Antonio Porta, pseudonimo di Leo
Paolazzi (Vicenza, 9 novembre 1935 – Roma, 12
aprile 1989), è stato uno scrittore, poeta e critico
letterario italiano.
Dall'ottobre 1936 ha vissuto a Milano,
dove ha compiuto studi regolari. Giocatore di tennis, ha vinto la
Coppa Lambertenghi nel 1950. Nel novembre 1960 si è laureato
in lettere moderne all'Università Cattolica, con una tesi
intitolata La poesia di D'Annunzio verso il 900. Rapporti con
alcuni poeti, relatore Mario Apollonio (110/110).
Dal 1956 al 1967 ha lavorato per
la casa editrice Rusconi e Paolazzi s.p.a., Milano, nel
settore periodici (Gioia, Gente, Rakam) e nel settore libri (per le
edizioni de Il Verri) con compiti di coordinamento anche per
quel che riguarda la produzione industriale. Sempre per lo stesso
gruppo editoriale si è occupato in prima persona della gestione
del quotidiano sportivo romano Corriere dello Sport -
Stadio per circa tre anni. Nel 1968 è stato assunto
dalla casa editrice Bompiani, Milano, in qualità di direttore
amministrativo e assistente di Valentino Bompiani. Nel 1972 è
nominato direttore generale delle case editrici Bompiani, Sonzogno,
Etas libri, per assumere poi la direzione editoriale della sola
Bompiani. Nel 1977 è passato alla casa
editrice Feltrinelli in qualità di dirigente, a fianco del
consigliere delegato e direttore generale.
Ha lasciato la carica di dirigente
nel 1981 per dedicarsi soprattutto al lavoro di scrittore,
pur continuando a svolgere lavoro di tipo culturale presso la
Cooperativa Intrapresa e la Cooperativa Alfabeta, nel cui ambito ha
partecipato all'ideazione e organizzazione dei convegni: "Il
senso della letteratura", Palermo, novembre 1984,
"Stabat Nuda Aestas. D'Annunzio e la poesia oggi", Viareggio,
ottobre 1985, "Ricercatori & Co.", Viareggio,
febbraio 1987 e le manifestazioni di
"Milanopoesia" 1984, 1985, 1986 e 1988.
Dal 1982 al 1983 ha
insegnato alla Facoltà di Lettere moderne nell'Università
di Chieti; nel 1983 è stato professore all'Università di Yale, New
Haven, Connecticut (USA); nel 1984 ha
insegnato Storia della lingua italiana all'Università di
Pavia; nel 1985 ha tenuto corsi di aggiornamento per
insegnanti di italiano all'estero alla Facoltà di Lettere e
filosofia dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e,
nel 1988, ha insegnato Estetica nella Facoltà di
Lettere e filosofia all'Università di Bologna. Ha tenuto corsi di
scrittura poetica: alla Libreria Rinascita, Milano, aprile-maggio
1987, e presso "La Casa Zoiosa", Milano, ottobre-dicembre
1988.
Antonio Porta è stato tra i fondatori
e collaboratori delle riviste Tabula, rivista trimestrale di
letteratura, primo numero 1979, ultima data di uscita 1981, Cavallo
di Troia, trimestrale della Cooperativa scrittori e
Lettori, primo numero inverno 1981. Era il direttore responsabile e
attivo redattore della rivista Alfabeta, mensile di cultura
edito a Milano in cooperativa, fondato nel 1979 e La Gola,
rivista del cibo e delle tecniche di vita materiale, fondato nel
1982, co-direttore insieme ad Alberto Capatti.
È stato critico letterario de Il
Giorno dal 1972 al 1978 e dal 1979 in poi al Corriere della
Sera; ha collaborato con Tuttolibri, Panorama, e L'Europeo,
"L'Unità" e un breve periodo al Il Sole 24 Ore; dal
1988 con scritti civili e di opinione ha collaborato regolarmente
con Sette (supplemento del sabato del Corriere della Sera).
Con scritti teorici sulla pubblicità ha collaborato
a Target, Comunicare e Strategia, poi raccolti in
volume e pubblicati da Lupetti Editore nel 2003.
Ha lavorato per la RAI nel
gennaio-marzo 1987 e nell'ottobre-dicembre dello stesso anno come
autore e conduttore del settimanale "Settantaminuti" in
onda il sabato mattina su Radiodue. Nel 1988 ha curato la
presentazione del settimanale Prima di cena, tra speranza e
nostalgia, in onda su Radiodue.
