Alda Giuseppina Angela Merini (Milano, 21
marzo 1931 – Milano, 1º
novembre 2009) è stata
una poetessa, aforista e scrittrice italiana.
«
Ho la sensazione di durare troppo, di
non riuscire a spegnermi: come tutti i vecchi le mie radici stentano
a mollare la terra. Ma del resto dico spesso a tutti che quella croce
senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che
rivelarmi la grande potenza della vita.» (Alda
Merini, La pazza della porta accanto)
Alda Merini nasce il 21 marzo 1931 a Milano in viale Papiniano n. 57,
all'angolo con via Fabio Mangone. Il padre, Nemo Merini,
originario di Brunate, primogenito degli otto figli di Giovanni
(un conte comasco diseredato per aver sposato una
contadina), è impiegato di concetto presso
le assicurazioni "Vecchia Mutua Grandine ed
Eguaglianza", precisamente nella società affiliata denominata
"Il Duomo"; la madre, Emilia Painelli, è casalinga.
Alda è secondogenita di tre figli, tra Anna (1926), ed Ezio (1943),
che la scrittrice fa comparire, sia pure con un certo distacco, nelle
sue poesie. Della sua infanzia si conosce quello che lei stessa
scrisse in brevi note autobiografiche in occasione della seconda
edizione dell'Antologia dello Spagnoletti: "ragazza sensibile e
dal carattere malinconico, piuttosto isolata e poco compresa dai suoi
genitori ma molto brava ai corsi elementari: ... perché lo studio fu
sempre una mia parte vitale".
Alda vive tra un padre colto, affettuoso, dolce e attento che a
cinque anni le regala un vocabolario e che le spiega le parole
tenendola sulle ginocchia, e una madre severa, pragmatica, distante e
altera, che tenta invano di proibirle di leggere i libri della
biblioteca paterna in quanto vede per lei un futuro esclusivamente di
moglie e madre. Emilia Painelli inoltre, quando la figlia,
studentessa elementare, ha una crisi mistica, porta il cilicio,
partecipa continuamente alle messe presso la
vicina basilica di San Vincenzo in Prato e vuole
farsi monaca, inizialmente scambia il suo malessere interiore
per esteriore, e la riempie di vitamine. Poi, per farle passare
l'impeto vocazionale, contatta la maestra per stabilire uno speciale
ritiro scolastico. La figlia si vendica facendo dispetto all'alta
considerazione dello status di famiglia che ha la madre: va
a mendicare vestita di stracci, come se fosse di famiglia povera, per
giunta dicendo di essere orfana. La madre la punisce
con percosse.
Dopo aver terminato il ciclo elementare con voti molto alti, è però
il padre che le impone di frequentare i tre anni di avviamento
al lavoro presso l'Istituto Professionale Femminile Mantegazza,
in via Ariberto.
Nel
1943, dopo un coprifuoco trascorso nel rifugio
antiaereo, la famiglia trova la casa distrutta da un bombardamento.
Mentre il padre resta a Milano con la figlia maggiore, lei, la madre
e il piccolo Ezio trovano un carro bestiame che va a Vercelli,
dove vive una zia che li sistema in un cascinale, per ben tre
anni; ricongiunta la famiglia e tornati a Milano a piedi, prendono
possesso di un monolocale trovato vuoto, precedentemente
abitato da uno straccivendolo.
Alda tenta in seguito di essere ammessa al liceo ginnasio
Alessandro Manzoni, ma non riesce in quanto non supera la prova di
italiano. Nello stesso periodo si dedica allo studio
del pianoforte, strumento da lei particolarmente
amato. Esordisce come autrice a 15 anni. Attraverso una sua
insegnante delle medie, Silvana Rovelli, cugina di Ada
Negri, fu presentata ad Angelo Romanò che,
apprezzandone le doti letterarie, la mise in contatto con Giacinto
Spagnoletti, il quale divenne la sua guida, valorizzandone il
talento. La quindicenne torna a casa con una recensione di una
sua poesia scritta da Spagnoletti; emozionatissima la mostra
all'amato padre, che però non gradisce.
