Vito M. Bonito
FIRMAMENTO (1990 – 2025)
Argolibri
collana Talee | 16
a cura di F.Orecchini e A.Franzoni
gennaio 2026
pp. 330, euro 16
ISBN 9788831225670
Firmamento non è un’antologia e tanto meno un’auto-antologia; a partire da un nutrito corpus di inediti l’autore ha scelto di rileggere e riscrivere un percorso di scritture che ha attraversato l’ultimo trentennio, dall’esordio A distanza di neve, passando per Soffiati via (premio “Pagliarani” 2015) sino ai suoi lavori più recenti, riattraversandoli a distanza di anni, rastremandoli, dando così nuova forma e sostanza alla sua opera, fatta di lacerti linguistici pulsanti e polisemici, con sguardo fisso nella soglia sempre da attraversare che separa e unisce il corpo dall’incorporeo, l’assurdità barocca della vita dall’esperienza della perdita e della morte. Scrive infatti Bonito in quarta: «non c’è fine e non c’è inizio al caramellato niente di cui siamo fatti e alla disperata gioia della poesia».
Tante le tonalità e le forme attraversate dall’autore nell’arco di oltre trent’anni di scritture, dal recitativo caproniano all’espressionismo celaniano, dal nonsense giocoso e sonoro con «punte di un massimo inebetirsi del suono, sino alla cadenza ipnotica di una sintassi che si limita al catalogo seguendo impulsi fonici, lo scatto di un’assonanza, a un passo dall’afonia, dal vuoto» (scrive Niva Lorenzini) all’orfanità pascoliana, dal sud metafisico di Bodini alle anatomie nervose di Magrelli. Ma sempre, riconoscibilissima, la voce dell’autore in cui «La parola è presenza, dentro la vita», sempre nuova e incandescente, anche e soprattutto quando sembra gelida e perenne, nella memoria dello sguardo.
Un libro sempre nuovo, a venire, proprio perché nato da continue riscritture e ripensamenti: «La fine è nel principio, tuttavia si continua».
I
urlano chi sei i lèmuri del sangue per farci questo
denti denti sotto la neve la neve sopra la neve
le guardie trasparenti sul confine
non possiamo toccarle
*
verranno – dal bosco degli annegati
deponi il fuoco nel bambino
*
la bambina ai piedi di un vento insanguinato
sfiorando il suo bambino
II
vieni tu dal cielo profondo?
ora che giocano guardali
dopo cadranno
hanno senza prodigi
attorno a sé
il sorriso nel recinto
perché l’ora è nella belva sua
III
voglio che sia sepolta
col vestitino da sposa
non provate a riaccenderla
il vento non torna
*
dopo aver aspirato l’aria
i bambini di polvere
dichiararono
l’epoca della giustizia trionfante
il buio si riempiva di sussurri
farà male? farà male
IV
hai sonno persona eterna?
dormi dormi dormi
beato e resupino
non si sa mai
se è bella la favola
o trèmola
nel vuoto che fai
V
l’universo è candore
sua maestà
le stagioni ritornano
la luna il sole e l’altre stelle
non manca nulla
se noi non ci siamo
Vito M. Bonito (1963) vive a Bologna. Ha pubblicato oltre dieci volumi di poesia, tra cui Acrobeati (La Vita Felice, 2023), Soffiati via (Il Ponte del Sale, 2015 – premio Nazionale Elio Pagliarani 2015), Fioritura del sangue (Perrone, 2010), La vita inferiore (Donzelli, 2004); in ambito critico sono usciti i volumi Le parole e le ore. Gli orologi barocchi: antologia poetica del Seicento (Sellerio, 1996), Pascoli (Liguori, 2007). È tra gli autori dell’antologia Poesia del Novecento italiano (vol. II, Carocci, 2002).
Ha scritto inoltre saggi su Montale, Beckett, Artaud, la Socìetas Raffaello Sanzio, Herzog e Korine. Da ultimo ha curato (con Jacopo Galavotti e Giacomo Morbiato) il volume di Cosimo Ortesta, Tutte le poesie (Argolibri, 2022). Di Soffiati via è uscita la traduzione inglese Blown away (a cura di Allison Grimaldi Donahue, Fomite Press, 2021)..

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