È stato membro del consiglio di
amministrazione della Fonit Cetra S.p.A. dal 23
luglio 1985. È stato poi confermato consigliere per la Nuova
Fonit Cetra S.p.A. il 27 luglio 1987.
Muore di infarto a Roma il
12 aprile 1989.
L'8 dicembre 1989 il Comune di Milano
gli ha conferito l'Ambrogino d'oro alla memoria con la seguente
motivazione:
«Il suo vero nome è quello di Leo
Paolazzi, ma con quello d'arte di Antonio Porta aveva raggiunto
statura internazionale di poeta. La sua origine lombarda si è presto
rivelata nella forte tensione espressionistica dello stile e
nell'apertura a interessi che ne hanno fatto un fautore tenace del
coinvolgimento politico e civile. Appartato e schivo, ha
instancabilmente operato per dare lustro alla cultura della sua città
e immetterla sempre di più in un flusso internazionale di cultura.»
Nel 1958 è entrato a far
parte della redazione della rivista letteraria Il
Verri sotto la direzione di Luciano Anceschi. Nell'ambito
di quest'esperienza nasce l'ormai storica antologia di poesia "I
Novissimi", curata da Alfredo Giuliani, cui Porta ha
contribuito con le note e le proprie poesie insieme con Elio
Pagliarani, Edoardo Sanguineti, lo stesso Alfredo Giuliani
e Nanni Balestrini. La data di pubblicazione è il marzo 1961.
Come allargamento dell'esperienza de "I Novissimi", fu
fondato poco dopo il Gruppo '63 che raduna intorno a sé
tutte le forze della Neoavanguardia o nuova avanguardia
italiana. Ai lavori del "Gruppo '63" Porta partecipa
durante i congressi di Palermo, di Reggio Emilia, di La
Spezia e di Fano.
Dal 1963 al 1967 prende
parte attiva alla redazione della rivista di punta della
nuova avanguardia Malebolge a Reggio Emilia. In quegli
stessi anni Porta si dedica alla poesia visiva, partecipando ad
alcune mostre a Padova, Milano, Roma, Londra. La
sua opera più strettamente legata a questa esperienza è Zero,
pubblicata in edizione numerata nel 1963. È stato fondatore e
collaboratore della rivista Quindici, giornale di cultura del
Gruppo '63. Primo numero ottobre 1966, pubblicato fino a tutto
il 1969.
Nel 1968 è andato in scena a Roma nel
Teatro del Porcospino Non sono poi tanto bestie. Ha tradotto La
Marge (Il Margine) di André Pieyre de Mandiargues, Giangiacomo
Feltrinelli Editore, Milano, 1968; Journal Particulier (Settore
Privato) di Paul Léautaud (la prima parte), con lo
pseudonimo Emilio Liviano, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano,
1968; in collaborazione con Marcelo Ravoni ha tradotto i Poeti
Ispanoamericani contemporanei, dalle prime avanguardie ai poeti
d'oggi (Universale Economica Feltrinelli, Milano 1970), Premio
Argentario; Le Voleur (Il ladro di talento) di Pierre
Reverdy, Giulio Einaudi Editore, Torino, 1972.