Nel 1947, la Merini viene internata per un mese nella clinica
Villa Turro a Milano, dove le viene diagnosticato un disturbo
bipolare- Quando ne esce alcuni amici le sono vicini e Giorgio
Manganelli, conosciuto a casa di Spagnoletti, con il quale inizia una
relazione, insieme con Luciano Erba e David Maria
Turoldo la indirizza verso gli
psicoanalisti Fornari e Musatti.
Giacinto Spagnoletti sarà il primo a pubblicarla nel 1950,
nell'Antologia della poesia italiana contemporanea 1909-1949, con le
liriche Il gobbo, datata 22 dicembre 1948, e Luce, del 22
dicembre 1949, a lui dedicata. Nel 1951, su suggerimento di Eugenio
Montale e di Maria Luisa Spaziani, l'editore Giovanni
Scheiwiller pubblica due poesie inedite dell'autrice in Poetesse
del Novecento. Dal 1950 al 1953 frequenta per lavoro e per
amicizia Salvatore Quasimodo. Terminata la difficile relazione
con Giorgio Manganelli, il 9 agosto 1953 sposa Ettore
Carniti, operaio e sindacalista, in seguito proprietario di
alcune panetterie di Milano. Nello stesso anno esce, presso
l'editore Schwarz, il primo volume di versi intitolato La
presenza di Orfeo. Nel 1955 esce la seconda raccolta di versi,
intitolata Paura di Dio, con le poesie scritte dal 1947 al 1953,
alla quale fa seguito Nozze romane.
Nasce nel 1955, poco tempo dopo l'improvvisa morte per infarto del
padre, la prima figlia, Emanuela. Al suo pediatra, Pietro De
Pascale, dedicherà la raccolta di versi Tu sei Pietro,
pubblicata nel 1962 dall'editore Scheiwiller. Nel 1957 nasce la
secondogenita Flavia. Dopo la pubblicazione di Tu sei
Pietro inizia per lei un difficile periodo di silenzio e di
isolamento, dovuto all'internamento nell'ospedale psichiatrico "Paolo
Pini", che va dal 1964 fino al 1972, con alcuni ritorni in
famiglia, durante i quali nascono altre due figlie, Barbara e
Simona, che saranno affidate ad altre famiglie. Si alterneranno in
seguito periodi di salute e malattia, probabilmente dovuti al
disturbo bipolare.
Figura di
riferimento per gli anni che trascorse in manicomio fu il
neuropsichiatra Enzo Gabricci, di cui lei parla nel libro "diario
di una diversa" e anche in "lettere al dottor G.".
“Un giorno un medico comparve nella
nostra sala. Era ben vestito, aveva modi educati, e mi guardò a
lungo. Era anche un bel uomo. Mi domandò chi fossi. Ma non gli
risposi. “Vuoi venire nel mio studio?” mi disse. Io annuii e
cominciò la cosiddetta “psicoterapia”, fatta con lui e con
estremo amore da parte di quell’uomo, che forse fu il mio
salvatore. Certo nei momenti di maggiore angoscia mi rifacevo alla
psicoanalisi, e molto mi ha aiutato la simbologia Freudiana a
dipanare le mie situazioni, i miei fatti inconsci. Ma molto mi aiutò
il dottor G. che con la sua terapia della non violenza dava all‘
ammalato la sensazione di poter essere ancora vivo, o di potere
almeno accedere a quella specie di autenticità del vivere, cui, di
fatto, il malato solitamente aspira… Era questo dottore, uno che
cercava in ogni modo di spiegarmi in simboli; anzi di chiarire i
simboli che passavano e si mimetizzavano nella mia mente. Un giorno
senza che io avessi detto mai niente del mio scrivere, mi aperse lo
studio e mi fece una sorpresa: “Vedi disse quella cosa là? È una
macchina da scrivere. È per te per quando avrai voglia di dire le
cose tue”. Io rimasi imbarazzata e confusa… Quando avevo scritto
il mio nome lo guardai sbalordita. Ma lui con fare molto paterno,
incalzò: “Vai, vai, scrivi”. Allora mi misi silenziosamente alla
scrivania e cominciai: “Rivedo le tue lettere d’amore… Il
dottor G. si avvicinò a me e dolcemente mi sussurrò in un orecchio.
