mercoledì 22 aprile 2026

#stranieri / DUGAN Alan (1923 - 2003)

 

Alan Dugan
 (Brooklyn, 12 febbraio 1923 – Hyannis, 3 settembre 2003) è stato un poeta statunitense.
Tra il 1961 e il 2001, Alan Dungan pubblicò sette raccolte di poesie intitolate semplicemente Poems, ciascuna dedicata alla moglie Judith Shahn. La prima raccolta gli valse il Premio Pulitzer per la poesia e il National Book Award, mentre per l'ultima, Poems Seven: New and Complete Poetry, vinse un secondo National Book Award nel 2001.
È morto all'età di ottant'anni nel 2003.

Opere
Poems (1961)
Poems 2 (1963)
Poems 3 (1967)
Poems 4 (1974)
Poems Five: New and Collected Poems (1983)
Poems Six (1989)
Poems Seven: New and Complete Poetry (2001)

Swing Shift Blues

Cosa c'è di meglio che uscire da un bar
nel bel mezzo del pomeriggio,
se non restarci dentro o non
esserci entrati
perché avevi una brava donna con cui stare?
L'aria ha un profumo particolarmente fresco
dopo l'odore di birra stantia e piscio.
Puoi guardare tutto il cielo:
è blu e bianco e non
ti fissa come lo specchio del bar,
e c'è Colui che esce
proprio dietro di te e dice: "Non
ci credo, non ci credo: eccolo lì
, a fissare il fottuto cielo
con la bocca aperta. Non
ti rendi conto, stupido figlio di puttana,
che sono le quattro meno un quarto
e dobbiamo timbrare il cartellino tra
quindici minuti per andare al lavoro?".
Quindi andiamo al lavoro e non lavoriamo
e possiamo persino respirare in faccia al Toro
perché è stato nell'altro bar
in cui non andiamo quando c'è lui.


Canzone della prigione

La pelle si increspa sul mio corpo come acqua cullata dalla luna,
impennandosi per sfuggirmi. Dove potrebbe trovare un altro
animale nudo come quello che odia coprire?
Una volta mi ha detto cosa stava succedendo fuori,
chi stava attaccando, chi accarezzando, e cosa stava facendo l'aria
per nutrirmi o congelarmi. Ora mi sveglio
al buio nella notte, in un oceano di ignoranza senza consistenza,
o la frutta morde e l'acqua mi ferisce come una pietra.
È gelosia, perché cerco altri strumenti per sapere
, e un'altra armatura, più adatta al mio desiderio.
Quindi lasciala stare, spegni gli indizi o prova ad andartene:
cucita su di me senza cuciture come quelle dolorose camicie
indossate dai santi che odiano il corpo, la guaina dell'inferno
è comunque trafitta nella mia oscurità: quali traditori
si affannano sul mio viso, quali indizi insinuano attraverso
la sua guardia arcuata! Ma anche nella notte in cui imprigiona,
con nient'altro che le sue bugie ei suoi silenzi di cui nutrirsi,
la prigione stessa può creare uno scenario, cantare canzoni carcerarie
e far esplodere fuochi d'artificio per celebrare una giornata fatta in casa.


Ricordi ubriachi di Anne Sexton

La prima e ultima volta che ho incontrato
la mia ex amante Anne Sexton è stato a
una lettura di poesie di protesta contro
una guerra anticostituzionale in Asia,
quando un figlio di puttana accademico,
per mettere alla prova la sua reputazione di ubriaca,
le ha dato un bicchiere di birra pieno di vino
dopo la nostra lettura. Lo ha bevuto
tutto d'un fiato fissandomi
dritto in faccia e poi ha detto
"Non mi interessa cosa pensi,
sai", come se fossi
il suo ex... cosa, marito, amante,
cosa? E proprio mentre
stavo per dirle che
la amavo, sono stato, cosa,
sono stato, interrotto dalla mia bellissima nemica
Galway Kinnell, che le ha detto
"Proprio come mi è stato detto, i tuoi occhi,
uno blu e uno verde",
ed eccoli lì, i due
bellissimi poeti, a fissarsi negli
occhi
mentre io bevevo il fondo del suo vino.

(traduzioni di Sergio Albertini)

Nessun commento:

Posta un commento

IL SITO E' IN MANUTENZIONE. TORNERA' ON LINE APPENA POSSIBILE (se volete, lasciate un commento)