venerdì 5 dicembre 2025

GARDINI Nicola (1965 - viv.)

 

Nicola Gardini
 (Petacciato, 1965) è uno scrittore, latinista e pittore italiano.
Autore di romanzi, raccolte di poesia, saggi e traduzioni letterarie, è molto attivo anche come articolista (il Domenicale di Il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, le riviste Poesia e Times Literary Supplement) e come pittore.
Nato a Petacciato (in provincia di Campobasso), ma cresciuto a Milano, dove ha frequentato il liceo classico Alessandro Manzoni e si è laureato in lettere classiche col Professor Alberto Grilli (tesi su Ammiano Marcellino), si è trasferito a New York dopo la laurea a studiare letteratura comparata con il Professor Daniel Javitch (tesi di dottorato sull'imitazione della poesia latina e greca nella lirica rinascimentale europea) e oggi è professore di letteratura italiana e comparata presso l'Università di Oxford. Ha insegnato precedentemente alla New School di New York, al liceo Classico "Pietro Verri" di Lodi e al liceo "Manzoni" di Milano. Il suo esordio in poesia è stato con La primavera (Einaudi, 1995). Ha composto versi anche nel dialetto della madre, una varietà di molisano, in greco antico e in latino, provandosi in stili e metri diversi. In prosa particolarmente significativi i romanzi Lo sconosciuto (Sironi, 2007), I baroni (Feltrinelli, 2009), Le parole perdute di Amelia Lynd (Feltrinelli, 2012, Premio Viareggio e Zerilli-Marimò, tradotto in inglese come Lost Words, New Directions, 2016) e La vita non vissuta (Feltrinelli, 2015).
Ha tradotto classici antichi (Ovidio, Marco Aurelio, Catullo), ma anche molti autori più vicini al presente (Woolf, Dickinson, Hughes, Auden, Simić), approfondendo il tema del rapporto tra le culture dei vari tempi della civiltà. Numerose sue traduzioni, da varie lingue, sono apparse sulla rivista Poesia, di cui è stato per molti anni il codirettore. Sul tradurre ha scritto il saggio in versi Tradurre è un bacio (Ladolfi, 2015).
Nicola Gardini è interessato all'arte fin da bambino. Comincia a dipingere con impegno verso i trentacinque anni, dopo aver ricevuto in dono i colori, i pennelli e il cavalletto di un noto pittore milanese. Dipinge a olio su tela, cartone e legno. Si ispira a luoghi e oggetti della natura, creando evidenti legami con la sua opera scritta, specie quella in versi. Alcune sue opere sono riprodotte nel libro-manifesto Diario (Xenion Edizioni, 2013). Molte sono parte di collezioni private, in Europa e in America.

Raccolte di poesia
La primavera, in Nuovi poeti italiani 4, Collezione di poesia, Torino, Einaudi, 1995.
Atlas, Milano, Crocetti, 1998.
Nind, Pistoia, Atelier, 2002.
Sag Harbor, Napoli, D'if, 2003
Le nuvole, Milano, Crocetti, 2007
Le parti dell'amore, Milano, Sedizioni, 2010
Stamattina, Ladolfi, 2014.
Tradurre è un bacio, Ladolfi, 2015.

L’ultima foglia

Io sono per il tempo,
che tolga e non rimetta
e non ricolma un’orma.

Il nulla non è tanto
povero se assomiglia
all’opera del vento.

Io sono con il tempo,
e la morte sarà
solo l’ultima foglia,

del vortice la forma
finalmente perfetta,
la sete senza voglia.

Io do ragione al tempo.
Lo guardo mentre prende
tutto, manco si sente.

E tutto prenda, il moto
e i volti e, un giorno, il vuoto.
Io non rivoglio niente.

Istruzioni per dipingere (Garzanti, 2018)

*

TRA NOI
La traduzione è un punto del cervello
Dove stanno le cose senza nome.
Eterno e invalicabile è il cancello,
Però talvolta ricordiamo come
Qualcuna è fatta, la vediamo al buio
Chiara, sembra, benché ci manchi il modo
Di chiamarla, di svolgerla dal nodo
Che tante ne costringe ancora, cui
Magari mai riporterà il ricordo.
Avevo in mente un volto ieri sera,
Amico e familiare. Di chi era?
Vivo o non più? Perché tra noi quel bordo?
DANZA
La traduzione è danza.
Si va in punta di piedi
E a volte ci si lancia
Nel vuoto e si coordina
Tutto in un moto solo,
Sospesi sulla musica.
Ma la gente che siede
Non capisce chi vola.
CANG JIE E IL CACCIATORE
Dal becco d’un uccello che volava
Cadde una bestia strana e Cang Jie, vista
L’impronta al suolo e non capendo cosa
L’avesse mai lasciata, si rivolse
A un cacciatore e, avuta la risposta,
Pensò che forse tutta la natura
Poteva riconoscersi da un segno:
La luna, il sole, i laghi, gli animali…
Tradurre è riscoprire la scrittura.

Da Tradurre è un bacio (Ladolfi 2015)  

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