Questa poesia è vecchia. Ne voglio delle nuove”. E gradatamente,
giorno per giorno, ricominciarono a fiorirmi i versi nella memoria,
finchè ripresi in pieno la mia attività poetica. Questo lavoro di
recupero durò circa due anni.”
Nel 1979 riprende a scrivere, dando il via ai suoi testi più intensi
sulla drammatica e sconvolgente esperienza dell'ospedale
psichiatrico, testi contenuti in quello che può essere inteso, come
scrive Maria Corti "il suo capolavoro": La
Terra Santa, con il quale vincerà nel 1993 il Premio Librex
Montale. Ma le pene della scrittrice continuano: il 7 luglio 1983
muore il marito; rimasta sola e ignorata dal mondo letterario, cerca
inutilmente di diffondere i propri versi. Racconta Maria
Corti che lei stessa si era recata presso i maggiori editori
italiani senza alcun successo fintanto che, nel 1982, dopo aver
raccontato a Paolo Mauri la sua amarezza, quest'ultimo
le offrì uno spazio sulla sua rivista per trenta poesie da
pubblicare sul nº 4, inverno 1982 - primavera 1983, che, insieme con
lei, aveva scelto da un dattiloscritto di un centinaio di testi; in
seguito, insieme con l'editore Vanni Scheiwiller, avrebbero
aggiunto altre dieci liriche, e nel 1984 veniva dato alla stampa La
Terra Santa.
In quel periodo affitta una camera
della propria abitazione a un pittore di nome Charles, iniziando a
comunicare telefonicamente con l'anziano poeta Michele Pierri,
che, in quel difficile periodo di ritorno nel mondo letterario, aveva
dimostrato di apprezzare le sue poesie. Nell'ottobre del 1984 sposa
Michele e vanno a vivere a Taranto. È curata e protetta dal
marito, che prima di andare in pensione era un medico, ex
primario di cardiologia all'ospedale SS. Annunziata. In questo
periodo, scrive le venti poesie-ritratti de La gazza ladra,
probabilmente risalenti al 1985, inedite fino al volume Vuoto
d'amore, oltre alcuni testi per Pierri. Sempre a Taranto porta a
termine L'altra verità. Diario di una diversa.
«Non avrei potuto scrivere in quel
momento nulla che riguardasse i fiori perché io stessa ero diventata
un fiore, io stessa avevo un gambo e una linfa.» (Alda Merini, da L'altra verità.
Diario di una diversa)
Nel luglio del 1986 fa ricorso alle cure del reparto di neurologia
dell'Ospedale di Taranto, i cui medici la conoscono poiché il marito
l'aveva fatta visitare in precedenza ottenendone un quadro ben
soddisfacente. Avendo fatto ritorno a Milano in preda a una forte
crisi per la malattia terminale del marito (che morirà nel gennaio
1988), inizia una terapia con la dottoressa Marcella Rizzo, alla
quale dedica più di una poesia. Nello stesso anno riprende a
scrivere e a incontrare i vecchi amici, tra cui Vanni Scheiwiller,
che le pubblica "L'altra verità. Diario di una diversa",
il suo primo libro in prosa al quale seguiranno Fogli
bianchi nel 1987, La volpe e il sipario (1997)
e Testamento (1988). Nel 1987 è finalista nel premio
letterario Premio Bergamo.