Nel 1977 ha raccolto il proprio lavoro
poetico edito (La palpebra rovesciata, I Rapporti, Cara, Metropolis
(finalista Premio Viareggio), Week-end) e inedito dal 1958 al 1975,
nel volume Quanto ho da dirvi (Feltrinelli, Milano). Ha
inoltre pubblicato due romanzi, Partita (Feltrinelli,
Milano 1967 e poi Garzanti, Milano 1978) e l'apocalittico Il re
del magazzino (Mondadori, Milano 1978, poi San Marco dei
Giustiniani, Genova 2003 e Lampi di Stampa, Milano 2008), e un testo
teatrale La presa di potere di Ivan lo sciocco (Einaudi,
Torino 1974) messo in scena dal Teatro Artigiano di Cantù il 12
febbraio 1974 a Milano, Teatro Uomo, con la regia di Sergio e Marzio
Porro. Testo ripreso da altre compagnie in varie parti d'Italia. Ha
curato con Giovanni Raboni, l'antologia Pin Pidin, poeti d'oggi
per i bambini, (Feltrinelli, Milano, 1978) e Poesia degli anni
settanta Antologia di poesia italiana dal 1968 al 1979, con
introduzione e note critiche (Feltrinelli, Milano 1979, quattro
edizioni). Nel 1980 ha pubblicato Passi passaggi (Mondadori, Milano),
poesie 1976-1979. Nel 1981 una serie di racconti Se fosse tutto
un tradimento (Guanda, Milano). Nel 1982 ha raccolto le poesie
della serie "brevi lettere", 1976-1981, con il
titolo L'aria della fine (Lunarionuovo, Catania, Premio
Gandovere – Franciacorte, poi San Marco dei Giustiniani, Genova
2004 con allegato CD audio Bande sonore). Sempre nel 1982 ha
pubblicato Emilio, poemetto per fanciulli, (Emme, Milano, poi
con nuovo testo inedito scritto a partire dalle illustrazioni di
Altan della prima edizione, Nuages, 2002). Lo stesso anno è tornato
al teatro con la messa in scena a Milano di Fuochi incrociati (a
cura e con Paolo Bessegato e Caterina Mattea). Per la RAI, terza
rete, con la regia di Gianni Jannelli ha contribuito alla
realizzazione del film per la TV, La poesia che dice no, unico
attore Paolo Bessegato. Nel 1984 è uscito Invasioni (Mondadori,
Milano), poesie 1980-1983, che ha avuto il premio Viareggio e il
premio Città di Latina. Nel 1985 esce Nel fare poesia (Sansoni,
Firenze), una antologia personale dal 1958 al 1985, con una sezione
di inediti (Essenze), accompagnata da scritti di metodo sul proprio
lavoro. Nel gennaio del 1985 debutta al Teatro Ridotto di Venezia
"Penultimi sogni di secolo", un suo testo di drammaturgia
poetica curato insieme con Carmelo Pistillo, attore protagonista
Luigi Pistillo. Si occupa ancora di teatro (nel 1985 Michele Perriera
ha messo in scena a Palermo l'atto unico Pigmei, piccoli giganti
d'Africa) e nell'ottobre dello stesso anno è andato in scena a
Milano, con la Compagnia Stabile del Teatro Filodrammatici La
stangata persiana, da Persa di Plauto, con la regia di Alberto e
Gianni Buscaglia. Ha completato la stesura di una nuova opera: La
festa del cavallo, poema per teatro, uscita nelle Edizioni Corpo 10,
Milano. Nell'autunno 1987 è uscita da Mondadori la traduzione di
Edgar Lee Masters Spoon River Anthology e presso Crocetti
Editore Melusina, una ballata e diario. Nel marzo 1988, sempre
da Mondadori, è uscito Il giardiniere contro il
becchino (poesia), che ha ottenuto il Premio Carducci, Premio
Acireale, Premio Stefanile, Premio Arcangeli.
Nel 1990 è andato in scena La festa
del cavallo al Teatro Verdi di Milano, con la regia di Alberto e
Gianni Buscaglia. Nel luglio 1994 nell'ambito degli “Incontri con
il Teatro Classico”, curata dall'Associazione teatrale Campania
grandi classici, a Salerno è andata in scena l'elaborazione
drammaturgica dal poemetto Salomè, poi dal 15 al 27 febbraio
2000 al Teatro dell'Arsenale, Milano. Dal 1990 sono stati
pubblicati Partorire in Chiesa, racconto, Libri Scheiwiller,
Milano, 1990; Il Progetto Infinito a cura di Giovanni
Raboni, Quaderni Pier Paolo Pasolini, Roma, 1991 che raccoglie una
scelta di testi critici sulla letteratura; Los(t) angeles,
romanzo inedito, Vallecchi Editore, Firenze, 1996; Poesie
1956-1988, antologia a cura di Niva Lorenzini, Oscar Mondadori,
1998; Poemetto con la madre e altri versi, copertina di Emilio
Tadini, Book Editore, 2000; Yellow, poesie inedite a cura di
Niva Lorenzini e con note di Fabrizio Lombardo, Mondadori, Milano,
2002. La traduzione di Amelia Rosselli, Sonno-Sleep
(1953-1966) con in appendice la corrispondenza tra i due poeti,
San Marco dei Giustiniani, Genova, 2003. Tutti gli scritti sulla
pubblicità sono stati raccolti nel volume Lo specchio della
seduzione, Lupetti, Milano, 2003. Nel marzo 2009 le raccolte di
poesia edite in vita sono state pubblicate in un unico volume col
titolo Tutte le poesie, Garzanti Libri, Milano. A settembre
2010 Manni Editori, Lecce ha raccolto tutti i racconti nel
volume La scomparsa del corpo.
