Archibald Randolph Ammons (Whiteville, 18 febbraio 1926 – Ithaca, 25 febbraio 2001) è stato un poeta statunitense.
Nato a Whiteville il 18 febbraio 1926, durante la seconda guerra mondiale ha prestato servizio nella United States Navy e, terminato il conflitto, ha ottenuto un B.A. in biologia alla Wake Forest University di Winston-Salem e un M.A. in letteratura inglese all'Università della California - Berkeley.
Prima di dedicarsi interamente alla scrittura, ha lavorato come preside di una scuola elementare e dirigente di una società specializzata nella lavorazione del vetro.
Il suo esordio in letteratura è avvenuto nel 1955 con la raccolta di liriche Ommateum: With Doxology nelle quali, attraverso il verso libero, è presente quello che sarà uno dei temi ricorrenti nelle sue poesie, ovvero il rapporto dell'uomo con la natura, dovuto anche alla sua formazione scientifica.
Insegnante di poesia all'Università Cornell dal 1964 al 1998, è stato un autore prolifico e nel corso della sua carriera è stato insignito di numerosi riconoscimenti.
Ancora inedito in Italia, è morto a causa di un cancro nella sua abitazione di Ithaca il 25 febbraio 2001 all'età di 75 anni.
Raccolte di poesie
Ommateum: With Doxology (1955)
Expressions of Sea Level (1964)
Corsons Inlet (1965)
Tape for the Turn of the Year (1965)
Northfield Poems (1966)
Selected Poems (1968)
Uplands (1970)
Briefings: Poems Small and Easy (1971)
Collected Poems: 1951-1971 (1972)
Sphere: The Form of a Motion (1974)
Diversifications (1975)
Highgate Road (1977)
The Selected Poems: 1951-1977 (1977)
The Snow Poems (1977)
Selected Longer Poems (1980)
A Coast of Trees (1981)
Worldly Hopes (1982)
Lake Effect Country (1983)
The Selected Poems: Expanded Edition (1986)
Sumerian Vistas (1987)
The Really Short Poems (1991)
Garbage (1993)
The North Carolina Poems (1994)
Brink Road (1996)
Glare (1997)
Bosh and Flapdoodle (2005)
A. R. Ammons: Selected Poems (2006)
Un angelo storpio
Un angelo storpio ricurvo in una falce
di dolore
piangeva in un lotto vuoto
Passando mi
fermai
divertito dell’addolorarsi dell’immortalità
e
dissi
Dev’essere sublime Il fumo usciva dalle orecchie
dell’angelo
gli assali
di lente ruote del dolore
e sotto
le palpebre bianche
si gonfiavano lacrime di luce
violacea
Osservando l’agonia diffondersi in
un lutto
informe
interposi un’arpa
L’atmosfera se ne appropriò
entusiasta e l’angelo
pregando per le cose del tempo
lasciò
cadere le dita e bruciò
le corde liriche causando meraviglia
Il dolore risuonò come un oceano si
sollevò
in abiti splendenti
e il fuoco
erompendo sugli arti
salendo
s’appiccò alle ali divaricate
in un turbine di
ascesa Presi un arco e tirai trafiggendo
l’angelo a
mezz’aria
tutto un miracolo di fuoco sospeso
alle travi del
cielo
Traduzione di Paola Loreto
*
Così dissi Sono Ezra
E così dissi Sono Ezra
e il vento
mi sferzò la gola
inseguendo i suoni della mia voce
Ascoltai
il vento
passarmi sulla testa e nella notte
Rivolgendomi al
mare dissi
Sono Ezra
ma non venivano echi dalle onde
Le
parole erano ingoiate
dalla voce della spuma
oppure balzando
sui frangenti
si perdevano nell’oceano
Nei campi sbiancati e
rotti
mi avviai e staccandomi dal vento
che strappava pagine di
sabbia
dalla spiaggia e le gettava
come brume marine sulle
dune
oscillai come se il vento mi portasse via
e dissi
Sono
Ezra
Come una parola troppo ripetuta
cade fuori
dall’essere
così io Ezra uscii nella notte
come un refolo di
sabbia
e caddi nell’avena ventata
che si aggrappa alle
dune
di mari dimenticati
Traduzione di Paola Loreto

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