ono questi anni fecondi dal punto di
vista letterario e di conquista di una certa serenità. Nell'inverno
del 1989 la poetessa frequenta il caffè-libreria Chimera,
situato poco lontano dalla sua abitazione sui Navigli, e offre
agli amici del caffè i suoi dattiloscritti. Sarà in questo periodo
che nasceranno libri come Delirio amoroso (1989) e Il
tormento delle figure (1990). Negli anni seguenti diverse
pubblicazioni consolidano il ritorno sulla scena letteraria. Nel 1991
escono Le parole di Alda Merini e Vuoto d'amore a
cui fa seguito nel 1992 Ipotenusa d'amore; nel 1993 viene dato
alle stampe La palude di Manganelli o il monarca del re, il
volumetto Aforismi, con fotografie di Giuliano
Grittini e Titano amori intorno. È questo l'anno in cui le
viene assegnato il Premio Librex Montale per la Poesia,
premio che la consacra tra i grandi letterati contemporanei e la
accosta a scrittori come Giorgio Caproni, Attilio
Bertolucci, Mario Luzi, Andrea Zanzotto, Franco
Fortini.
Nel 1994 vede la luce il volume Sogno e Poesia, da L'incisione
di Corbetta, con venti incisioni di altrettanti artisti
contemporanei. Nel 1995 viene pubblicato da Bompiani il
volume La pazza della porta accanto e da Einaudi Ballate
non pagate (Premio Viareggio). Il musicista
pugliese Vincenzo Mastropirro musica alcune liriche tratte
da Ballate non pagate (Einaudi editore). Sempre nel
1994 esce nelle Edizioni Melusine Reato di vita, autobiografia e
poesia.
Nel luglio 1995 viene accettata la sua richiesta di poter usufruire
del fondo destinato agli artisti che vivono in precarie condizioni
economiche previsto dalla Legge Bacchelli, dati i debiti
accumulati dall'autrice. Per cinque anni le era stato rifiutato a
causa delle due pensioni che già riceveva.[23][24]
Nel 1996
esce il volume La vita facile; nel 1997, le viene assegnato
il Premio Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante, per L'altra
verità. Diario di una diversa.
Risale al
1996 anche la pubblicazione di un libretto edito da La Vita Felice
intitolato Un'anima indocile, composto da poesie vecchie e
nuove, da un diario-confessione, da brevi racconti e
da un'intervista fatta all'autrice. Nello stesso anno conosce
l'artista bergamasco Giovanni Bonaldi col quale stringe una
forte e sincera amicizia e una stretta collaborazione per la
pubblicazione di diversi libri d'artista. Nel 1997 viene pubblicata
dall'editore Girardi la raccolta di poesie La volpe e il
sipario, con illustrazioni di Gianni Casari, dove è più che
mai evidente la tecnica della poesia spontanea in forma orale e che
altri trascrivono.
Si assiste
pertanto, nell'autrice, al fenomeno di un'oralità che conduce sempre
più verso testi assai brevi e, infine, all'aforisma. Nel novembre
dello stesso anno viene pubblicato, con le edizioni dell'Ariete, il
libro, Curva di fuga e presentato da lei presso il
Castello Sforzesco di Soncino, in occasione del conferimento
della cittadinanza onoraria alla poetessa milanese. Sempre nel 1997
Bonaldi illustra con cinque disegni una raccolta di poesie
ed epigrammi dal titolo Salmi della gelosia, stampata
dalle edizioni dell'Ariete.
Un altro libro d'artista con copertina in metallo, accompagna, nel
giugno del 1997, i lavori di Giovanni Bonaldi, esposti alla Galleria
ArsMedia di Bergamo, in occasione della prima mostra personale
dal titolo Certificazioni d'esistenza, presentata da Riccardo
Barletta, dalla stessa poetessa e Lucio Del Pezzo. Dal 1997 al
1999 è ospite per tre edizioni consecutive al Premio Città di
Recanati in occasione del quale legge alcuni versi di Giacomo
Leopardi da L'infinito. Nel 1999 le
edizioni Pulcinoelefante pubblicano 21
febbraio contenente una sua poesia e un'incisione di Bonaldi
con intervento tattile.
