giovedì 2 ottobre 2025

#stranieri / RITSOS Ghiannis (1909 - 1990)

 

Ghiannis Ritsos (Monemvasia, 1º maggio 1909 – Atene, 11 novembre 1990) è stato un poeta greco.
Ritsos è considerato uno dei più grandi poeti greci del ventesimo secolo, insieme a Konstantinos Kavafis, Kostis Palamas, Giorgos Seferis ed Odysseas Elytīs. Il poeta transalpino Louis Aragon, prefacendo l'edizione francese di Pietre Ripetizioni Sbarre (Gallimard, Parigi 1971), ha sostenuto che Ritsos fosse «il più grande poeta vivente di questo tempo che è il nostro». Ritsos è stato proposto 9 volte, senza successo, per il Premio Nobel per la Letteratura. Quando il poeta vinse il Premio Lenin per la pace, assegnatogli nel 1975-76, egli dichiarò che "questo premio è più importante per me rispetto al Premio Nobel".
La sua poesia è stata spesso vietata in Grecia durante le fasi di regime autoritario per le idee di sinistra del poeta e la sua vicinanza politica al partito comunista greco (KKE). Le maggiori opere del poeta includono Trattore (1934), Piramidi (1935), Epitaffio (1936) e Veglia (1941–1953).
Ritsos ha principalmente scritto poesie dall'intento politico, "servendo il comunismo con la sua arte". Una delle sue poche opere che differiscono da questo tema politico è La sonata al chiaro di luna.
«Lo so, ciascuno cammina solo verso l'amore,
solo verso la gloria e la morte.
Lo so. L'ho provato. Non giova a niente.
Lasciami venire con te
.»
(La sonata al chiaro di luna [1956], in Quarta dimensione, vv. 33-36)
Nato il 1º maggio 1909 a Monemvasia, nel Peloponneso, Ritsos è il quarto e ultimo figlio di una famiglia di proprietari terrieri. Bambino precoce, inizia a scrivere i suoi primi componimenti all'età di otto anni, coltivando al contempo la passione per la musica e la pittura, forme d'arte alle quali resterà fedele per l'intera sua vita. L'infanzia e la giovinezza di Ghiannis, tuttavia, sono presto scosse da lutti e malattie: il fratello e la madre moriranno di tubercolosi, mentre il padre (consumato dalla ludopatia, che costerà alla famiglia il disastro economico) e la sorella finiranno ricoverati in un istituto psichiatrico. Desideroso di ricevere un'istruzione universitaria, si trasferisce, nel 1925, ad Atene, ma, a causa delle scarse sostanze economiche, è costretto a rinunciare agli studi. Per vivere, dunque, Ghiannis si impiega come dattilografo e come copista per una banca. Colpito, nel 1926, dalla tubercolosi, trascorre tre anni in sanatorio, durante i quali matura la sua adesione al marxismo. Dimesso dal sanatorio, si impegna nella direzione della sezione artistica di un'organizzazione legata al Partito Comunista, curando gli allestimenti teatrali di spettacoli cui prenderà parte anche come attore. E alla carriera attoriale si dedicherà, a partire dal 1933, per diversi anni, svolgendo attività di ballerino e di comparsa nel teatro ateniese di Kypseli e in quello Nazionale, senza rinunciare all'impegno politico e alla prediletta vocazione poetica. Così, nel 1934, vede la luce la raccolta Trattore , in cui prevalgono le tinte fosche e un crepuscolarismo di maniera, seguita subito, già nel 1935, da un'altra intitolata Piramidi. Le raccolte, di contenuto sociale, sono entrambe caratterizzate — come ha evidenziato Nicola Crocetti — da una forte «ispirazione umanitaria». Nel 1936 la sua poesia ha una svolta: il poema Epitaffio, ispirato dalla morte di un manifestante, chiude una prima fase del suo lavoro, mentre testi come Lo straniero, quasi contemporanei, mostrano, con i segni della sua adesione alla poesia d’avanguardia, un uso più frequente del processo analogico e associativo, e una parallela preferenza per temi più luminosi e sereni. Durante la dittatura di Ioannis Metaxas, La canzone per mia sorella (1937, nt) fu letta come un testo di resistenza passiva. Con la seconda guerra mondiale prese parte alla resistenza e dal 1948 al 1952 subì il campo di concentramento e il confino. Dopo il colpo di stato del 1967 fu nuovamente deportato e torturato, e solo in seguito alla protesta internazionale fu posto, gravemente malato, in libertà vigilata, a Samos. Gli anni della guerra civile e delle persecuzioni politiche suggerirono a Ritsos poesie nelle quali egli afferma ostinatamente la sua fede nell’uomo e denuncia la repressione (Makronissos, 1957). Un nuovo ciclo ha inizio con La sonata al chiaro di luna (1956, nt): ampio monologo rivolto a una persona che tace. L’andamento discorsivo, che punta sulla durata e l’accumulazione, trova sbocco in questo modulo larvatamente teatrale, che sarà ulteriormente valorizzato grazie a nuovi temi: in Filottete, Crisotemi, Elena, Ismene, Oreste, Fedra la memoria del poeta si identifica con quella dei personaggi mitologici, uomini e donne che si sottraggono fino alle ultime conseguenze a un destino governato dagli dei, oppure antieroine che, proprio per la loro rassegnazione, il loro timore dell’azione, sono scelte a rappresentare i deboli, protagonisti dell’intera vicenda umana. Notevoli anche certe sue poesie brevi, incisive, come Diciotto canzonette della patria amara, Dodici poesie per Kavafis, Portineria (nt), Poesie di carta (nt). Tra le ultime raccolte: Monocordi (1980). Nel 1990 ha scritto per le scene un testo ispirato al mito di Persefone.

