domenica 29 marzo 2026

ALZIATI Cristina (1963 - viv.)

 

Cristina Alziati 
(Milano, 28 febbraio 1963) è una poetessa e traduttrice italiana.
Ha studiato filosofia all'Università Statale di Milano. Nel 1992 ha esordito in antologia con una silloge poetica presentata da Franco Fortini.
Pubblicata nella collana diretta da Romano Luperini per Manni Editori, la sua raccolta A compimento, in qualità di opera prima ed è giunta finalista al Viareggio. «È raro imbattersi in un poeta di cui, ad apertura di libro, si avverta la necessità», scrive il critico Massimo Raffaeli di questi versi di tensione morale e politica che, mediante una «scansione secca, prevalenza della sintassi sulla prosodia, vibrazioni che si danno per figure metonimiche e mai metaforiche» offrono una lucida meditazione su ferite, errori, orrori della contemporaneità. E del procedere di questa poesia, così nota Fortini: «A denti stretti, accettando lo stridore ultrasonico dell'eroicismo, senza nulla alle spalle se non eserciti di spettri, le parole sono politiche nel senso, oggi quasi smarrito, di una coincidenza fra passione della fede nell'invisibile e raziocinio del visibile».
Come non piangenti Marcos y Marcos, 2011, è la sua seconda raccolta poetica; Fabio Pusterla, che ne firma la quarta di copertina, così scrive: «La mia impressione è questa: siamo di fronte a un'autrice vera, [...] potente nell'espressione, capace di condensare in immagini lancinanti un pensiero di vasta portata, insieme lirico e, si potrebbe quasi dire, epico, poiché sa attraversare la soggettività individuale affilata da un'esperienza terribile [...] e aprirsi a uno sguardo sugli altri, sui sofferenti, sui minacciati, sui negati».
Suoi versi sono stati tradotti in francese a cura di Angèle Paoli e di Jean-Charles Vegliante. Cristina Alziati collabora con il Centro Studi Franco Fortini, contribuendo con articoli e interventi alla rivista online L'ospite ingrato.

Poesia

A compimento, prefazione di Luca Lenzini, Nota di Franco Fortini, San Cesareo di Lecce, Manni Editori, 2005 (Premio Pasolini Opera prima 2006)
Come non piangenti, quarta di copertina di Fabio Pusterla, Milano, Marcos y Marcos, 2011 (Premio Marazza e Premio Pozzale Luigi Russo 2012; Premio Stephen Dedalus 2013)
Quarantanove poesie e altri disturbi, Milano, Marcos y Marcos, 2023

 da Come non piangenti (Marcos y Marcos 2013)

Come vuoi che racconti dei mesi
di quello strano straordinario inverno
di gemme anche quassù, e sole
fra i rami nel dicembre, quando il manto
di neve ero io, io la corteccia glabra
lo scricchiolio del gelo nelle ossa – per quale
voce straordinaria dirti l’inverno,
quando l’inverno ero io?

*

da Quarantanove poesie ed altri disturbi (Marcos y Marcos 2023)

Avvertenza

I favolosi nuvoli e i germogli
e i rovi esistono, e l’insensata
chiarità dell’albero e la mia grande
stanza. Tutto questo esiste.
Alla mia porta invece
non ha mai bussato nessuno
la piccola folla è soltanto
una misera carta appesa a un vetro
l’annuncio di una guerra
le ombre appiccicate ai muri
i droni-insetto, l’aria bruciata
gli annegati, il deserto
sono solo finzione.
Finzione il rovescio del cielo.

***

Autoritratto

Lungo tutto l’inverno
ho spezzato i rami all’alloro
ho reciso i nudi steli della rosa
divelto fra le crepe dell’argilla
ogni verzura. Ma durano radici
sotto terra, e mostruosi a febbraio
spaccano il suolo germogli.
Io ora ho sonno per sempre.
Dunque alzati, Lazzaro, per un’ultima volta.
Per un’ultima volta sparisci.



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