
Nico pulisce, saluta, rincuora chi passa,
il cappello, i guanti, le lenti appannate,
il coltivatore che scarica a terra il fresco raccolto:
le bucce, le arance, i ciuffi arruffati,
le casse, i finocchi, l’uva, la terra:
“Questa è speciale, la vuoi assaggiare?”
e l’acino è in mano, sfregato su un panno,
un soffio, poi in bocca.
A volte mi chiedo cosa lo renda così reale,
forse suo padre appeso in cornice
o i settant’anni di questo negozio
forse il quartiere, ma se varchi la soglia
e senti l’orda dei forti sapori
la terra, la frutta, le casse,
comprendi che lui è quella terra
le mani, la faccia, le rughe
solchi e sentieri…

da L’orfano (LietoColle-Pordenonelegge 2016)


LA VITA CHE IGNORI

le foglie cadute sul prato
rilucono gialle, o roseoarancioni,
prima che il sole scompaia
nel vuoto; nascondono, sai,
la vita che ignori
mentre cammini di corsa al tuo treno
creature che, lente,
si amalgamano al passo della stagione
ne seguono il fiato, il battito, i giorni
senza scordare il vento che scuote
le chiuse persiane

i vivi mai morti, i morti non più.

da “Nel concerto del tempo”

domenica 29 marzo 2026

ALZIATI Cristina (1963 - viv.)

 

Cristina Alziati 
(Milano, 28 febbraio 1963) è una poetessa e traduttrice italiana.
Ha studiato filosofia all'Università Statale di Milano. Nel 1992 ha esordito in antologia con una silloge poetica presentata da Franco Fortini.
Pubblicata nella collana diretta da Romano Luperini per Manni Editori, la sua raccolta A compimento, in qualità di opera prima ed è giunta finalista al Viareggio. «È raro imbattersi in un poeta di cui, ad apertura di libro, si avverta la necessità», scrive il critico Massimo Raffaeli di questi versi di tensione morale e politica che, mediante una «scansione secca, prevalenza della sintassi sulla prosodia, vibrazioni che si danno per figure metonimiche e mai metaforiche» offrono una lucida meditazione su ferite, errori, orrori della contemporaneità. E del procedere di questa poesia, così nota Fortini: «A denti stretti, accettando lo stridore ultrasonico dell'eroicismo, senza nulla alle spalle se non eserciti di spettri, le parole sono politiche nel senso, oggi quasi smarrito, di una coincidenza fra passione della fede nell'invisibile e raziocinio del visibile».
Come non piangenti Marcos y Marcos, 2011, è la sua seconda raccolta poetica; Fabio Pusterla, che ne firma la quarta di copertina, così scrive: «La mia impressione è questa: siamo di fronte a un'autrice vera, [...] potente nell'espressione, capace di condensare in immagini lancinanti un pensiero di vasta portata, insieme lirico e, si potrebbe quasi dire, epico, poiché sa attraversare la soggettività individuale affilata da un'esperienza terribile [...] e aprirsi a uno sguardo sugli altri, sui sofferenti, sui minacciati, sui negati».
Suoi versi sono stati tradotti in francese a cura di Angèle Paoli e di Jean-Charles Vegliante. Cristina Alziati collabora con il Centro Studi Franco Fortini, contribuendo con articoli e interventi alla rivista online L'ospite ingrato.

Poesia

A compimento, prefazione di Luca Lenzini, Nota di Franco Fortini, San Cesareo di Lecce, Manni Editori, 2005 (Premio Pasolini Opera prima 2006)
Come non piangenti, quarta di copertina di Fabio Pusterla, Milano, Marcos y Marcos, 2011 (Premio Marazza e Premio Pozzale Luigi Russo 2012; Premio Stephen Dedalus 2013)
Quarantanove poesie e altri disturbi, Milano, Marcos y Marcos, 2023

 da Come non piangenti (Marcos y Marcos 2013)

Come vuoi che racconti dei mesi
di quello strano straordinario inverno
di gemme anche quassù, e sole
fra i rami nel dicembre, quando il manto
di neve ero io, io la corteccia glabra
lo scricchiolio del gelo nelle ossa – per quale
voce straordinaria dirti l’inverno,
quando l’inverno ero io?