Poesie di Antonio Porta sono presenti
in tutte le principali antologie della poesia italiana del '900, a
partire da quella di Edoardo Sanguineti, Poesia italiana del
Novecento, Einaudi Editore, 1969, per arrivare a quella di Pier
Vincenzo Mengaldo, Poeti italiani del novecento, edita da Mondadori
nel 1978. Nell'archivio sono conservate numerose opere terminate da
Antonio Porta e ancora oggi inedite in volume: poesie, teatro,
racconti, traduzione di poesie di Trakl e molti altri materiali che
sono costantemente rese disponibili agli studiosi.
Opere
Calendario, Schwarz, Milano, 1956,
firmata come Leo Paolazzi
La palpebra rovesciata, Azimuth,
Milano, 1960
I novissimi, Edizioni de il verri,
Milano, 1961
Zero, edizione numerata, in
proprio, Milano, 1963
Aprire, poesie, All'Insegna del
Pesce d'Oro, Milano, 1964
I rapporti, poesie, Feltrinelli
Editore, Milano, 1966
Partita, romanzo, Feltrinelli
Editore, Milano, 1967
Cara, poesie, Feltrinelli Editore,
Milano, 1969
Metropolis, poesie, Feltrinelli
Editore, Milano, 1971.
Week-end, poesie, Cooperativa
Scrittori Editrice, Roma 1974
La presa di potere di Ivan lo
sciocco, teatro, Einaudi Editore, Torino, 1974
Quanto ho da dirvi, raccolta di
tutte le poesie dal 1958 al 1975, Feltrinelli Editore, Milano, 1977
Il re del magazzino,
romanzo, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1978
Pin Pidìn, poeti d'oggi per i
bambini (con Giovanni Raboni), Feltrinelli Editore, Milano,
1978.
Passi Passaggi, poesie, Arnoldo
Mondadori Editore, Milano, 1980 (Premio " Val di Comino ",
finalista Premio D'Annunzio)
Se fosse tutto un tradimento,
racconti, Guanda Editore, Milano, 1981
L'aria della fine, poesie,
Lunarionuovo, Catania, 1982 (Premio Gandovere -
Franciacorta)
Emilio, poemetto per bambini, Emme
Edizioni, Milano, 1982
La poesia che dice no, film per
la TV (RAI, terza rete, regia di Gianni
Jannelli) La Spezia, 1983
Invasioni,
poesie, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1984 (Premio
Viareggio, Premio Città di Latina)
Nel fare poesia, antologia
accompagnata da scritti di metodo sul proprio lavoro, Sansoni,
Firenze, 1985
La stangata persiana, teatro,
Corpo 10, Milano, 1985
La festa del cavallo, teatro,
Corpo 10, Milano, 1986
Melusina, una ballata e
diario, Crocetti Editore, Milano, 1987
Il giardiniere contro il becchino,
Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1988 (Premio Carducci, Premio
Acireale, Premio Stefanile)
Partorire in chiesa, racconto,
Libri Scheiwiller, Milano, 1990
La mia versione del canto V
dell'inferno dantesco, a cura di Daniele Oppi, Raccolto Ed.,
cascina del Guado, 1991. Con una litoserigrafia di Gianfranco
Baruchello - 230 copie numerate e firmate
Il Progetto Infinito, a cura di
Giovanni Raboni, Quaderni Pier Paolo Pasolini, Roma, 1991
(distribuito da Garzanti)
Los(t) angeles, romanzo inedito,
Vallecchi Editore, Firenze, 1996
Poesie 1956-1988 a cura di
Niva Lorenzini, Oscar Mondadori, Milano, 1998
Emilio, poemetto per tutti, nuovo
testo scritto a partire dalle illustrazioni di Altan, Nuages
Edizioni, Milano, 2002
Yellow, poesie inedite, a cura di
Niva Lorenzini, Mondadori, Milano, 2002
Lo specchio della seduzione.