Sono questi gli anni in cui la sua
produzione aforistica diventa molto ricca, come testimonia nel 1997
"Il Catalogo Generale delle Edizioni Pulcinoelefante",
edito da Scheiwiller. I suoi minitesti risultano essere più di
cinquecento. Nel 1999 in Aforismi e magie, pubblicato da
Rizzoli, viene raccolto per la prima volta il meglio di quel genere.
Il volume viene illustrato dai disegni di Alberto Casiraghi, suo
amico, poeta ed editore che ha sollecitato, raccolto e accompagnato
con i suoi piccoli libri "Pulcinoelefante", questa nuova
vocazione. È questo il periodo in cui viene insignita del titolo di
vincitrice honoris causa del Concorso Nazionale Garzanti. La
collaborazione con i piccoli editori - che comprendono,
oltre Pulcinoelefante, lo Zanetto, La Vita Felice, il
Melangolo e altri - ha portato ad altri "minitesti" come,
tra gli ultimi pubblicati, Lettera ai figli, edito da
Michelangelo Camelliti per l'edizione Lietocollelibri e illustrato da
otto disegni onirici e surreali di Alberto
Casiraghi. Da ricordare il volume edito da l'Incisione, Alda
Merini, che contiene poesie inedite della poetessa e disegni
dell'artista Aligi Sassu, opere stampate
su torchio in litografia e serigrafia.
Nel 2000 esce
nell'edizione Einaudi, Superba è la notte, un volume
risultato di un lavoro minuzioso compiuto su numerose poesie inviate
all'editore Einaudi e ad Ambrogio Borsani. I versi che
compongono la raccolta sono stati scritti dal 1996 al 1999. Non
essendo stato possibile dare al materiale un ordine cronologico i
curatori si sono basati sull'omogeneità tematica e stilistica
complessiva dell'opera. Per l'editore Gabriele Mazzotta, insieme
con Alberto Fiz, cura il catalogo della mostra di Giovanni
Bonaldi dal titolo Il peso non dorme. Sempre in questo anno le
edizioni Il dodecaedro di Leonardo di Milano pubblicano una sua
poesia inedita con un'incisione di Bonaldi dal titolo Splenduisti
et vocasti. Inoltre, legge una delle sue poesie per Canzone per
Alda Merini che Roberto Vecchioni le dedica nell'album Canzoni
e cicogne.
Tra il 2001 e
il 2002 viene pubblicato in quaranta esemplari, dalle edizioni Lo
Sciamano, un ulteriore libro d'artista dal titolo Amore di
carta che raccoglie cinque incisioni di Giovanni Bonaldi e nove
poesie inedite della poetessa. Nel 2001 posa seminuda (fotografia di
Giuliano Grittini) per la copertina dell'album Canto di Spine -
versi italiani del '900 in forma canzone degli Altera, nel
quale sono messe in musica composizioni sue ("Il canto", da
"Ballate non pagate") e di altri grandi poeti
del Novecento.
Nel 2002 viene stampato dall'editore Salani un volumetto
dal titolo Folle, folle, folle d'amore per te, con un pensiero
di Roberto Vecchioni e nel 2003 la Einaudi
Stile Libero pubblica un cofanetto con videocassetta e testo dal
titolo Più bella della poesia è stata la mia vita.
Nel 2007
l'autrice, con Alda e Io, Favole, scritto a quattro mani con il
favolista Sabatino Scia, vince il Premio Elsa Morante Ragazzi. Il 17
ottobre 2007 ottiene la laurea honoris causa in "Teorie della
comunicazione e dei linguaggi" presso la Facoltà di Scienze
della Formazione dell'Università degli Studi di Messina, tenendo una
lectio magistralis sui meandri tortuosi del suo vissuto.