*

da Quarantanove poesie ed altri disturbi (Marcos y Marcos 2023)

Avvertenza

I favolosi nuvoli e i germogli
e i rovi esistono, e l’insensata
chiarità dell’albero e la mia grande
stanza. Tutto questo esiste.
Alla mia porta invece
non ha mai bussato nessuno
la piccola folla è soltanto
una misera carta appesa a un vetro
l’annuncio di una guerra
le ombre appiccicate ai muri
i droni-insetto, l’aria bruciata
gli annegati, il deserto
sono solo finzione.
Finzione il rovescio del cielo.

***

Autoritratto

Lungo tutto l’inverno
ho spezzato i rami all’alloro
ho reciso i nudi steli della rosa
divelto fra le crepe dell’argilla
ogni verzura. Ma durano radici
sotto terra, e mostruosi a febbraio
spaccano il suolo germogli.
Io ora ho sonno per sempre.
Dunque alzati, Lazzaro, per un’ultima volta.
Per un’ultima volta sparisci.



venerdì 27 marzo 2026

PORTA Antonio (1935 - 1989)

 

Antonio Porta
, pseudonimo di Leo Paolazzi (Vicenza, 9 novembre 1935 – Roma, 12 aprile 1989), è stato uno scrittore, poeta e critico letterario italiano.
Dall'ottobre 1936 ha vissuto a Milano, dove ha compiuto studi regolari. Giocatore di tennis, ha vinto la Coppa Lambertenghi nel 1950. Nel novembre 1960 si è laureato in lettere moderne all'Università Cattolica, con una tesi intitolata La poesia di D'Annunzio verso il 900. Rapporti con alcuni poeti, relatore Mario Apollonio (110/110).
Dal 1956 al 1967 ha lavorato per la casa editrice Rusconi e Paolazzi s.p.a., Milano, nel settore periodici (Gioia, Gente, Rakam) e nel settore libri (per le edizioni de Il Verri) con compiti di coordinamento anche per quel che riguarda la produzione industriale. Sempre per lo stesso gruppo editoriale si è occupato in prima persona della gestione del quotidiano sportivo romano Corriere dello Sport - Stadio per circa tre anni. Nel 1968 è stato assunto dalla casa editrice Bompiani, Milano, in qualità di direttore amministrativo e assistente di Valentino Bompiani. Nel 1972 è nominato direttore generale delle case editrici Bompiani, Sonzogno, Etas libri, per assumere poi la direzione editoriale della sola Bompiani. Nel 1977 è passato alla casa editrice Feltrinelli in qualità di dirigente, a fianco del consigliere delegato e direttore generale.
Ha lasciato la carica di dirigente nel 1981 per dedicarsi soprattutto al lavoro di scrittore, pur continuando a svolgere lavoro di tipo culturale presso la Cooperativa Intrapresa e la Cooperativa Alfabeta, nel cui ambito ha partecipato all'ideazione e organizzazione dei convegni: "Il senso della letteratura", Palermo, novembre 1984, "Stabat Nuda Aestas. D'Annunzio e la poesia oggi", Viareggio, ottobre 1985, "Ricercatori & Co.", Viareggio, febbraio 1987 e le manifestazioni di "Milanopoesia" 1984, 1985, 1986 e 1988.
Dal 1982 al 1983 ha insegnato alla Facoltà di Lettere moderne nell'Università di Chieti; nel 1983 è stato professore all'Università di Yale, New Haven, Connecticut (USA); nel 1984 ha insegnato Storia della lingua italiana all'Università di Pavia; nel 1985 ha tenuto corsi di aggiornamento per insegnanti di italiano all'estero alla Facoltà di Lettere e filosofia dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e, nel 1988, ha insegnato Estetica nella Facoltà di Lettere e filosofia all'Università di Bologna. Ha tenuto corsi di scrittura poetica: alla Libreria Rinascita, Milano, aprile-maggio 1987, e presso "La Casa Zoiosa", Milano, ottobre-dicembre 1988.
Antonio Porta è stato tra i fondatori e collaboratori delle riviste Tabula, rivista trimestrale di letteratura, primo numero 1979, ultima data di uscita 1981, Cavallo di Troia, trimestrale della Cooperativa scrittori e Lettori, primo numero inverno 1981. Era il direttore responsabile e attivo redattore della rivista Alfabeta, mensile di cultura edito a Milano in cooperativa, fondato nel 1979 e La Gola, rivista del cibo e delle tecniche di vita materiale, fondato nel 1982, co-direttore insieme ad Alberto Capatti.
È stato critico letterario de Il Giorno dal 1972 al 1978 e dal 1979 in poi al Corriere della Sera; ha collaborato con Tuttolibri, Panorama, e L'Europeo, "L'Unità" e un breve periodo al Il Sole 24 Ore; dal 1988 con scritti civili e di opinione ha collaborato regolarmente con Sette (supplemento del sabato del Corriere della Sera). Con scritti teorici sulla pubblicità ha collaborato a Target, Comunicare e Strategia, poi raccolti in volume e pubblicati da Lupetti Editore nel 2003.