Scrittore particolarmente prolifico, Ritsos è autore di circa 150 raccolte poetiche, oggi ricomprese, per i tipi dell'editore ateniese Kedros, in quattordici volumi (ciononostante, molte sono ancora le opere inedite, alcune delle quali irrimediabilmente perdute, perché distrutte dallo stesso Ritsos). Fra le raccolte più significative, si distinguono:
Trattore, 1934
Piramidi, 1935
Epitaffio, 1936
Il canto di mia sorella, 1937
Sinfonia di primavera, 1938
La marcia dell'oceano, 1940
Vecchia mazurca in ritmo di pioggia, 1943
Prova, 1943
Veglia, 1954
Epitaffio e Makronissos, 1956
La sonata al chiaro di luna, 1956
Dodici poesie per Kavafis, 1963
Filottete, 1965
Oreste, 1966
Elena, 1972
Crisotemi, 1972
Ismene, 1972
Diciotto canzonette per la patria amara, 1973
Poesie di carta, 1974
Portineria, 1976
Fedra, 1978

Traduzioni in italiano
Erotica, trad. di Nicola Crocetti, Milano, Crocetti, 2002
Il funambolo e la luna, trad. di Nicola Crocetti, introd. di Ezio Savino, Milano, Crocetti, 2005
Delfi: la sonata al chiaro di luna, trad. di Nicola Crocetti, introd. di Moni Ovadia, Milano, Crocetti, 2012
Quarta dimensione, trad. di Nicola Crocetti, introd. di Ezio Savino, Milano, Crocetti, 2013
Il loggione, trad. ed introd. di Maria Carausi, Aiora edizioni, Atene, 2018
Parte della produzione dell'autore è ricompresa nella crestomazia, curata da Nicola Crocetti e Filippomaria Pontani, Poeti greci del Novecento, traduzioni di Filippo Maria Pontani, Nicola Crocetti e Filippomaria Pontani, Milano, Mondadori, 2010, pp. 835-957
Ghiannis Ritsos, Pietre, ripetizioni, sbarre. Poesie 1968-1969, a cura di Nicola Crocetti, prefazione di Louis Aragon [1971], traduzione dal greco di Nicola Crocetti, Milano, Feltrinelli, 1978
Antologia ripubblicata nel 2004, per i tipi dell'editore Crocetti di Milano

Insuccesso

Vecchi giornali gettati in cortile. Sempre le stesse cose.
Malversazioni, delitti, guerre. Che cosa leggere?
Cade la sera rugginosa. Luci gialle.
E quelli che un tempo avevano creduto nell’eterno sono invecchiati.
Dalla stanza vicina giunge il vapore del silenzio. Le lumache
salgono sul muro. Scarafaggi zampettano
nelle scatole quadrate di latta dei biscotti.
Si ode il rombo del vuoto. E una grossa mano deforme
tappa la bocca triste e gentile di quell’Uomo
che ancora una volta provava a dire: fiore.

