sabato 21 febbraio 2026

#biblioteca / Beatrice Masini - DAMMI PER SEMPRE GIUGNO - Molesini

 
Beatrice Masini
DAMMI PER SEMPRE GIUGNO
nota introduttiva di Nadia Terranova
Molesini editore
collana BiancaBlu
febbraio 2026
pp. 104, euro 14
ISBN 9791281270275


Fiori, sassi, orti, ma anche città e strade, e poi cicale e lumache, bambini che non sono più bambini e bambini che lo sono per sempre; giorni, bottoni, ombre. Il mondo di Beatrice Masini è fatto di cose vicine, spesso piccole di misura, qualche volta molto grandi nella loro piccolezza: le cose della vita quotidiana che se non viste, non guardate, non dette rischiano di scomparire. La poesia è il modo più rapido e sicuro per tenerle strette, misurate dai metri o in libertà, e ricordare ciò che è importante: il bello del brutto, un anello perduto, un filo d’erba, un guerriero che dorme, ineffabili amicizie animali.
 
Dammi per sempre giugno

Che l’uva nella vigna
sigilli una promessa,
il grano stia nel campo
e il papavero acceso.
Niente falci di morte.
Lunga luce la sera.
E se c’è temporale
sia violento ma breve;
che il fiore non si spenga
arso vivo dal sole,
ma rimanga sospesa
la sua bellezza piena.

Beatrice Masini (Milano 1962) ha fatto la giornalista per dieci anni (Il Giornale, La Voce) prima di dedicarsi all’editoria di libri. Ha scritto e tradotto storie e romanzi per bambini, ragazzi e adulti. Tra i suoi libri Ciao, tu con Roberto Piumini (Bompiani, 1998), Tentativi di botanica degli affetti (Bompiani, 2013), Più grande la paura (Marsilio, 2019), Una casa fuori dal tempo (Mondadori, 2024), Bambini e giardini (Timpetill, 2025). Dammi per sempre giugno è la sua prima raccolta di poesie.




Il libro verrà presentato a TESTO - FIRENZE
DOMENICA 1 MARZO - ore 16:00
Stazione Leopolda
Via Fratelli Rosselli, 5
Sala Bazlen 
Beatrice Masini converserà con Chiara Valerio

Il libro verrà presentato a VILLORBA (TV)
SABATO 14 MARZO - ore 18:00
Libreria Lovat  
Via Isaac Newton, 32
Beatrice Masini dialogherà con Andrea Molesini

Il libro verrà presentato a VICENZA
GIOVEDÌ 16 APRILE - ore 18:00
Libreria Galla 1880
Corso Andrea Palladio, 1
Beatrice Masini converserà con Andrea Molesini


TESTA Enrico (1956 - viv.)

 

Enrico Testa
 (Genova, 1956) è un italianista e poeta italiano.
È professore ordinario di Storia della lingua italiana. Dopo il dottorato all'Università di Pavia, è stato ricercatore presso l'Università per Stranieri di Siena dal 1991 al 1998, per poi diventare nel 2000 professore associato e dal 2005 professore ordinario presso l'Università di Genova.
Ha scritto sulla novella del XV e del XVI secolo, sul romanzo Otto-Novecentesco e sulla poesia del '900, in particolare su Eugenio Montale, Giorgio Caproni (di cui ha curato il Quaderno di traduzioni), Alberto Vigevani (di cui ha curato L'esistenza. Tutte le poesie 1980-92) e Edoardo Sanguineti. Ha anche curato un'antologia della poesia italiana del secondo Novecento (Dopo la lirica. Poeti italiani 1960-2000, 2005) e presentato raccolte di Cesare Ruffato e Cesare Viviani.
Ha tradotto dall'inglese High Windows di Philip Larkin. È stato visiting professor all'Università di Aarhus in Danimarca e membro della commissione dei dottorati di ricerca presso l'Università Sorbonne Nouvelle di Parigi.
I suoi campi di ricerca sono legati allo studio del parlato in evoluzione storica, ai rifacimenti letterari a partire dalla lingua comune, all'analisi della lingua poetica e della narrativa del Novecento italiano, soprattutto su questioni di stile e in studi sul personaggio.

