Alan Dugan (Brooklyn, 12 febbraio 1923 – Hyannis, 3 settembre 2003) è stato un poeta statunitense.
Tra il 1961 e il 2001, Alan Dungan pubblicò sette raccolte di poesie intitolate semplicemente Poems, ciascuna dedicata alla moglie Judith Shahn. La prima raccolta gli valse il Premio Pulitzer per la poesia e il National Book Award, mentre per l'ultima, Poems Seven: New and Complete Poetry, vinse un secondo National Book Award nel 2001.
È morto all'età di ottant'anni nel 2003.
Opere
Poems (1961)
Poems 2 (1963)
Poems 3 (1967)
Poems 4 (1974)
Poems Five: New and Collected Poems (1983)
Poems Six (1989)
Poems Seven: New and Complete Poetry (2001)
Swing Shift Blues
Cosa c'è di meglio che uscire da un
bar
nel bel mezzo del pomeriggio,
se non restarci dentro o
non
esserci entrati
perché avevi una brava donna con cui
stare?
L'aria ha un profumo particolarmente fresco
dopo l'odore
di birra stantia e piscio.
Puoi guardare tutto il cielo:
è blu
e bianco e non
ti fissa come lo specchio del bar,
e c'è Colui
che esce
proprio dietro di te e dice: "Non
ci credo, non
ci credo: eccolo lì
, a fissare il fottuto cielo
con la bocca
aperta. Non
ti rendi conto, stupido figlio di puttana,
che sono
le quattro meno un quarto
e dobbiamo timbrare il cartellino
tra
quindici minuti per andare al lavoro?".
Quindi andiamo
al lavoro e non lavoriamo
e possiamo persino respirare in faccia
al Toro
perché è stato nell'altro bar
in cui non andiamo
quando c'è lui.
Canzone della prigione
La pelle si increspa sul mio corpo
come acqua cullata dalla luna,
impennandosi per sfuggirmi. Dove
potrebbe trovare un altro
animale nudo come quello che odia
coprire?
Una volta mi ha detto cosa stava succedendo fuori,
chi
stava attaccando, chi accarezzando, e cosa stava facendo l'aria
per
nutrirmi o congelarmi. Ora mi sveglio
al buio nella notte, in un
oceano di ignoranza senza consistenza,
o la frutta morde e l'acqua
mi ferisce come una pietra.
È gelosia, perché cerco altri
strumenti per sapere
, e un'altra armatura, più adatta al mio
desiderio.
Quindi lasciala stare, spegni gli indizi o prova ad
andartene:
cucita su di me senza cuciture come quelle dolorose
camicie
indossate dai santi che odiano il corpo, la guaina
dell'inferno
è comunque trafitta nella mia oscurità: quali
traditori
si affannano sul mio viso, quali indizi insinuano
attraverso
la sua guardia arcuata! Ma anche nella notte in cui
imprigiona,
con nient'altro che le sue bugie ei suoi silenzi di
cui nutrirsi,
la prigione stessa può creare uno scenario, cantare
canzoni carcerarie
e far esplodere fuochi d'artificio per
celebrare una giornata fatta in casa.
Ricordi ubriachi di Anne Sexton
La prima e ultima volta che ho
incontrato
la mia ex amante Anne Sexton è stato a
una lettura
di poesie di protesta contro
una guerra anticostituzionale in
Asia,
quando un figlio di puttana accademico,
per mettere alla
prova la sua reputazione di ubriaca,
le ha dato un bicchiere di
birra pieno di vino
dopo la nostra lettura. Lo ha bevuto
tutto
d'un fiato fissandomi
dritto in faccia e poi ha detto
"Non
mi interessa cosa pensi,
sai", come se fossi
il suo ex...
cosa, marito, amante,
cosa? E proprio mentre
stavo per dirle
che
la amavo, sono stato, cosa,
sono stato, interrotto dalla
mia bellissima nemica
Galway Kinnell, che le ha detto
"Proprio
come mi è stato detto, i tuoi occhi,
uno blu e uno verde",
ed
eccoli lì, i due
bellissimi poeti, a fissarsi negli
occhi
mentre
io bevevo il fondo del suo vino.
(traduzioni di Sergio Albertini)

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