Nico Bleutge
DI NOTTE SPLENDONO LE NAVI
traduzione di wandering translators
La Vita Felice
collana Adams, 12
ottobre 2025
pp. 152, euro 16
ISBN 9788893468497
La poesia di Nico Bleutge – alla prima pubblicazione in Italia – è costrui-ta attraverso un lavoro meticoloso e minimale di microscopiche tensioni: percezioni corporee, citazioni letterarie e frammenti di paesaggio sono giustapposti e connessi a residui megalitici della vita del capitalismo globale. Nei suoi versi attraversiamo un mosaico di navi, merci, personaggi dei cartoni animati, ma anche opere pittoriche e fondali oceanici, alberi, minerali: Bleutge oscilla fra quella che è stata definita una fenomenologia lirica della percezione e un’archeologia della natura, fra un paradigma catalogatorio e una dimensione puramente espressiva. Costante nella sua scrittura è la simultaneità fra mondi, fra esterno e interno, fra linguaggi tecnici e specialistici, parole della tradizione letteraria e parole del corpo e del sentire più immediato. L’intreccio di frantumi viene così a creare una Natura più grande che ricomprende macchine, economie, opere d’arte e percezioni fisiche in una totalità che, se smaterializza e dissolve i confini consueti delle nostre esperienze, ci restituisce una realtà aumentata, in cui ci riscopriamo partecipi di un movimento ritmico di incessanti trasformazioni: «disegnare vie come aria nello spazio». - Tommaso Di Dio
immergiti nel moto dell’acqua
mischiavasi una luce con la luce, tale connessione generava
un’altra luce, affinità di fuga e afferrare
un qualcosa tra gas e liquido
che arava tutto il mondo. le onde comprendono
come una petroliera che scorre sulla chiara superficie dell’acqua
pellicola si posa su pellicola, squadriglia esplorativa per raggi
stanchi e le correnti scaturiscono, bande ampie miglia
dove tutto da massa si trasforma in forza, un liscio illuminare
e a celare la sinergia di zinco e ruggine
cristalli muti e gli impulsi dal trasporto via terra
a spargere sabbia, con un suonare friabile
le rotte dei canali anticipavano le onde
veicoli leggeri a spianare la strada lungo la banchisa
ad attendere la bellezza del nuovo continente
i ricordi ruotano, piano si dilatano
come fossero linee d’aria, briozoi viventi
le migrazioni di merci di scambio andate
perdute, che succhiano la luce del giorno
e gli operai sul ponte del cargo, i gilet rosso acceso
che crescono ancora un po’ al crepuscolo
la brace sprofondava, alzava un po’ il substrato
mare sembrava terra e terra sembrava mare
che era di nuovo terra, contraccolpo, tempo. la calda deriva del golfo
gli mandava incontro acqua, superava la punta sud della groenlandia
**
ora la notte è un rumore in cui gli animali spariscono
con un cuore nel mezzo, tessitura d’immaginazione
le macchine colpiscono da sotto il corpo della nave
mentre l’acqua già perde le radici
e l’aria sprofonda in niente, polvere e fiocchi e piume
ora i cristalli rimescolano il corso delle linee fra i cargo
immettono terra sui ponti dei container. ossigeno
si deposita, dove i raggi esplorano il mare glaciale
e i pesci si dissolvono in pesci, movimento
che non segue alcun sogno, visibile solo nello scomparire
e le navi vanno più veloci, con più nette oscillazioni
sulla superficie del mare come su rotaie, come a voler
spargere il tempo, con frequenza di scambio accelerata
penetrare nei palazzi, far esplodere i depositi
e sùbito, come volo di zanzare sul cespuglio
i ricordi, di un’estate chissà quando
pezzi di foschia sul fondo dell’infanzia
di un’acqua chissà quando, una coppia di bambini
taglia una mela sul balcone, mi porgono i pezzi
mentre guardo il fiume e sento i cargo, i loro
colpi. guarda come il calore si dilata, guarda come i cargo
sui ponti si portano via la radiazione
mentre io raccimolo un paio di foglie, con le mani le
richiudo e attendo il loro odore, piccole merci
succhiano la corrente, si ripiegano sotto la luce
**
aria di sale, respiro emesso
da cristalli, gocce minuscole, calcio, manganese
come polmoni mossi da un soffio di vento
ferreo sussurrare, un fondere, ruvido
incrostarsi di neve, di pelle faringea
affanno mosso da secrezioni
soluzione mucosa, un sale duro
che si posa, nel legarsi di rugiada
di vapore, trasformando sé stesso
svelto svanire, scorrere
no – in un costante velare, flocculare
di sostanze, che, tirando, quasi s’imbruniscono
inumidendosi sembrano sgorgare


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