L'arte della pubblicità, raccolta degli scritti sulla pubblicità e
tre sceneggiature pubblicitarie, organizzato da Rosemary Liedl
Porta, Lupetti, Milano, 2003
Il re del magazzino. Romanzo,
introduzione di Stefano Verdino, Genova, Edizioni San Marco dei
Giustiniani, 2003
L'aria della fine. Brevi lettere
1976, 1978, 1980, 1981, prefazione di Niva Lorenzini, Genova,
Edizioni San Marco dei Giustiniani, 2004
Tutte le poesie (1956-1989), a
cura di Niva Lorenzini, Garzanti, Milano, 2009
La scomparsa del corpo, tutti i
racconti, Manni Editori, Lecce, 2010
Piercing the Page: Selected Poems
1958-1989, Edited with an introduction by Gian Maria Annovi and an
essay by Umberto Eco, Otis - Seismicity, Los Angeles, 2012
Poesie in forma di cosa, poesie
visive di Leo Paolazzi/Antonio Porta, a cura di Rosemary Liedl P.
con un testo di Mario Bertoni, Edizioni del Foglio Clandestino,
Sesto San Giovanni, 2012
Abbiamo da tirar fuori la vita.
Scritti per "Sette" e per il "Corriere della Sera"
(1988-1989), a cura di Daniele Bernardi, Edizioni Cenobio, Lugano
2013
Perché tu mi dici: poeta? (per un
teatro di poesia), a cura di Carmelo Pistillo, Antonio Porta
e Fabio Jermini, La Vita Felice, Milano, 2015
Una poesia, con un frammento di
cartografia di Veronica Azzinari, Officina del giorno dopo, Monte
Sant’Angelo, 2020.
Se anche sapessi, e forse so,
che il
destino nostro è niente
ma se una donna ascolto dietro una
parete
o un suono dei passi sull’ultimo selciato
o una risata
schietta, senza fretta
o bacio una bimba che dice: io non sono
malata,
al gioco del massacro allora non ci sto,
preferisco del
linguaggio quel che ha di divino
e non m’importa, amici, di ciò
che direte,
parlo da ingenuo (come Freud), do per scontato
il
male e cerco il bene, disperata-mente.
Da Yellow (Mondadori, 2002)
***
Aprire
1.
Dietro la porta nulla, dietro la
tenda,
l’impronta impressa sulla parete, sotto,
l’auto, la
finestra, si ferma, dietro la tenda,
un vento che la scuote, sul
soffitto nero
una macchia più scura, impronta della
mano,
alzandosi si è appoggiato, nulla, premendo,
un
fazzoletto di seta, il lampadario oscilla,
un nodo, la luce,
macchia d’inchiostro,
sul pavimento, sopra la tenda, la
paglietta che raschia,
sul pavimento, sopra la tenda, la paglietta
che raschia,
sul pavimento gocce di sudore, alzandosi,
la
macchia non scompare, dietro la tenda,
la seta nera del
fazzoletto, luccica sul soffitto,
la mano si appoggia, il fuoco
della mano,
sulla poltrona un nodo di seta, luccica,
ferita dal
chiodo, il sangue sulla parete,
la seta del fazzoletto agita una
mano.
[Da I rapporti (1958-1964)]
***
Rapporti umani
XI
“Della mia vita, in un certo
giorno,
non seppi più nulla, soltanto quello
che rivelò il
barbiere domandando dei
miei figli e m’accorsi di non averne
mai
saputo, guardandomi bene negli occhi sopra
la schiuma e i
riflessi del rasoio.
Uscii e impolverai le scarpe tra le
pietre,
e proseguii, le stringhe
slacciate, sulla via di casa,
il
gocciolìo del sudore: entrando qualcosa
accadde, non
ricordo; dietro il portone,
immobile tra i cristalli, l’ostilità
di
mia moglie e mi chiesi chi era.
Per togliere la polvere,
chinato, si recidevano
le stringhe, la fronte mi sanguinava, tra
i
cristalli spezzati, le stringhe tra i capelli,
e
premevo, frugando tra le schegge, scrivendo
nella polvere, la
lingua mi si tagliava,
lambendo, il sangue colava dagli occhi,
sulle tempie,
i figli non sanno nulla…”
[Da I rapporti (1958-1964)]