Karlòvasi, 4.VII.87

 

Senza riscontro

Grandi camion stracarichi, coperti di tele cerate,
attraversano le strade tutta la notte. Il rumore delle acque
luride
si ode nelle fogne oscure, misteriose
sotto il sonno dei prigionieri. Non è venuto nessuno.
Invano aspettammo tanti anni. La strada punteggiata
di stazioni di servizio e alberelli stenti. Nel cortile della prigione
ciotole vuote di yogurt e certe piume di uccelli. La prima
stella
gridò: “Coraggio, Ghiorghis”, poi tacque. E Petros,
irriducibile sempre, disse: “In materia di musica
prendi esempio dalla diligenza delle piccole rondini”.

Karlòvasi, 5.VII.87

 

All’ospedale

Pomeriggio tranquillo. Una ciminiera, i tetti, la linea del
colle,
una nube minuscola. Con quanto amore
guardi dalla finestra aperta il cielo
come se gli dicessi addio. E anch’esso ti guarda. Davvero,
che cos’hai preso? che cos’hai donato? Non hai tempo di
calcolare.
La tua prima parola e l’ultima
l’hanno detta l’amore e la rivoluzione.
Tutto il tuo silenzio l’ha detto la poesia. Come si spetalano
in fretta
le rose. Perciò partirai anche tu
in compagnia della piccola orsa ritta
che tiene una grande rosa di plastica tra le zampe anteriori.

Karlòvasi, 5.VII.87

 

Elusione

Parlava. Parlava molto. Non tralasciava niente
senza che la sua voce lo soppesasse. Quante e quante notti
in bianco
ad ascoltare i treni, le navi o le stelle,
a calcolare la materia e il colore di un suono,
a dare nomi a ombre e nubi. Ora,
quest’uomo cordiale e loquace sta in silenzio,
forse perché sul fondo ha intravisto i fanali spenti, e si rifiuta
di articolare la parola unica ed estrema: “nero”.

Karlòvasi, 7.VII.87


Da Molto tardi nella notte, traduzione italiana di Nicola Crocetti, Crocetti, 2020


giovedì 25 settembre 2025

#biblioteca / Francesco Napoli - GIORGIO CAPRONI - Ares

 

Francesco Napoli
GIORGIO CAPRONI
Scrittore in versi

introduzione di Francesco De Nicola
Ares edizioni
collana Profili
2025
pp. 136, euro 15
ISBN 9788892985384

 
Giorgio Caproni (1912-1990) è sempre più protagonista assoluto della nostra poesia. In queste pagine, Francesco Napoli ne ripercorre la vita e le opere: dagli anni dell’infanzia a Livorno a quelli di formazione a Genova, fino al periodo romano della maturità letteraria. Poeta dal tono apparentemente semplice e colloquiale, era in grado, in realtà, di toccare le grandi domande della vita, trasformando il proprio vissuto in versi indimenticabili: dolore, morte, amore, memoria e ricerca di Dio.
Arricchisce questo invito alla lettura un’intima conversazione con lo scrittore Maurizio Cucchi, che racconta l’uomo dietro al poeta.

Francesco Napoli (Napoli 1959) è critico letterario, giornalista e consulente. Ha pubblicato numerosi saggi sulla poesia italiana contemporanea su quotidiani, riviste e in volume tra i quali: Novecento prossimo venturo. Conversazioni critiche sulla poesia (Jaca Book 2005), Poesia presente in Italia dal 1975 al 2010 (Raffaelli Editore 2011) e Poeti nati negli anni ’60. Letteratura come condizione (Interno Poesia Editore 2024). Per Ares ha pubblicato il profilo letterario Giorgio Caproni. Scrittore in versi (2025).

 
Sabato 4 ottobre, alle ore 17:00, Francesco Napoli presenterà il suo nuovo Profilo Giorgio Caproni. Scrittore in versi presso la Sala Luzzati in occasione del  Book Pride Genova, la Fiera dell’editoria indipendente a Palazzo Ducale

martedì 23 settembre 2025

#biblioteca / Valentina Mele - «A ME STESSO DI ME PIETATE VÈNE» - Franco Cesati

 
Valentina Mele
«A ME STESSO DI ME PIETATE VÈNE»
Forme della soggettività lirica nelle "Rime" di Guido Cavalcanti

Franco Cesati editore
collana Strumenti di Letteratura Italiana | 126
2025
pp. 175, euro 21
ISBN 9791254962718