Ha lavorato per la RAI nel gennaio-marzo 1987 e nell'ottobre-dicembre dello stesso anno come autore e conduttore del settimanale "Settantaminuti" in onda il sabato mattina su Radiodue. Nel 1988 ha curato la presentazione del settimanale Prima di cena, tra speranza e nostalgia, in onda su Radiodue.
È stato membro del consiglio di amministrazione della Fonit Cetra S.p.A. dal 23 luglio 1985. È stato poi confermato consigliere per la Nuova Fonit Cetra S.p.A. il 27 luglio 1987.
Muore di infarto a Roma il 12 aprile 1989.
L'8 dicembre 1989 il Comune di Milano gli ha conferito l'Ambrogino d'oro alla memoria con la seguente motivazione:
«Il suo vero nome è quello di Leo Paolazzi, ma con quello d'arte di Antonio Porta aveva raggiunto statura internazionale di poeta. La sua origine lombarda si è presto rivelata nella forte tensione espressionistica dello stile e nell'apertura a interessi che ne hanno fatto un fautore tenace del coinvolgimento politico e civile. Appartato e schivo, ha instancabilmente operato per dare lustro alla cultura della sua città e immetterla sempre di più in un flusso internazionale di cultura.»
Nel 1958 è entrato a far parte della redazione della rivista letteraria Il Verri sotto la direzione di Luciano Anceschi. Nell'ambito di quest'esperienza nasce l'ormai storica antologia di poesia "I Novissimi", curata da Alfredo Giuliani, cui Porta ha contribuito con le note e le proprie poesie insieme con Elio Pagliarani, Edoardo Sanguineti, lo stesso Alfredo Giuliani e Nanni Balestrini. La data di pubblicazione è il marzo 1961. Come allargamento dell'esperienza de "I Novissimi", fu fondato poco dopo il Gruppo '63 che raduna intorno a sé tutte le forze della Neoavanguardia o nuova avanguardia italiana. Ai lavori del "Gruppo '63" Porta partecipa durante i congressi di Palermo, di Reggio Emilia, di La Spezia e di Fano.
Dal 1963 al 1967 prende parte attiva alla redazione della rivista di punta della nuova avanguardia Malebolge a Reggio Emilia. In quegli stessi anni Porta si dedica alla poesia visiva, partecipando ad alcune mostre a Padova, Milano, Roma, Londra. La sua opera più strettamente legata a questa esperienza è Zero, pubblicata in edizione numerata nel 1963. È stato fondatore e collaboratore della rivista Quindici, giornale di cultura del Gruppo '63. Primo numero ottobre 1966, pubblicato fino a tutto il 1969.
Nel 1968 è andato in scena a Roma nel Teatro del Porcospino Non sono poi tanto bestie. Ha tradotto La Marge (Il Margine) di André Pieyre de Mandiargues, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano, 1968; Journal Particulier (Settore Privato) di Paul Léautaud (la prima parte), con lo pseudonimo Emilio Liviano, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano, 1968; in collaborazione con Marcelo Ravoni ha tradotto i Poeti Ispanoamericani contemporanei, dalle prime avanguardie ai poeti d'oggi (Universale Economica Feltrinelli, Milano 1970), Premio Argentario; Le Voleur (Il ladro di talento) di Pierre Reverdy, Giulio Einaudi Editore, Torino, 1972.
Nel 1977 ha raccolto il proprio lavoro poetico edito (La palpebra rovesciata, I Rapporti, Cara, Metropolis (finalista Premio Viareggio), Week-end) e inedito dal 1958 al 1975, nel volume Quanto ho da dirvi (Feltrinelli, Milano). Ha inoltre pubblicato due romanzi, Partita (Feltrinelli, Milano 1967 e poi Garzanti, Milano 1978) e l'apocalittico Il re del magazzino (Mondadori, Milano 1978, poi San Marco dei Giustiniani, Genova 2003 e Lampi di Stampa, Milano 2008), e un testo teatrale La presa di potere di Ivan lo sciocco (Einaudi, Torino 1974) messo in scena dal Teatro Artigiano di Cantù il 12 febbraio 1974 a Milano, Teatro Uomo, con la regia di Sergio e Marzio Porro. Testo ripreso da altre compagnie in varie parti d'Italia. Ha curato con Giovanni Raboni, l'antologia Pin Pidin, poeti d'oggi per i bambini, (Feltrinelli, Milano, 1978) e Poesia degli anni settanta Antologia di poesia italiana dal 1968 al 1979, con introduzione e note critiche (Feltrinelli, Milano 1979, quattro edizioni). Nel 