Nel 2009 esce il documentario Alda
Merini, una donna sul palcoscenico, del regista Cosimo Damiano
Damato, presentato alle Giornate degli Autori della 66ª
Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Il film,
prodotto da Angelo Tumminelli per la Star Dust
International srl di Roma, vede la partecipazione
di Mariangela Melato e le fotografie di Giuliano
Grittini. Dall'incontro del regista con la poetessa nasce una grande
amicizia e tante poesie inedite inserite nel documentario.
Molto importante è il
carattere mistico della sua più recente poetica, che
è connessa alla prima vena creativa con cui esordì e che aveva in
sé una forte componente di misticismo. Ambrogio Borsani, nel
volume, Il suono dell'ombra, edito da Mondadori e che
rappresenta la raccolta più completa della sua opera, cita una
lettera indirizzata alla giovanissima Alda da una suora in cui
quest'ultima risponde a una richiesta della poetessa di poter entrare
in convento e prendere i voti. È dall'incontro e dall'amicizia con
Arnoldo Mosca Mondadori che questa «vena» viene di nuovo stimolata,
e nascono una serie di libri editi da Frassinelli che hanno
come filo conduttore la mistica della poetessa. Mosca
Mondadori le proponeva una serie di temi di carattere spirituale, ne
raccoglie e cura i versi: il primo libro pubblicato è L'anima
innamorata (2000), cui seguono testi sempre di carattere
religioso, tre dei quali (Corpo d'amore, Poema della
croce, Francesco, canto di una creatura), introdotti da
monsignor Gianfranco Ravasi.
Nel 2002 viene pubblicato Magnificat,
un incontro con Maria, corredato da disegni di Ugo Nespolo e
rappresentato nel 2006 con Valentina Cortese al Teatro
Lauri Rossi di Macerata per lo Sferisterio Opera
Festival, nel 2003 La carne degli Angeli, con venti opere
inedite di Domenico Paladino; poi Corpo d'amore (2004)
con le opere di Luca Pignatelli, Poema della
Croce (2005), Cantico dei Vangeli (2006), Francesco,
canto di una creatura (2007), Mistica d'amore (2008), Padre
mio (2009). Di questo lavoro avvenuto tra il 1997 e il 2009 sono
viva testimonianza le registrazioni, raccolte nel libro e nel
documentario Eternamente vivo (Frassinelli editore, regia
di Daniele Pignatelli, a cura di Arnoldo Mosca Mondadori),
grazie a cui è possibile ascoltare la sua voce dal vivo mentre crea
i propri versi.
Nel 2003 e
2004 viene pubblicato da Einaudi Clinica dell'abbandono, con
l'introduzione di Ambrogio Borsani e uno scritto di Vincenzo
Mollica. Il libro è diviso in due sezioni: la prima, Poemi
eroici, che comprende versi scritti alla fine degli anni
novanta, la seconda, Clinica dell'abbandono, che raccoglie i
versi degli ultimi anni. Questo volume riproduce, con alcune
aggiunte, il testo del cofanetto con videocassetta Più
bella della poesia è stata la mia vita. Nel febbraio del 2004 viene
ricoverata all'Ospedale San Paolo di Milano per
problemi di salute. Da tutta Italia vengono inviate e-mail a
sostegno di un appello lanciato da un amico della scrittrice che
richiede aiuto economico. Sorgono numerosi blog telematici
e siti internet nei quali viene richiesto l'intervento del
sindaco di Milano Gabriele Albertini. La scrittrice ritorna
successivamente nella propria casa di Porta Ticinese[34].
