martedì 31 marzo 2026

PELLICCIOLI Marco (1982 - viv.)

 

Marco Pelliccioli
 (Seriate, 25 novembre 1982) è un poeta e scrittore italiano.
Nato a Seriate, nella provincia di Bergamo, ha conseguito la laurea triennale in Lettere presso l'Università degli Studi di Bergamo e la laurea specialistica in Cinema e letteratura presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".
Il suo esordio letterario è avvenuto nel 2014 con la raccolta C’è Nunzia in cortile, edita da LietoColle e premiata con il Premio Albero Andronico. Ad esse sono seguiti il romanzo A due passi dal treno (Ed. Eclissi), segnalato dal Premio Calvino, e le raccolte poetiche L’orfano (LietoColle-Pordenonelegge 2016, Premio Colline di Torino), L’inganno della superficie (Stampa2009, 2019, Cinquina finalista Premio Città di Acqui Terme), la plaquette Il sogno del pesce gatto (Stampa2009, 2023) e Nel concerto del tempo (Mondadori, Lo Specchio, 2024; secondo classificato Premio internazionale Gradiva, terzo classificato Concorso nazionale di Poesia e Narrativa “Guido Gozzano”, menzione speciale Premio letterario Camaiore - Francesco Belluomini, finalista Premio internazionale "Europa in versi" ). Le sue poesie sono state tradotte in diverse lingue, tra cui lo spagnolo, il greco moderno, il romeno, il tedesco, il francese e l'inglese.
Inoltre ha scritto racconti per ragazzi (editi da Gallucci, Einaudi, Sanoma) ed è presente in Giovane poesia italiana (Pordenonelegge 2020), tradotta in inglese, francese, spagnolo e tedesco. Collabora con quotidiani e riviste, per i quali scrive recensioni e articoli dedicati alle principali figure poetiche del Novecento italiano. A Milano, ha curato diverse iniziative culturali, come i corsi annuali di “Poesia italiana e straniera dal Novecento a oggi” per il Teatro Fontana e la rassegna “Nuove questioni di poesia” per la Casa della Cultura. Dall’autunno 2024 è direttore organizzativo della Casa della Poesia di Milano.

Poesia
C'è Nunzia in cortile, Como, Faloppio, LietoColle, 2014
L'orfano, Pordenone, LietoColle-Pordenonelegge, Collana Gialla, 2016
L'inganno della superficie, Azzate, Varese, Stampa2009, 2019
Il sogno del pesce gatto, Azzate, Varese, Stampa2009, 2023
Nel concerto del tempo, Milano, Mondadori, Collana Lo Specchio, 2024

L’orfano

Anche se ti nascondi, luna,
dietro la polvere, il manto
di cupole e binari, tu la conosci
la scomparsa via Perosa
la rauca solitudine delle orfane operaie
all’alba in filanda, di notte ai magazzini:
le cerate appiccicate come coperte
i secchi, d’orina e pioggia colmi.
E scovi orfano me, luna d’estate in ombra,
disperso tra detriti, cocci di memoria…
…nel casolare abbandonato
l’Angiolina, i figli: Wolly tredici anni,
Cristina una bambina, Nino al campo santo…

da L’orfano (LietoColle-Pordenonelegge 2016)


Nico

Nico sistema la frutta, le casse,
da poco hanno steso lenzuola
qualcuno brandelli strizzati nel gelo.
Per strada hanno aperto i cancelli
il vigile urbano evapora grappa
due nomadi slavi all’uscita del bar.
Corrono tutti a quest’ora
Nico pulisce, saluta, rincuora chi passa,
il cappello, i guanti, le lenti appannate,
il coltivatore che scarica a terra il fresco raccolto:
le bucce, le arance, i ciuffi arruffati,
le casse, i finocchi, l’uva, la terra:
“Questa è speciale, la vuoi assaggiare?”
e l’acino è in mano, sfregato su un panno,
un soffio, poi in bocca.
A volte mi chiedo cosa lo renda così reale,
forse suo padre appeso in cornice
o i settant’anni di questo negozio
forse il quartiere, ma se varchi la soglia
e senti l’orda dei forti sapori
la terra, la frutta, le casse,
comprendi che lui è quella terra
le mani, la faccia, le rughe
solchi e sentieri…

da L’orfano (LietoColle-Pordenonelegge 2016)


LA VITA CHE IGNORI

le foglie cadute sul prato
rilucono gialle, o roseoarancioni,
prima che il sole scompaia
nel vuoto; nascondono, sai,
la vita che ignori
mentre cammini di corsa al tuo treno
creature che, lente,
si amalgamano al passo della stagione
ne seguono il fiato, il battito, i giorni
senza scordare il vento che scuote
le chiuse persiane

i vivi mai morti, i morti non più.

da “Nel concerto del tempo”

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