lunedì 16 febbraio 2026

#biblioteca / Silvia Rosa - L'OMBRA DELL'INFANZIA - peQuod

 
Silvia Rosa
L'OMBRA DELL'INFANZIA
peQuod
collana Rive #138
settembre 2025
pp. 83, euro 15
ISBN 9788860684196


Al centro della silloge si colloca la narrazione di una vicenda di abusi infantili: l’esito poetico sul tema della violenza prende spunto da un lavoro di ricerca che da tempo spinge l’autrice a indagare in ogni possibile direzione testimoniale, permettendole di attuare un serrato confronto con una pluralità di destini e di analizzare quel male all’interno di una cornice etico-sociale-culturale di più ampia riflessione. Orchi, matrigne malvagie, abbandoni, prigionie, avvelenamenti, incantesimi, c’è tutto il repertorio fiabesco, ma rielaborato in chiave lirico-saggistica, a capovolgere la falsa immagine, così cara anche alla pubblicità, della famiglia standard. Distrutte per sempre la gioia e la leggerezza, crolla, inevitabilmente, anche il lessico infantile nella nominazione del mondo: la poeta lo carica di lemmi grevi, inventa metafore dolenti e si avvale di una simbologia trasfigurata. In questa scrittura coraggiosa, che veicola un forte messaggio politico, il linguaggio diventa strumento di elaborazione e risignificazione divergenti, rispecchiando una verità più intima e profonda di quella che la superficie della realtà sembra suggerire.

Un estratto

Un’ape allucinata che sbatte contro i vetri,
febbre che arrossa le guance, notte che
batte sui denti cariati. Sono questi i mali
rappresi in segni violacei sul rosa
delle albe d’infanzia, i guasti delle
lucciole che muoiono discrete sotto una
brina spessa. Io vorrei dire invece
lo strappo delle ali che buca la schiena,
la perdita del corpo un pezzo dopo l’altro
sotto il peso di un nome di fango e resina,
che lascia addosso un’onta indelebile
e in gola un fiore di spavento: vorrei
raccontare di come cresce nelle sere
di luna piena, cambiando colore e di come
diventano le mani di una bambina quando
scavano in bocca una fossa di silenzio.
 
*
 
Come succede che l’ombra dell’Orco
si addensi grigioblu e diventi sovrana
sulla nuca della bambina, che di lì a poco
farà la fine della cicala sull’altare dell’inverno?
È per via di un sortilegio che fa sgretolare
le foreste in pietruzze taglienti e ognuna riluce
il volto del Mostro nel frastuono del vento.
Ma chi è l’Orco, il Mostro, questo essere che
trasforma il latte azzurrino nell’uovo amniotico
della rovina, in cui la bambina si agglutina e
si annicchia, sbranata dal buio? Nel chiostro
della memoria il suo viso è puntellato
dalle piroette di centomila lumicini, un padre
finto, posticcio, impostore, un fantoccio
dalla voce imponente, un niente che spegne
il tintinnio lieto degli anni verdissimi, così
che si sradicano e sbiancano e sbordano
i contorni, diventando spighe di vetro.
 
*
 
Estranea al mondo, monade
accucciata a latere, la bambina
balbetta un alone di parole che
non vanno da nessuna parte,
appannano solo il vetro che la
separa dagli altri, nell’invisibile
distanza in cui orbita non potendo
rivelarsi. Chi è questa bambina
spigolosa dalla chioma tutta tenebre
e la sottana strappata? È un garofano
cremisi, quintessenza della solitudine,
un bocciolo di fiato al vento, la
fanciulla ammutolita della fiaba
che tesse fili e fili d’ortiche e non può
svelare l’arcano capovolto di cui
si trova ostaggio, per così sfuggire
all’incantesimo e ai suoi nove anni
annodati malamente all’ombelico.
 

Silvia Rosa nasce a Torino, dove vive e lavora come docente. Ha esordito in poesia nel 2010 con il libro Di sole voci (LietoColle), a cui sono seguite le raccolte poetiche SoloMinuscolaScrittura e Genealogia imperfetta (La Vita Felice 2012 e 2014), Tempo di riserva (Ladolfi 2018) e Tutta la terra che ci resta (Vydia 2022). Ha curato i volumi antologici: Bestie. Femminile animale, di cui è anche coautrice, e Confine donna: poesie e storie di emigrazione (VAN Editrice 2023 e 2022); Maternità marina (Terra d’ulivi 2020), con sue immagini fotografiche; Italia Argentina ida y vuelta: incontri poetici (La Recherche 2017), per il quale si è occupata anche delle traduzioni in italiano. Ha scritto il saggio di storia contemporanea Italiane d’Argentina. Storia e memorie di un secolo d’emigrazione al femminile (1860-1960) (Ananke 2013) e la raccolta di racconti Del suo essere un corpo (Montedit 2010). Le sue poesie sono state tradotte e pubblicate in diverse lingue, tra le altre: spagnolo nella silloge Tiempo de reserva (Ediciones en danza, Buenos Aires 2022), romeno nella plaquette Treceri (Editura Cosmopoli, Bucarest 2023) e inglese nell’antologia Look what I did about your silence (El Martillo Press, Los Angeles 2025).

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