La centralità della questione dell’io nella poesia lirica di Cavalcanti è stata messa in particolare rilievo dalla critica degli ultimi decenni, che ne ha evidenziato i  tratti di innovatività rispetto alla tradizione della lirica amorosa italiana precedente e coeva. Questo libro si propone di discutere la soggettività lirica nella poesia del secondo Guido, intendendola, in prima istanza, nella sua dimensione formale. L’analisi si concentra principalmente sul soggetto dal punto di vista delle marche formali di prima persona, allargando la prospettiva alla dimensione spaziale e temporale – e non tralasciando tuttavia il rapporto con le forme retoriche e le trame intertestuali e l’influenza che il modello cavalcantiano dell’io ridotto a pura voce ha esercitato sulla tradizione della poesia lirica fino a Petrarca.

lunedì 22 settembre 2025

#biblioteca / AA.VV. - DONNE IN POESIA. Per una mappa della poesia europea contemporanea - Le Lettere

 
AA.VV.
DONNE IN POESIA
Per una mappa della poesia europea contemporanea
a cura di Isabella Tomassetti, Luigi Marinelli e Matteo Iacovella
Le Lettere
collana Sinalefe, 3
2025
pp. 675, euro 25
ISBN 9788893665094

 
Nei saggi raccolti in questo volume, frutto di un importante convegno, studiose e studiosi specialisti di diverse tradizioni linguistiche e letterarie – portoghese, spagnola, italiana, greca, inglese, francese, tedesca, polacca, romena, ucraina, russa – approfondiscono i contesti e i campi culturali della propria tradizione di riferimento per indagare e commentare alcune fra le più significative voci poetiche femminili del panorama internazionale. Fine comune è quello di disegnare una nuova mappatura al femminile della poesia contemporanea europea con un ampio ventaglio di intenti: individuare incroci e contaminazioni; sottolineare le principali questioni di genere e identitarie coinvolte; porre l’attenzione sui nuclei tematici ricorrenti o trasversali, sulle traduzioni e sulle tradizioni, e sulle forme, i generi e la diffusione delle opere considerate. Attraverso l’approfondimento critico-interpretativo delle opere di poesia, il libro intende quindi inserirsi in un processo già ampiamente in corso di decostruzione di alcuni stereotipi, se non proprio pregiudizi, storico-critici relativi alla presenza della scrittura di donne nella poesia europea.
 
Un estratto dall'Introduzione
Questo libro nasce da una provocazione. E da un auspicio. La provocazione è la possibile costruzione di un canone poetico contemporaneo (limitato qui alla poesia europea, e neanche tutta), fondato solamente sulla poesia delle donne. Se non altro per antifrasi, non ci sarebbe niente di strano, considerato che i canoni letterari del passato erano tutti inconfondibilmente “al maschile”.
L’auspicio è che la nostra ricerca collettiva possa essere discussa, contestata, apprezzata se non altro per la sua parziale novità, e magari allargata ad altre lingue e culture in essa trascurate. Il punto di partenza, e il titolo – che richiama una delle prime, se non la prima, storica antologia italiana dedicata alla poesia delle donne – è la semplice constatazione della presenza massiccia, e a volte prevalente, di poete nel panorama della poesia europea contemporanea.
 
Nei saggi raccolti in questo volume, studiose e studiosi specialisti di diverse tradizioni linguistiche e letterarie – portoghese, spagnola, italiana, greca, inglese, francese, tedesca, polacca, romena, ucraina, russa – hanno quindi inteso approfondire i contesti e i campi culturali di riferimento, per una ricognizione preliminare delle più significative voci poetiche femminili. Fine comune è stato quello di abbozzare una nuova mappatura della poesia contemporanea europea con un ampio ventaglio di indirizzi: incroci e passaggi; questioni di genere e identitarie coinvolte; temi e motivi (individuazione di nuclei tematici ricorrenti o trasversali); traduzioni e tradizioni (attenzione al ruolo della traduzione e al confronto con i classici della tradizione); diffusione delle opere considerate; forme e generi (indagine delle soluzioni formali adottate e delle interferenze con altri codici artistici, anche in ambito performativo).
 