Poesie
Le faticose attese, Genova: San Marco dei Giustiniani, 1988
In controtempo, Torino: Einaudi, 1994
La sostituzione, Torino: Einaudi, 2001
Pasqua di neve, Torino: Einaudi, 2008
Ablativo, Torino: Einaudi, 2013
Cairn, Torino: Einaudi, 2018
L'erba di nessuno, Torino: Einaudi, 2023


sto con i nomi propri

sto per i nomi propri
di persona e di luogo
(Giovanni Francesca
Rupanego Calacoto)
per i forse e i qualcosa
per i proverbi,
anche banali o insulsi,
e i modi di dire antichi:
le concrezioni geologiche della lingua
di cui (se mai c’è stato)
s’è perduto l’inventore,
per i mattoni cotti
nella fornace comune
e non per i fragili e raffinati vasi
foggiati dal ceramista solitario
nel suo studio


i narcisi s’interrogano l’un l’altro

i narcisi s’interrogano l’un l’altro
assottigliandosi sempre più.

Chiedono di te
delle tue mani
della tua figura incerta.
Nessuno li raccoglie.
Sfioriscono sullo stelo.
Alle spalle la montagna deserta
e, azzurro e vuoto,
il cielo di gennaio


arrivano ad uno ad uno

arrivano ad uno ad uno
— chi in macchina extralusso
e chi lentamente a piedi —
i compagni per la cena di classe
al ristorante sulla piazzetta.
È un incontro evitato per anni.

Riconoscibili e irriconoscibili
mutati nel corpo e nei suoi danni
e identici nel demone privato
che ci agitava, ognuno, da ragazzi,
ci annusiamo prima dei saluti
come animali in campo aperto.
Siamo quello che siamo.
Non è piú possibile cambiare.

Durante la serata
c’è chi si accartoccia muto sullo sfondo
chi chiede frettoloso d’andare
e chi, verboso, estrae dalla manica
il solito stlletto
per farlo risplendere tra le tendine scure
e i cristalli del tavolo.
Si fa la classifica dei successi e delle sventure.
Qualcuno mostra la foto dei figli già grandi
qualcun’altro la foto di gruppo del ’75
e fa il confronto tra ora ed allora
o conta gli assenti e i dispersi.

Che cosa proviamo ad incontrarci?
Gioia no, forse dolore…
Non è una sensazione sola.
Un dolceamaro sapore
ci corre giú nella gola


da Ablativo (Einaudi, 2013)


venerdì 20 febbraio 2026

#biblioteca / Aleksandr Michajlovič Kabanov - NELLA LINGUA DEL NEMICO - Interlinea

 
Aleksandr Michajlovič Kabanov
NELLA LINGUA DEL NEMICO
e altre poesie sulla guerra in Ucraina

a cura di Alessandro Achilli
Interlinea
collana Lyra | 103
2022
pp. 136, euro 14
ISBN 9788868574710


«Le tue ceneri in mano ho tenuto»: Un libro intenso sul tema del rapporto culturale, sociale e politico tra Russia e Ucraina grazie a uno dei maggiori poeti civili ucraini viventi che, usando la «lingua del nemico», da tempo racconta l’occupazione russa della regione della Crimea e la guerra attuale, purtroppo prevista. L’invasione militare viene trattata con un approccio personale che diventa una testimonianza viva e un monito sugli sviluppi futuri della tensione tra Russia e Ucraina con il resto del mondo occidentale. «Qui Kabanov sembra insegnarci che l’utopia della scrittura poetica è sempre uno degli strumenti più forti per (cercare di) arginare la violenza della storia» (Alessandro Achilli).

Aleksandr Michajlovič Kabanov è un poeta, traduttore, editore e attivista ucraino, che scrive in russo e in ucraino. È nato nel sud dell’Ucraina, a Cherson, nel 1968. Nel 1992 si è laureato in Giornalismo all’Università Statale di Kyjiv, la città dove vive e lavora dal 1985. È autore di quindici raccolte di poesia, tra cui Vremja letajuščich ryb (Il tempo dei pesci volanti, 1994), Lastočka (Rondine, 2002), Ajlov’juga (Tiamotempesta, 2003), VES’ (TUTTO, 2005), Betmen Sagajdačnyj (Batman Sahajdačnyj, 2010), Volchvy v planetarii (Magi al planetario, 2014), Russkij indeec (Un indiano d’America russo, 2018), Obysk (Perquisizione, 2021), Na slonach i čerepach (Teschi, elefanti e tartarughe, 2021) e Ischodnik (Codice esodo, 2022). I suoi versi sono stati tradotti in molte lingue e le sue interviste sono state pubblicate su giornali e riviste di molti Paesi. Per la sua poesia è stato insignito di dodici premi, tra cui, nel 2010, il premio internazionale “Antologia” per i suoi meriti nella poesia di lingua russa. Questo è il suo primo libro in italiano.

