Gaston Miron (Sainte-Agathe-des-Monts, 8 gennaio 1928 – Montréal, 14 dicembre 1996) è stato un poeta, scrittore e editore canadese, originario del Québec.
Miron è il poeta "nazionale" della grande provincia canadese del Québec ed è ancora oggi considerato uno dei massimi esponenti dei paesi francofoni americani: convinto assertore della forza della lingua francese del Québec, Miron si pone come punto di riferimento per la profondità e la forza delle sue opere, inserite nel contesto di un paese "anglicizzato" nella quotidianità e ancora troppo legato alla letteratura francese. In particolare, come editore, negli anni sessanta con le sue Éditions de l'Hexagone, traghetta la letteratura da canadese-francese a quebecchese, rivendicando la sua autonomia rispetto a quella francese vera e propria e, in prospettiva, influenzando e responsabilizzando tutti gli strati sociali del paese: per questo motivo venne anche chiamato il Poeta militante per le ripercussioni sociali che le sue opere hanno avuto in Québec.
Nel 1996, anno della sua morte, è stato insignito del grado di Ufficiale dell'Ordine nazionale del Québec (in fr.: Officier de l'Ordre national du Québec), il secondo più alto riconoscimento per le personalità di spicco dato dal governo del paese (Gran Ufficiale e Cavaliere sono gli altri due gradi) e in generale dei paesi di lingua francese d'America.
Cofondatore nel 1953 dell'Éditions de l'Hexagone, principale casa editrice del Québec assieme a Gilles Carle, Louis Portugais, Olivier Marchand, Mathilde Ganzini e Jean-Claude Rinfret.
Miron inizia a pubblicare dagli anni cinquanta su diversi quotidiani e periodici (Le Devoir, Liberté e Parti pris). Nel 1953 pubblica, assieme al poeta Olivier Marchand, la raccolta di poesie Deux sangs, che inaugura le Éditions de l'Hexagone. In quasi due decenni pubblica tantissime poesie "sparse" e si lascia convincere a raccoglierle (assieme ad alcuni suoi testi in prosa), in una raccolta intitolata L'Homme rapaillé, la sua opera principale e vincitrice, nel 1981 dello storico Premio Guillaume-Apollinaire. Pubblicata nel 1970 (per la Presses de l'Université de Montréal e non per le Éditions de l'Hexagone), è stata oggetto da parte di Miron di continue modifiche (7 edizioni diverse curate dall'autore).
Il suo capolavoro, il poema La marcia dell'amore (La Marche à l'amour), originariamente edito nel 1962 e rivisto parzialmente nel 1970, lo ha reso celebre in patria e all'estero: è riconosciuto come una delle più belle pagine scritte nei paesi francofoni dell'America.
In Italia il primo a tradurlo è stato il poeta Angelo Bellettato.
Opere principali
Deux sangs (raccolta di poesie di Gaston Miron e Olivier Marchand) - Montréal, Éditions de l'Hexagone, 1953.
L'homme rapaillé - Montréal, Presses de l'Université de Montréal (1ª ediz.), 1970.
Courtepointes - Ottawa, Éditions de l'Université d'Ottawa, 1975.
Poèmes épars (1947-1995) - Montréal, Éditions de l'Hexagone, 2003.
Un long chemin (d'autres proses) (testi e prose) - Montréal, Éditions de l'Hexagone, 2004.
L’uomo raccattato
Per Emanuelle
Ho compiuto da più lontano di me un
viaggio abracadrabrante
da molto tempo non m’ero rivisto
eccomi
in me come uomo in una casa
che s’è fatta in sua assenza
ti
saluto, silenzio
Non son più tornato per tornare
Son
arrivato à ciò che comincia
Il bicchiere d’acqua o l’inaccettabile
Le gemme della sete nei pori
non è
l’acqua che bevo nel bicchiere
è qualcosa sul filo dell’acqua
a
cui si pensa nella ronda dei giorni
come uno fatto infitto
tutta
la santa faccia della giornata
tutta, goccia a goccia
perché
le sete rimane, panico, tenace
perché né il peso, di posto o
distesa
né dentro, o forse fuori
nulla di nulla è cambiato
ho
sempre la zolla di fuoco sullo stomaco
lanciato nel rifiuto con
entrambi i piedi
sui freni del tempo
come d’assuefazione ogni
volta
una volta aperti gli occhi
e vuoto il bicchiere
Per il mio rimpatrio
Uomo dei solchi dei bruciati
dell’esilio
Secondo il tuo amore dalle mani colme di grezze
conquiste
secondo il tuo sguardo arcobaleno ostinato nei venti
Non ho mai viaggiato
verso nessun
altro paese che te, paese mio
Un giorno avrò detto sì alla mia
nascita
Avrò frumento negli occhi
Avanzerò sul tuo suolo
commosso, abbagliato,
dalla purezza bestiale che la neve solleva
Un uomo tornerà
dal fuori del mondo
i testi tradotti sono tratti dalla raccolta L’homme rapaillé, Montreal, Presses Universitaires de Monréal, 1970 – traduzioni di Jacopo Rasmi