Attraverso l’approfondimento critico–interpretativo delle opere di poesia, comprese quelle ancora trascurate o poco visibili, e quindi un ripensamento del concetto stesso di “canone”, il libro intende insomma inserirsi in un processo già ampiamente in corso di decostruzione di alcuni stereotipi, se non proprio pregiudizi, storico– critici relativi alla presenza della scrittura di donne nella letteratura e nella poesia europea, non solo mettendone in luce la ormai evidente dominanza nel panorama contemporaneo, ma anche sottolineando le interconnessioni e i passaggi (a tutti i livelli: da quello linguistico a quello relativo ai generi e alle identità) che ne determinano l’attuale ricchezza e varietà, sia negli specifici ambiti linguistico-nazionali che a livello più ampio nel contesto del polisistema europeo. Da questo punto di vista, è ovvio che anche la poesia tradotta rientri pienamente nel nucleo principale del nostro discorso. In questo caso ci siamo limitati alle traduzioni di poete italiane contemporanee nelle varie lingue e culture d’Europa, ma va da sé che anche all’interno dei saggi relativi alle specifiche situazioni e tradizioni linguistico–culturali, lo sguardo comparatistico risulti imprescindibile. In questo senso l’individuazione di una “linea europea” della scrittura poetica delle donne, a partire dalla fine del secolo scorso, e simbolicamente dal 1989, può risultare particolarmente feconda sul piano storico–critico e interpretativo. Nel campo degli studi sulle realtà locali (linguistiche e nazionali) il lavoro è già parzialmente avanzato, ma sostanzialmente la prospettiva delle ricerche rimane ancora distante da una visione complessiva e di raccordo fra i singoli contesti letterari. Si tratta quindi di integrare e superare la parzialità di una visione geo-culturale, se non geo-politica, del canone e di approcci ideologici che oltretutto tendono ad escludere alcune culture letterarie, considerate minori o periferiche.
 
Abbiamo quindi proposto un “viaggio” poetico da ovest a est, puntando il dito su quelle figure che gli autori e autrici di questo libro hanno ritenuto le più rappresentative o a volte anche le meno riconosciute, ma sicuramente degne di esserlo, nelle diverse situazioni “nazionali”, sempre che per “nazioni” s’intendano le parti costitutive di quella Repubblica delle Lettere (e più specificamente: delle Poete) che a nostro avviso – benché distribuita fra varie regioni–tradizioni e province–convenzioni – è ed è sempre stata una, così come una è l’Europa della cultura che, da sempre e ancora oggi, poco ha a che vedere con le sue svariate configurazioni e divisioni politiche. Che da questa Europa dell’immaginazione si possa escludere la poesia russa è assai dubbio, così come d’altro canto per noi è certo che la Russia di oggi resti fuori dal consesso delle nazioni libere. Del resto la poesia, e forse in particolare la poesia delle donne, per la doppia condizione di subalternità che essa può esprimere, è una perfetta cartina al tornasole della libertà di espressione nell’ambito delle singole realtà locali, tanto più in quelle dove maggiore è l’oppressione politica. E anche per questo – al di là di ogni tecnicismo e del suo dichiarato fine scientifico-culturale – siamo anche convinti del valore fortemente politico di questo nostro libro. La sua idea iniziale è partita da studiosi del Dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali della Sapienza di Roma, inserendosi – crediamo – pienamente, e cercando di innovarla, in una tradizione di studi preesistente e che in passato ha affrontato in importanti pubblicazioni le questioni del canone, in particolare del canone europeo, e della scrittura femminile, che affrontavano da un punto di vista panoramico, inter– e transculturale. Pensiamo ad esempio alla rivista «Critica del testo», dedicata nel numero III/1 del 2000 a Il canone alla fine del millennio e nel numero X/1 del 2007 a Il canone europeo, o anche al più recente volume collettaneo Il complesso di Esaù. Lingue, culture e letterature ‘minori’ e ‘maggiori’? (2022); o ancora ai libri e manuali ispirati e curati da Maria Serena Sapegno, quali Donne in rete. La ricerca di genere in Europa (2004), Dentro/fuori, sopra/sotto. Critica femminista e canone letterario negli studi di italianistica (2007), Che genere di lingua? Sessismo e potere discriminatorio delle parole (2010), Identità e differenze. Introduzione agli studi delle donne e di genere (2011), La differenza insegna. La didattica delle discipline in una prospettiva di genere (2014).
 