#biblioteca / Alex Averbuch - L'ULTIMA CENA DEL MIO CORPO - Interlinea

 
Alex Averbuch
L'ULTIMA CENA DEL MIO CORPO
con testo originale ucraino a fronte
traduzione e cura di Alessandro Achilli
Interlinea
collana Lyra | 119
202
pp. 14, euro 14
ISBN 9788868576875

La traduzione e la pubblicazione di questo libro sono state sostenute dall’Unione Europea attraverso il programma House of Europe.
 
Una selezione di alcuni dei più recenti testi del poeta ucraino Alex Averbuch, accomunati dal tema della guerra, dal secondo conflitto mondiale all’aggressione russa nella sua regione natale, Luhans’k. Dai versi di Averbuch emerge una pluralità di voci, tormentate dalle guerre e dalle deportazioni, mettendo al centro la storia dell’Ucraina tra presente e passato. Ma la sua poesia è tanto collettiva quanto individuale: «per Averbuch la centralità dell’esperienza corporea è, forse a prima vista paradossalmente, la negazione della chiusura solipsistica nell’io in favore di una costante ricerca di un dialogo con corpi che sono al contempo altri e parte stessa del sé» (dalla presentazione di Alessandro Achilli).

Alex (Oleksandr) Averbuch, originario di Novoajdar, nella regione di Luhans’k, è poeta, traduttore e studioso. È autore di diversi libri di poesia e di oltre settanta traduzioni letterarie dall’ebraico, dall’ucraino, dal russo e dall’inglese. Le sue liriche sono state pubblicate in traduzione in numerose lingue, riviste e antologie. È stato nominato per il prestigioso Pushcart Prize e per il premio Ševčenko, il più importante riconoscimento nazionale ucraino nell’ambito della letteratura e della cultura. Al momento è ricercatore (assistant professor) di Letteratura e Cultura Ucraina presso il Dipartimento di Slavistica dell’Università del Michigan.

#biblioteca / Iryna Shuvalova - CANZONI ALLA FINE - Interlinea

 
Iryna Shuvalova
CANZONI ALLA FINE
con testo originale ucraino a fronte
traduzione e cura di Alessandro Achilli, Yaryna Grusha
Interlineacollana Lyra | 120
2025
pp. 152, euro 14
ISBN 9788868576905

Pubblicato con il contributo di Translate Ukraine Translation Support Program dell'Ukrainian Book Institute.
 
Iryna Shuvalova è una figura centrale della scena poetica ucraina. La sua lirica è in grado di coniugare l’attenzione per ciò che di eterno il mondo può offrire allo sguardo poetico con il radicamento nell’oggi, con le sue sfide, le sue difficoltà e la sua sofferenza. Canzoni alla fine segna indubbiamente una svolta nella sua poetica, legata all’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Federazione Russa, un evento che ha sconvolto l’esistenza di decine di milioni di persone, dopo il quale nulla potrà essere come prima: «una poesia riflessiva, che non ha fretta di correre via dall’ineluttabilità del presente, in cui i versi spesso si allungano perché si possa provare a comprendere l’incomprensibile di quello che sta accadendo sotto gli occhi di tutti, anche se c’è chi sceglie di girarsi dall’altra parte» (dalla presentazione di Alessandro Achilli e Yaryna Grusha).

Iryna Shuvalova è poetessa, studiosa e traduttrice. Nata a Kyiv, vive tra l’Europa e l’Estremo Oriente. È autrice di cinque raccolte di poesia in ucraino, per cui ha ricevuto diversi premi letterari, e di un’edizione bilingue, Pray to the Empty Wells (2019). La sua penultima raccolta (Kamin’sadlis, Pietragiardinoforesta) è stata nominata libro di poesia dell’anno in Ucraina nel 2020. La sua ultima raccolta (Kinečni pisni, 2024), da cui sono tratte queste liriche, è stata definita «un futuro classico». La sua poesia è stata tradotta in più di trenta lingue.


#biblioteca / Beatrice Masini - DAMMI PER SEMPRE GIUGNO - Molesini

  Beatrice Masini DAMMI PER SEMPRE GIUGNO nota introduttiva di Nadia Terranova Molesini editore collana BiancaBlu febbraio 2026 pp. 104, eur...