1980 ha pubblicato Passi passaggi (Mondadori, Milano), poesie 1976-1979. Nel 1981 una serie di racconti Se fosse tutto un tradimento (Guanda, Milano). Nel 1982 ha raccolto le poesie della serie "brevi lettere", 1976-1981, con il titolo L'aria della fine (Lunarionuovo, Catania, Premio Gandovere – Franciacorte, poi San Marco dei Giustiniani, Genova 2004 con allegato CD audio Bande sonore). Sempre nel 1982 ha pubblicato Emilio, poemetto per fanciulli, (Emme, Milano, poi con nuovo testo inedito scritto a partire dalle illustrazioni di Altan della prima edizione, Nuages, 2002). Lo stesso anno è tornato al teatro con la messa in scena a Milano di Fuochi incrociati (a cura e con Paolo Bessegato e Caterina Mattea). Per la RAI, terza rete, con la regia di Gianni Jannelli ha contribuito alla realizzazione del film per la TV, La poesia che dice no, unico attore Paolo Bessegato. Nel 1984 è uscito Invasioni (Mondadori, Milano), poesie 1980-1983, che ha avuto il premio Viareggio e il premio Città di Latina. Nel 1985 esce Nel fare poesia (Sansoni, Firenze), una antologia personale dal 1958 al 1985, con una sezione di inediti (Essenze), accompagnata da scritti di metodo sul proprio lavoro. Nel gennaio del 1985 debutta al Teatro Ridotto di Venezia "Penultimi sogni di secolo", un suo testo di drammaturgia poetica curato insieme con Carmelo Pistillo, attore protagonista Luigi Pistillo. Si occupa ancora di teatro (nel 1985 Michele Perriera ha messo in scena a Palermo l'atto unico Pigmei, piccoli giganti d'Africa) e nell'ottobre dello stesso anno è andato in scena a Milano, con la Compagnia Stabile del Teatro Filodrammatici La stangata persiana, da Persa di Plauto, con la regia di Alberto e Gianni Buscaglia. Ha completato la stesura di una nuova opera: La festa del cavallo, poema per teatro, uscita nelle Edizioni Corpo 10, Milano. Nell'autunno 1987 è uscita da Mondadori la traduzione di Edgar Lee Masters Spoon River Anthology e presso Crocetti Editore Melusina, una ballata e diario. Nel marzo 1988, sempre da Mondadori, è uscito Il giardiniere contro il becchino (poesia), che ha ottenuto il Premio Carducci, Premio Acireale, Premio Stefanile, Premio Arcangeli.
Nel 1990 è andato in scena La festa del cavallo al Teatro Verdi di Milano, con la regia di Alberto e Gianni Buscaglia. Nel luglio 1994 nell'ambito degli “Incontri con il Teatro Classico”, curata dall'Associazione teatrale Campania grandi classici, a Salerno è andata in scena l'elaborazione drammaturgica dal poemetto Salomè, poi dal 15 al 27 febbraio 2000 al Teatro dell'Arsenale, Milano. Dal 1990 sono stati pubblicati Partorire in Chiesa, racconto, Libri Scheiwiller, Milano, 1990; Il Progetto Infinito a cura di Giovanni Raboni, Quaderni Pier Paolo Pasolini, Roma, 1991 che raccoglie una scelta di testi critici sulla letteratura; Los(t) angeles, romanzo inedito, Vallecchi Editore, Firenze, 1996; Poesie 1956-1988, antologia a cura di Niva Lorenzini, Oscar Mondadori, 1998; Poemetto con la madre e altri versi, copertina di Emilio Tadini, Book Editore, 2000; Yellow, poesie inedite a cura di Niva Lorenzini e con note di Fabrizio Lombardo, Mondadori, Milano, 2002. La traduzione di Amelia Rosselli, Sonno-Sleep (1953-1966) con in appendice la corrispondenza tra i due poeti, San Marco dei Giustiniani, Genova, 2003. Tutti gli scritti sulla pubblicità sono stati raccolti nel volume Lo specchio della seduzione, Lupetti, Milano, 2003. Nel marzo 2009 le raccolte di poesia edite in vita sono state pubblicate in un unico volume col titolo Tutte le poesie, Garzanti Libri, Milano. A settembre 2010 Manni Editori, Lecce ha raccolto tutti i racconti nel volume La scomparsa del corpo.
Poesie di Antonio Porta sono presenti in tutte le principali antologie della poesia italiana del '900, a partire da quella di Edoardo Sanguineti, Poesia italiana del Novecento, Einaudi Editore, 1969, per arrivare a quella di Pier Vincenzo Mengaldo, Poeti italiani del novecento, edita da Mondadori nel 1978. Nell'archivio sono conservate numerose opere terminate da Antonio Porta e ancora oggi inedite in volume: poesie, teatro, racconti, traduzione di poesie di Trakl e molti altri materiali che sono costantemente rese disponibili agli studiosi.