Nel marzo del 2004 esce l'album
intitolato Milva canta Merini, che contiene undici motivi
cantati da Milva tratti dalle sue poesie, più una
traccia cd rom. L'autore delle musiche è Giovanni Nuti. Il
21 marzo, presente la stessa poetessa, in occasione del suo
settantatreesimo compleanno, viene eseguito un recital al Teatro
Strehler di Milano, in occasione della presentazione del disco;
il disco venne riproposto poi con successo nello stesso teatro per un
ciclo di serate musicali nel maggio 2005, sempre con la presenza
della poetessa sul palco. Durante l'estate 2004 molte sono state le
iniziative sorte per far conoscere in maniera più diffusa la sua
poesia.
Si cita ad esempio l'incontro che si
tenne il 21 luglio di quell'anno al Teatro Romano dal
titolo Ebrietudine, omaggio ad Alda Merini, sei cantate composte
da Federico Gozzelino su sue poesie. Nel 2005 pubblica
con Giovanni Nuti l'album Poema della croce opera
sacra tratta dall'omonimo testo religioso. Il 13 ottobre 2006 l'opera
viene rappresentata nel Duomo di Milano con Giovanni Nuti
voce solista e Alda recitante nel ruolo di Maria. Insieme con Nuti
porta in scena il Poema della croce altre 16 volte in tutta
Italia. Nel 2007 esce l'album Rasoi di seta, che contiene
ventuno poesie-canzoni musicate e interpretate da Nuti, tra cui nove
poesie inedite e otto brani con la voce recitante della poetessa.
Alla fine del 2005 esce per Crocetti
Editore Nel cerchio di un pensiero (teatro per voce
sola) raccolta nata dalle sue dettature telefoniche a Marco
Campedelli. Vengono riportate 53 poesie, quasi tutte inedite e curate
nella edizione da Roberto Fattore, Luca Bragaja, lo
stesso Marco Campedelli e Massimo Natale. Per
sottolineare la natura orale e orfica dei componimenti è
stato scelto di non inserire segni di interpunzione tra e nei versi.
Del 2005 è anche la raccolta Le briglie d'oro. Poesie per
Marina 1984-2004, edita da Scheiwiller. Nel 2006 si avvicina al
genere noir con La nera novella, edita da Rizzoli.
Del 2008 è la pubblicazione del libro in prosa sotto
forma epistolare intitolato Lettere al dottor G edito
da Frassinelli, a cura di Arnoldo Mosca Mondadori.
Morì il 1º novembre 2009, all'età di 78 anni, a causa di un tumore
osseo (sarcoma) all'Ospedale San Paolo di Milano: quella sera
sotto l'ospedale, un piccolissimo gruppo di artisti milanesi, tra cui
Ezio Pedroni, si radunarono per renderle omaggio. Lo stesso 1º
novembre, presto di mattina, le era stato somministrato il sacramento
dell'unzione degli infermi da fra Gianluigi Pasquale dell'Ordine dei
Frati Minori Cappuccini. Dopo l'allestimento della camera ardente,
aperta il 2 e il 3, i funerali di Stato furono celebrati nel
pomeriggio del 4 novembre nel Duomo di Milano.
Nel 2010 esce
postumo l'album Una piccola ape furibonda – Giovanni Nuti
canta Alda Merini, contenente undici brani (otto poesie inedite) e
una "traccia fantasma" con Alda Merini che canta con
Giovanni Nuti Prima di venire. Nel marzo 2010 il Comune di
Milano appone una targa sul muro dell'abitazione della poetessa
sui Navigli. Il 27 novembre dello stesso anno viene organizzata
una conferenza in onore della poetessa, al Museo della
mente - Santa Maria della Pietà in Roma, condotta
da Niccolò Carosi e ideata da Marco Della Porta.
L'iniziativa viene poi ripresa dalla Università degli Studi di
Roma "La Sapienza" nel progetto "I Folli".
Venne
tumulata nel Cimitero Monumentale di Milano, nella Cripta
del Famedio.