lunedì 20 aprile 2026

#stranieri / DEPESTRE René (1926 - viv.)

 

René Depestre
 (Jacmel, 29 agosto 1926) è un poeta e scrittore francese.
Pubblica nel 1945 i suoi primi versi nella raccolta Étincelles. Impegnato nella vita politica del suo paese, viene incarcerato e in seguito costretto a lasciare la sua isola natale per partire in esilio in Francia poi a Cuba. Continua a scrivere poesie e pubblica Minerai noir nel 1956 nel quale evoca le sofferenze e le umiliazioni dello schiavismo.
Il suo romanzo Hadriana dans tous mes rêves (1988) riceve il Premio Renaudot, il Premio del romanzo della Société des gens de lettres e il Premio del romanzo dell'Académie royale de langue et de littérature françaises de Belgique.
Nel 1993 riceve il Premio Guillaume-Apollinaire per la sua opera Anthologie personnelle.
René Depestre è il poeta del meraviglioso incarnato, di un'infanzia del cuore, capace di mostrarci attraverso la poesia la possibilità di avvicinarci, con i sentimenti, alla reciproca fraternità.

Opere
Poeta a Cuba, a cura di Ugo Salati, Milano, Edizioni dell'Accademia, 1973
Eros in un treno cinese, Firenze, Giunti, 1985
Alleluja per una Donna Giardino, Firenze, Giunti, 1992
L'albero della cuccagna, Mlano, Jaka Book, 1994
Hadriana in tutti i miei sogni, Firenze, Giunti, 1999

Le ceneri di Toussaint Louverture
 
Lo vediamo giorno e notte arrampicarsi
sulla palma della disperazione negra:
è lì che deposita l’uovo fresco della sua rivolta.
Attraversa il mare di ceneri
a volte come ciclone di fuoco nero
a volte come orgoglioso ramo d’ulivo.
Il suo destino inventa alberi da frutto
si fa quaderno di rabbia e di sogni
Arriva il suo corpo da schiavo
come un grido in una casa che dorme,
portatore nell’oceano di sventura nera
delle prime campane della guarigione.
La sua storia è piena di clorofilla
e polvere in barili: arriva
con parole in fiamme che sono
donne in piedi nella linfa degli alberi.
«Rovesciandomi, non si è abbattuto a Santo-
Domingo che il tronco dell’albero della libertà dei
Neri: ricrescerà dalle radici, perché
queste sono profonde e numerose.»
Dopo aver detto addio agli haitiani
fu dato alla neve del Giura
il tempo delle sue vecchie ossa in pasto:
il suo futuro si è fatto sale di calce viva
nella traiettoria della sua ultima luna.
Tra la sua strada persa fra le nevi
e il lutto sottozero dei suoi
ci sono i mesi di veglia d’armi;
c’è la cenere di un vecchio
che è uguale al sole che sorge
al fogliame del sangue nero.
Dal suo corpo estinto le ferite
causate dalla frusta bianca volarono via
come mani tenere di donne
all’incrocio dove l’orizzonte dei grandi alberi
raggiunge di sera il silenzio del mare.
 
(traduzione di Giancarlo Cavallo)


STEMMA DEL CORPO FEMMINILE
BOCCA

Bocca, ali, sempre lirico
Il potere combustibile dei baci.
Mani, armi da fuoco leggere
Anche molto talentuoso
Per pirateria in alto mare.
Seni, leggende solari
Chi sta aleggiando
Sopra i nostri abissi.
Nato a pancia in giù per la combustione
Sublime di giorno e di notte
Il ventre dei vulcani, complice della loro lotta.
Fianchi, trattori felici
Chi sa come organizzare un assalto
Le terre più belle del nostro sangue.
Cosce, geometria oscura,
Un mulino che sa macinare
Il granello di dolcezza.
Glutei, fari meravigliosi
Che ruotano attorno
Dalle nostre onde interiori.
Gambe, erbe selvatiche
Chi ama camminare
Nel profondo di noi stessi.
Canterò anche io
Il primo dei cereali
L'estate più gloriosa della carne:
Il sesso femminile!
Canto dell'orchestra dove trionfa
La domenica del corpo della donna.
Il trono del sale marino, l'elemento
Dove si risveglia la nostra innocenza?
Per ricoprirci di gloria!
Questo è il santuario pagano
Dove la fame e la sete
Gioia e salute
La nostra dimenticanza della morte
Ricevono anche il grido
La loro più grande benedizione.
Gloria!

(traduzione di Sergio Albertini)


UN APPELLO AI POETI D'EUROPA

I poeti d'Europa hanno smesso di cantare:
Hanno usato la scrittura come trampolino di lancio
Da dove lanciano le farfalle del circo
Senza segreti disegnati sulle loro ali.
In Europa non c'è più il cielo aperto?
Sui misteri e i tormenti dei poeti?
Non esiste più una donna e un uomo?
Chi, solo vedendosi sotto un acquazzone,
Cento foreste di verità bruciano all'improvviso?
...
La nostra era è un bambino abbandonato
Alla porta di ogni vero poeta:
Un bambino rimasto coperto di sangue
Con sette proiettili nello stomaco.

(traduzione di Sergio Albertini)


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  René Depestre  (Jacmel, 29 agosto 1926) è un poeta e scrittore francese. Pubblica nel 1945 i suoi primi versi nella raccolta Étincelles. I...