Opere
Calendario, Schwarz, Milano, 1956, firmata come Leo Paolazzi
La palpebra rovesciata, Azimuth, Milano, 1960
I novissimi, Edizioni de il verri, Milano, 1961
Zero, edizione numerata, in proprio, Milano, 1963
Aprire, poesie, All'Insegna del Pesce d'Oro, Milano, 1964
I rapporti, poesie, Feltrinelli Editore, Milano, 1966
Partita, romanzo, Feltrinelli Editore, Milano, 1967
Cara, poesie, Feltrinelli Editore, Milano, 1969
Metropolis, poesie, Feltrinelli Editore, Milano, 1971.
Week-end, poesie, Cooperativa Scrittori Editrice, Roma 1974
La presa di potere di Ivan lo sciocco, teatro, Einaudi Editore, Torino, 1974
Quanto ho da dirvi, raccolta di tutte le poesie dal 1958 al 1975, Feltrinelli Editore, Milano, 1977
Il re del magazzino, romanzo, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1978
Pin Pidìn, poeti d'oggi per i bambini (con Giovanni Raboni), Feltrinelli Editore, Milano, 1978.
Passi Passaggi, poesie, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1980 (Premio " Val di Comino ", finalista Premio D'Annunzio)
Se fosse tutto un tradimento, racconti, Guanda Editore, Milano, 1981
L'aria della fine, poesie, Lunarionuovo, Catania, 1982 (Premio Gandovere - Franciacorta)
Emilio, poemetto per bambini, Emme Edizioni, Milano, 1982
La poesia che dice no, film per la TV (RAI, terza rete, regia di Gianni Jannelli) La Spezia, 1983
Invasioni, poesie, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1984 (Premio Viareggio, Premio Città di Latina)
Nel fare poesia, antologia accompagnata da scritti di metodo sul proprio lavoro, Sansoni, Firenze, 1985
La stangata persiana, teatro, Corpo 10, Milano, 1985
La festa del cavallo, teatro, Corpo 10, Milano, 1986
Melusina, una ballata e diario, Crocetti Editore, Milano, 1987
Il giardiniere contro il becchino, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1988 (Premio Carducci, Premio Acireale, Premio Stefanile)
Partorire in chiesa, racconto, Libri Scheiwiller, Milano, 1990
La mia versione del canto V dell'inferno dantesco, a cura di Daniele Oppi, Raccolto Ed., cascina del Guado, 1991. Con una litoserigrafia di Gianfranco Baruchello - 230 copie numerate e firmate
Il Progetto Infinito, a cura di Giovanni Raboni, Quaderni Pier Paolo Pasolini, Roma, 1991 (distribuito da Garzanti)
Los(t) angeles, romanzo inedito, Vallecchi Editore, Firenze, 1996
Poesie 1956-1988 a cura di Niva Lorenzini, Oscar Mondadori, Milano, 1998
Emilio, poemetto per tutti, nuovo testo scritto a partire dalle illustrazioni di Altan, Nuages Edizioni, Milano, 2002
Yellow, poesie inedite, a cura di Niva Lorenzini, Mondadori, Milano, 2002
Lo specchio della seduzione. L'arte della pubblicità, raccolta degli scritti sulla pubblicità e tre sceneggiature pubblicitarie, organizzato da Rosemary Liedl Porta, Lupetti, Milano, 2003
Il re del magazzino. Romanzo, introduzione di Stefano Verdino, Genova, Edizioni San Marco dei Giustiniani, 2003
L'aria della fine. Brevi lettere 1976, 1978, 1980, 1981, prefazione di Niva Lorenzini, Genova, Edizioni San Marco dei Giustiniani, 2004
Tutte le poesie (1956-1989), a cura di Niva Lorenzini, Garzanti, Milano, 2009
La scomparsa del corpo, tutti i racconti, Manni Editori, Lecce, 2010
Piercing the Page: Selected Poems 1958-1989, Edited with an introduction by Gian Maria Annovi and an essay by Umberto Eco, Otis - Seismicity, Los Angeles, 2012
Poesie in forma di cosa, poesie visive di Leo Paolazzi/Antonio Porta, a cura di Rosemary Liedl P. con un testo di Mario Bertoni, Edizioni del Foglio Clandestino, Sesto San Giovanni, 2012
Abbiamo da tirar fuori la vita. Scritti per "Sette" e per il "Corriere della Sera" (1988-1989), a cura di Daniele Bernardi, Edizioni Cenobio, Lugano 2013
Perché tu mi dici: poeta? (per un teatro di poesia), a cura di Carmelo Pistillo, Antonio Porta e Fabio Jermini, La Vita Felice, Milano, 2015
Una poesia, con un frammento di cartografia di Veronica Azzinari, Officina del giorno dopo, Monte Sant’Angelo, 2020.

