martedì 3 marzo 2026

COPIOLI Rosita (1948 - viv.)

 

Rosita Copioli
 (Riccione, 1948) è una poetessa, scrittrice e traduttrice italiana. Nata a Riccione nel 1948, vive a Rimini. Traduttrice e studiosa di William Butler Yeats, ha scritto saggi riguardanti Rimini e opere di narrativa, ma è in campo poetico che si è distinta maggiormente fin dal suo esordio nel 1979 con Splendida lumina solis (Premio Viareggio opera prima poesia).
Dal 1979 al 1989 ha fondato e diretto la rivista di poesia L'altro versante e attualmente collabora con il quotidiano Avvenire.
Con la raccolta di versi Il postino fedele si è aggiudicata nel 2009 sia il Premio Brancati, sia il Premio Letterario Camaiore.

Opere di Poesia
Splendida lumina solis, Forlì, Forum/Quinta generazione, 1979
Furore delle rose, Parma, Guanda, 1989
Elena, Parma, Guanda, 1996
Il postino fedele, Milano, Mondadori, 2008
Animali e stelle, Azzate, Stampa, 2009
Le acque della mente, Milano, Mondadori, 2016

Notte preziosa più dell’ebano

Questa notte, notte di delizia solitaria,
notte preziosa più dell’ebano,
profumata, questa notte ero tutta presa
e pure espansa, dentro il tuo abbraccio.
Mi aveva avvolta la nube della proprietà.
Io ero tornata. Il mio corpo era tornato
al suo corpo. L’appartenenza e la proprietà
erano sanciti di nuovo.
Mi sono resa conto di nuovo, di notte,
cosa vuol dire appartenenza e proprietà.
Se sei lontano, da tempo, credi
di mantenere. Solo il mistico mantiene
la realtà. Finché non lo diventi,
tu la devi avere nel corpo. Capisci
cosa è di diverso la lontananza
da quella presenza che hai in te.
E allora capisci
quanto è preziosa la presenza
oltre la presenza, quanto sei prezioso tu
in ogni goccia di tempo di presenza.

 

da Le acque della mente (Mondadori, 2016)


**


COME UN CACCIATORE SENZA RIMORSI

Se tu hai il tempo più vicino,
non pensi a quello più lontano.
Ma se ricordi così bene il lontano,
non quello più vicino, che importa,
se grande, se immenso
è quello più lontano?

Il tempo non sempre è clemente,
ricordi però l’amore, e in questo
il tempo è onnipotente,
niente lo annienta.

Sarà perché l’amore è stato ed è onnipotente
che il tempo si adegua,
si adagia, si accuccia
come un cane al nostro camino
come un cacciatore senza rimorsi.

In tempi di rimorsi idioti
evviva il fuoco dei miei vecchi cacciatori.

 da “I fanciulli dietro alle porte”, Vallecchi 2022


**

Se dev’essere eguaglianza

I
Non mi sento superiore.
Non riesco a diventare vegetariana.
Sono come un gatto, un cane, una tigre
o un pesce che non sono (ancora)
“superiori”.
Figlia di un cacciatore però
non potrei sparare né pescare.
Chissà se lo farei, in un’isola deserta.
Credo di sì? – No.
Per ora vilmente (mi pongo il problema)
escludo animali simpatetici e ripugnanti,
e mi comporto come loro,
secondo la mia specie
secondo la loronostra ingiustizia.
Mi sento come un maschio
con il genere femminile, però
(o è un’apparenza?).

II

In disvirtù di questa eguaglianza
proclamo di appartenere al selvaggio.
Nessun problema se sarò uccisa,
cacciata.
Tenterò la mia difesa.
Come ho sempre fatto
appartenendo al “sesso debole”:
ossia a quello animale.
Legittima difesa di aggressione.
Chi è la caccia chi è il cacciato?
Cervo, grifo, pantera, leone,
Diana, Atteone,
Demetra spiga di grano,
sulle tombe si rincorre la vita.

III

Eppure,
non togliere la vita a chi possiede
soltanto il suo respiro –
le cose piccole e mute,
che ci guardano con coraggio,
che ci guardano miti.

In ricordo della nostra separazione
corre come un pianto
un sogno del lutto.

Cos’è questa energia che ci prende
e ci lascia –
Cos’è questo soffio…


da Le acque della mente, Mondadori, 2016  

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