Quanto all’approccio, o piuttosto agli approcci metodologici presenti nel libro, le sue linee di ricerca principali – riassumibili nelle dialettiche e correlazioni fra incroci/passaggi, temi/motivi, traduzioni/tradizioni, forme/generi – implicano il ricorso e l’uso integrato di vari strumenti interpretativi e analitici, tra questi: geocritica e geopoetica, per il rapporto tra lo spazio europeo e gli attraversamenti (fisici, intellettuali, poetici) delle autrici considerate (con riferimenti ai lavori di Westphal, Italiano, all’ecocritica femminile); i gender studies per un approccio il più possibile lucido e consapevole alle istanze e ai temi identitari coinvolti, e per decostruire gli stereotipi legati alla categoria già da tempo messa in discussione di “scrittura femminile”; i Cultural studies per l’attenzione alla storia culturale dei contesti di riferimento, alle dinamiche sociali e alle implicazioni politiche nella costruzione e decostruzione del canone, ma anche per esplorare le incursioni delle autrici in temi relativi alla Storia, non solo europea (com’è nel caso del post– colonialismo), in una chiave teorica, ma anche politica e militante (con riferimenti agli studi di Spivak, Butler, Haraway, Felman, Curti, Zajko-Leonard); i Translation Studies per mappare i passaggi tra le lingue europee nel contesto della produzione contemporanea e la loro ricezione, disseminazione e influenza all’interno dei polisistemi letterari, tenendo conto della dialettica tra centralità/marginalità (con riferimento alle ricerche di Apter, Even-Zohar, Sisto ecc.). Gli strumenti della traduttologia sono risultati utili anche per il confronto con la tradizione dei classici, talvolta riscritti dalle donne con l’intenzione di ripensare il canone e di legittimare nuovi sguardi sul passato. Un ruolo centrale hanno ovviamente gli strumenti dell’analisi formale dei testi (close reading), che danno fondamento a discussioni e riflessioni fornendo dati relativi alla testualità (stilistici, retorici, metrici, ma anche figure e maschere), alle modalità espressive (per es. nella costruzione della soggettività o nella sua decostruzione), e ai generi e alle loro ibridazioni, soprattutto al di fuori dei registri confessionali e autobiografici.
 
Questo libro si propone insomma di supplire a una carenza degli studi letterari e culturali, spesso esigui e frammentati, con la proposta metodologica di un quadro più ampio delle questioni in gioco nello studio e approfondimento della poesia contemporanea scritta da donne. Inoltre – ed è forse questo l’aspetto più innovativo – attraverso la trasversalità delle sue linee di ricerca principali, il nostro volume intende trovare un equilibrio – spesso assente – tra l’attenzione ai dati storico–culturali, ai dibattiti sul genere e alle ricadute formali dei testi di poesia considerati. […]

#biblioteca / Alberto Schettini - IN QUESTO ETERNO VACILLARE - Thesis

 
Alberto Schettini
IN QUESTO ETERNO VACILLARE
poesie

Thesis / Oltre edizioni
collana Poesia
settembre 2025
pp. n.i., euro 16
ISBN 9791298557857
 
La costruzione di una poesia (nel mio tentativo di farlo) è una sorta di assemblaggio, un “muretto a secco" (come quelli che rinforzano il terreno su colline di Liguria) in grado di stare in piedi, da solo, senza alcun cemento, perché ogni singola pietra (o parola che sia) deve essere in grado, posta nella giusta posizione, di rendere la struttura complessivamente stabile e generare (possibilmente) un flusso melodico. (Alberto Schettini)

Alberto Schettini nasce a Genova nel 1967 dove si laurea in Scienze Politiche. Le sue grandi passioni, fin dalla giovinezza, sono la poesia, la musica e la fotografia. Nel 1996 partecipa ad un Concorso dell’Istituto Calasanzio di Genova conseguendo il terzo posto con la poesia Pianura che dedicò al padre; successivamente pubblica, con la collaborazione del poeta Luigi Fenga, la sua prima raccolta di poesie Che ci sia luna (2000, ed. Compagnia dei Librai).
Nel 2001 pubblica Poesie e viene notato dal poeta/romanziere Giuseppe Conte che, durante il Festival Internazionale di Poesia di Genova dello stesso anno, legge in pubblico la sua composizione Oibò: con la stessa silloge, nel 2002, viene premiato al “Concorso Nazionale - Sandra Quaglierini”.
Seguono le raccolte: Parvenze (con impressioni di lettura di Giuseppe Conte, Luigi Fenga, Tullio Gardini e illustrazioni del pittore Pier Canosa, presentato nel 2003 presso la Sala del Camino della Camera di Commercio di Genova); La prospettiva di un ratto, Avamposti emotivi, Nella mia noce (poesie ed aforismi), Tutto sommato, 1999-2019 (raccolta antologica), Aforìe e Fossilità (recensito da Francesco De Nicola su I Limoni - Annuario della Poesia in Italia nel 2023).

#stranieri / LONGLEY Michael (1939 - 2025)

Michael Longley  (Belfast, 27 luglio 1939 – Belfast, 22 gennaio 2025) è stato un poeta britannico naturalizzato irlandese. Longley è figlio ...