Se anche sapessi, e forse so,
che il destino nostro è niente
ma se una donna ascolto dietro una parete
o un suono dei passi sull’ultimo selciato
o una risata schietta, senza fretta
o bacio una bimba che dice: io non sono malata,
al gioco del massacro allora non ci sto,
preferisco del linguaggio quel che ha di divino
e non m’importa, amici, di ciò che direte,
parlo da ingenuo (come Freud), do per scontato
il male e cerco il bene, disperata-mente.

Da Yellow (Mondadori, 2002)

***

Aprire

1.

Dietro la porta nulla, dietro la tenda,
l’impronta impressa sulla parete, sotto,
l’auto, la finestra, si ferma, dietro la tenda,
un vento che la scuote, sul soffitto nero
una macchia più scura, impronta della mano,
alzandosi si è appoggiato, nulla, premendo,
un fazzoletto di seta, il lampadario oscilla,
un nodo, la luce, macchia d’inchiostro,
sul pavimento, sopra la tenda, la paglietta che raschia,
sul pavimento, sopra la tenda, la paglietta che raschia,
sul pavimento gocce di sudore, alzandosi,
la macchia non scompare, dietro la tenda,
la seta nera del fazzoletto, luccica sul soffitto,
la mano si appoggia, il fuoco della mano,
sulla poltrona un nodo di seta, luccica,
ferita dal chiodo, il sangue sulla parete,
la seta del fazzoletto agita una mano.

[Da I rapporti (1958-1964)]

***

Rapporti umani

XI

“Della mia vita, in un certo giorno,
non seppi più nulla, soltanto quello
che rivelò il barbiere domandando dei
miei figli e m’accorsi di non averne mai
saputo, guardandomi bene negli occhi sopra
la schiuma e i riflessi del rasoio.
Uscii e impolverai le scarpe tra le
pietre, e proseguii, le stringhe
slacciate, sulla via di casa, il
gocciolìo del sudore: entrando qualcosa
accadde, non ricordo; dietro il portone,
immobile tra i cristalli, l’ostilità di
mia moglie e mi chiesi chi era.
Per togliere la polvere, chinato, si recidevano
le stringhe, la fronte mi sanguinava, tra i
cristalli spezzati, le stringhe tra i  capelli,
e premevo, frugando tra le schegge, scrivendo
nella polvere, la lingua mi si tagliava,
lambendo, il sangue colava dagli occhi, sulle tempie,
i figli non sanno nulla…”

[Da I rapporti (1958-1964)]


mercoledì 25 marzo 2026

SOVENTE Michele (1948 - 2011)

 

Michele Sovente
 (Monte di Procida, 28 marzo 1948 – Monte di Procida, 25 marzo 2011) è stato un poeta italiano.
Nato e vissuto a Cappella, una frazione del comune di Monte di Procida (NA), nella zona dei Campi Flegrei, ha insegnato Antropologia culturale presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli ed ha collaborato col quotidiano Il Mattino.
Considerato uno dei tre maggiori poeti napoletani contemporanei neodialettali, insieme a Achille Serrao e Tommaso Pignatelli, si connota per lo stile di scrittura estremamente originale che mescola latino, italiano moderno e napoletano vernacolare. Egli stesso giustifica questo connubio come
«scaturito da un impulso interno, dal bisogno di portare alla luce schegge sonore, barlumi di una età lontana dai contorni fiabeschi e primitivi, manifestazioni di energia vitale, di fisicità, figure e gesti elementari, nuclei di pensiero e di visionarietà che configurano un universo dove fascino e paura, sortilegio e smarrimento, solitudine e fusione con la natura procedono sempre all’unisono. Da qui discende il mio convincimento che tra latino, italiano e dialetto non ci sono divergenze o contrapposizioni»
Nel 1990, Radiotre ha trasmesso il radiodramma In corpore antiquo tratto dal suo Per specula aenigmatis con la regia di Giuseppe Rocca.
Nel 1998 riceve il Premio Viareggio-Rèpaci, sezione "Poesia", per il suo libro Cumae.
Nel 2001 la Giuria del Premio Elsa Morante-Comune di Bacoli, presieduta da Dacia Maraini, ha assegnato uno speciale riconoscimento alla sua attività di poeta.
Nel 2008 riceve il Premio leopardiano La Ginestra.
Significativa la profonda amicizia con l'artista Guglielmo Longobardo che è sfociata spesso in collaborazioni e attestati di stima, un esempio è la pubblicazione del catalogo Longobardo che raccoglie opere dell'artista e sue poesie.

Opere
L'uomo al naturale (Vallecchi, 1978)
Contropar(ab)ola (ivi, 1981)
Per specula aenigmatis (Garzanti, 1990)
Cumae (Marsilio, 1998)
Carbones (Garzanti, 2002)
Zolfo (Dante&Descartes, 2004)
Carta e formiche (Centro di Cultura Contemporanea Napolic'è, 2005)
Bradisismo (Garzanti, 2008)
Superstiti (San Marco dei Giustiniani, 2010)


AMERICA

America non più felice,
sotto macerie il sogno
di una interminabile opulenza,
America non più senza
paura, si è aperta un’oscura
voragine in cui l’Occidente
patisce l’orrenda luce del niente.


LA LUNA

Altissima venne la luna
la luna implacabile scava
la siepe l’obliquo sudario
del Sagittario sbarrò
(“…che dice… perché
la goccia non tace?”)
il topo poi arrivò
il topo poi rosicchiò
l’anima bianca del foglio
(“…per cosa… per cosa
continueremo a parlare?”)
la candida luna svelò
di essere un cieco budello
la luna immensa brillò
sulla tabe della siepe
(“…che dice… perché
la luna non tace?”)
altissima la goccia arrivò
e la mia lingua
ogni lingua scavò…


IN UN FOLLE IMBUTO...

In un folle imbuto cartilagini e muco,
unghie e falangi, bulbi germinali e scuro
cervello, l’ascia d’osso e di rame a
scagliarsi precisa, a staccare l’olmo dal
croco, l’acqua dal fuoco, il sale
dall’onda, sbrandellato andavo sull’ombra e
tutt’intero nell’ombra morivo, amavo
ingannarmi che la Natura in sé mi prendesse,
in sé mi perdesse, sapere che Eraclito aveva affermato
nel flusso mortale dei fiumi il perno del
tutto maiuscolo mi strappava ai miei astri, mi sputava nel
vuoto, e ogni pulviscolo di saliva e di sangue e
di sperma si confonde e si fonde nel folle imbuto dei noviluni,
dei giorni, dei venti, degli aromi emollienti: e sono io
il bricoleur – leggi: scriba – che raccatta
scarti latini e a uno a uno li saggia
nell’attrito infinito di un’altra lingua che mai vedrà nascere.


#stranieri / BLY Robert (1926 - 2021)

Robert Elwood Bly  (23 dicembre 1926 – 21 novembre 2021) è stato un poeta , scrittore , attivista e leader del Mythopoetic Men's Movemen...